Ciao Cristiana, il Taekwondo piange la sua stella

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Una giornata triste, cupa, un colpo duro da assorbire, duro come quelli che dava lei, duri come lei.
Non ce l’ha fatta Cristiana Corsi, plurimedagliata campionessa azzura di Taekwondo, sport alla quale aveva dedicato tutta la sua vita, a battere quella malattia che la perseguitava da tempo.

A 39 anni lascia il marito Claudio, il piccolo Francesco di soli 5 anni e la sensazione di essersene andata troppo presto, una grandiosa esponente di questa disciplina, dove si è sempre distinta, con il tricolore sul petto, quello per cui ha lottato, duellato.
Romana di nascita Cristiana Corsi dopo essersi cimentata in altre arti marziali, s’innamora, relativamente tardi, a circa 15 anni, del Taekwondo.

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Quartiere Africano, palestra Lyceum, nasce una stella.

Pochi eguali, pochi rivali nel nostro paese, dove più volte si è laureata come prima della classe, vincendo il campionato Italiano, l’ultima nel 2011, per chiudere in grande stile, da fuoriclasse quale era, annunciando il ritiro dalle competizioni al termine della stagione stessa, da vincente.
Un atleta capace di imporsi anche al di là delle quattro mura Italiane, sprezzante di misurarsi con altre realtà, altre culture, altri paesi in cui, il Taekwondo può godere di maggiore seguito, interesse e preparazione di quanto accade qui da noi.

Una medaglia d’argento all’Universiade di Daegu (Sud Corea) nel 2003, un anno dopo essersi laureata campionessa d’Europa a Samsun (Turchia). Bronzo nel 2004 a Lillehammer (Norvegia) e nel 2008 a Roma, centrando quel terzo posto sfiorato due volte nella competizione più importante per un atleta, le Olimpiadi.
Prima in Australia, a Sidney nel 2000, poi ad Atene, nel 2004. In entrambi in casi per la nostra campionessa quinto posto nella categoria 57 kg, dietro ai colossi orientali, maestri di questo sport, non a caso, a trionfare e a salire sul gradino più alto del podio in ambedue i casi due Sud-Coreane, prima Jung Jae-Eun, poi in Grecia, Jang Ji-Won.

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Riposta la cintura in un cassetto, solo metaforicamente, Cristiana non ha mai abbandonato il Taekwondo, mettendo la sua passione insieme alla sua esperienza,a disposizione della Nazionale Cadetti, una volta divenuta tecnico federale.

Il valore di Cristiana, non solo come atleta ma soprattutto come persona, come donna, si può percepire dalle dichiarazioni della federazione, che ha voluto ricordarla con le parole del segretario generale Angelo Cito: Ci sono persone speciali, persone che hanno la capacità di trasmettere agli altri forza e ottimismo e Cristiana era una di queste, sempre disponibile ad aiutare il prossimo. L’impegno che metteva con i ragazzi della Nazionale era sempre il massimo, sia che si trattasse di fare un allenamento o di preparare un’Olimpiade. Non si risparmiava mai, quando c’era un problema la soluzione spesso era chiamare Cristiana, subito, al più presto ed il problema si sarebbe risolto, nonostante il suo difetto più grande fosse la gestione del tempo. Arrivava tardi agli appuntamenti e questo la rendeva speciale perché se pur in ritardo, alla fine arrivava prima! Come ci riuscisse è sempre rimasto segreto che solo lei conosceva, perché lei era lei. Nulla sarà come prima perché nessuno potrà sostituirla, lei era lei, una grande. Ciao Cristiana!”

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