Lavoro e Sport: Malagò e lo “Sblocca Italia”

Pubblicato il autore: Simone Lombardo Segui

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Era il 14 Maggio 2013, durante il convegno della Bnl-Bnp Paribas di Roma “Sport Lavoro e Responsabilità”. Occasione in cui il presidente del Coni Giovanni Malagò disse “In Italia lo sport vale circa dall’1,6 al 3% del PIL […]. Mi sembra già di averlo fatto presente, di averlo già gridato che da questa base si ha una grande potenzialità di crescita, potrebbe essere una di quelle pochissime leve che ci permettono di creare sviluppo”. Ancora ieri 13 Novembre, a Pisa in un secondo convegno dal titolo “Lavorare per lo sport” il Presidente continua a riferire delle grosse potenzialità rispetto agli introiti derivanti dal professionismo, dal turismo, dall’ incentivo all’edilizia, alla sanità… tutti fattori determinanti al fine di un ritorno economico su scala complessiva, ma evidentemente non sufficienti da soli a risollevare le sorti di un Paese così in Crisi. Nell’incontro si è cercato tuttavia di comprendere quali fossero le difficoltà e quali le strategie d’intervento per far si che realmente l’ingranaggio multimilionario della macchina sportiva si traducesse in un vantaggio effettivo nei confronti di tutte quelle realtà che contribuiscono al mantenimento e sviluppo dello stesso, dando al contempo un messaggio importante al sistema Italia.

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In questo quadro interviene lo “Sblocca Italia”, piano messo appunto dal Governo Renzi. Qualche giorno fa infatti in un’intervista, Malagò chiarisce rispetto al suo interesse per le decisioni dell’esecutivo:”Sono molto contento. Il decreto ‘Sblocca Italia’ è una svolta per l’impiantistica sportiva fuori del patto di stabilità. Si trattava di un impegno che avevo concordato nei mesi scorsi col Governo, in particolare col sottosegretario Graziano Delrio, e che va nella direzione di dare una svolta importante ad un settore che altrimenti rischiava una forte penalizzazione”; ribadisce ancora ieri“La politica si deve amalgamare allo sport, deve venire incontro a noi.” Il Presidente del Coni dunque festeggia l’iniziativa del Governo insieme a Salvatore Sanzo (assessore al comune di Pisa e Presidente del Coni Toscano) confermando la fiducia verso quel Renzi garante dello sport (come tenne a sottolineare in un altra dichiarazione subito dopo la prova degli azzurri a Sochi). La legge 164/2014 per parte sua, anche se appena entrata in vigore e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, vi entra con una piccola correzione al comma 7 (che oggi prevede nella fattispecie il rientro delle spese sostenute dagli enti locali entro i limiti del patto di stabilità, abolendo di fatto le opere di bonifica precedentemente assicurate fuori dalle necessarie spese di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e di manutenzione ordinaria e straordinaria delle zone d’interesse). Mantiene però la parola per quanto riguarda gli impianti sportivi e l’edilizia scolastica, escludendoli dal patto di stabilità.

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