Marco Saccaro: “Le MMA sono la mia fissazione”

Pubblicato il autore: Tudor Leonte


Marco Saccaro, uno dei pesi welter più interessanti del panorama italiano, si racconta ai nostri microfoni in vista dell’incontro con Enzo Tobbia di venerdì 28 luglio al Fight Gala Rock a Lignano Sabbiadoro. Saccaro (3-0) si presenta come un lottatore dalle mani di pietra: tre incontri in carriera, tutti e tre finiti per KO al primo round. In tre incontri non ha ancora totalizzato all’interno della gabbia ottagonale nemmeno il tempo di un round regolamentare di mma, vale a dire 5 minuti.

Ciao Marco, dimmi, come ti sei avvicinato al mondo delle mixed martial arts?
Ciao a tutti i lettori di SuperNews. Ho iniziato col judo quando avevo quattro o cinque anni. L’ho praticato per qualche anno facendo anche qualche competizione, niente di impegnativo, ovvio, poi smisi. All’età di 13 anni iniziai pugilato, volevo imparare a tirare qualche colpo visto che tutti mi dicevano io fossi portato a farlo, ma non sono mai arrivato a livello agonistico e mi sono fermato dopo un anno. A  vent’anni ho ricominciato ad allenarmi per rimettermi in forma e a praticare la kick boxing, sotto la custodia di Stefano Lozi, conosciuto grazie all’amicizia nata col fratello, il mio tatuatore. Una volta ripreso ad allenarmi, gli sport da combattimento diventarono la mia fissazione, fino a quando cominciai a seguire le arti marziali miste. Stefano curava già la parte in piedi di qualche ragazzo che praticava mma e quando gli dissi che volevo allenarmi anche io in questa disciplina, mi disse che avevo le potenzialità per farcela e mi buttò giù un programma di allenamento. Da lì in poi ho cominciato a praticare lotta libera, grappling, brazilian jiu jitsu e judo, allenandomi a 360 gradi fino ad arrivare all’inizio del mio percorso agonistico.

Fai qualche altro lavoro nella vita oppure ti alleni e basta?
Ho sempre lavorato per lo più nell’ambito dell’edilizia, anche se ultimamente lavoro a chiamata.

Dove ti alleni e con chi hai fatto sparring in vista di questo incontro?
Mi alleno alla Gold Gym di Siena e faccio parte del team Lonzi. Per quanto riguarda lo sparring, ho avuto il piacere, grazie all’amicizia con Khalid del Khalid Fight Team, di allenarmi con alcuni atleti stranieri con un livello di lotta e di striking molto alto e con Riccardo Nosiglia, atleta nostrano. Ovviamente Stefano Lonzi è sempre stato presente a curare la mia parte di striking.

L’incontro sarà un catchweight, pensi che la differenza di peso avrà influenza sul tuo incontro?
Per quanto riguardo l’argomento, catchweight posso dire che non potevo scendere oltre il peso pattuito visto i pochi giorni di preavviso. Il peso sinceramente non mi dà pensiero.

Record immacolato: 3 incontri, 3 vittorie prima del limite per KO. Secondo te, il tuo avversario ha le carte in regola per resistere ai tuoi colpi?
Queste sono mma e tutto può succedere. Mi chiedi se Tobbia può resistere ai miei colpi? Lo vedremo il 28. Può anche capitare che io non resista ai suoi. Tutto può accadere dentro l’ottagono.

Sei uno dei giovani più interessanti del panorama italiano, non a caso è arrivata la collaborazione con l’Italian Top Fighters Management. Come mai questa scelta?
La mia scelta riguardo al management è stata dettata dalla professionalità delle persone che ci sono dietro.

Dove ti collocheresti in un ipotetico ranking italiano dei pesi welter, quali sono i tuoi obiettivi e le tue ambizioni?
Nel ranking non mi vedo nemmeno tra i primi 10. La strada è ancora lunga e ci sono molti welter validi in Italia. Quindi testa bassa e ci alleniamo e poi vedremo cosa succede. L’obbiettivo tanto è stampato nella mia testa e non desisterò dall’arrivarci.

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