Mayweather vs McGregor: match o farsa del secolo?

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Mayweather vs Mcgregor

Atteso, attesissimo: sabato 26 agosto (ore 5.00 italiane del mattino del 27) si terrà a Las Vegas quello che rischia di passare come l’incontro più mediatico della storia: Mayweather vs McGregor sembrava una chimera, un match tanto impossibile quanto assurdo, ma come si suol dire follow the money, ed eccoci qua in piena vigilia dello scontro tra il pugile di Grant Rapids che vanta, tra i tanti onori della sua carriera, uno score di 49 vittorie su 49 incontri (eguagliando così il record di Rocky Marciano) e il lottatore icona delle MMA (21-3), campione dei pesi leggeri UFC e detentore in contemporanea di due titoli mondiali.
Sulla carta quello che avverrà sabato alla T-Mobile Arena di Las Vegas ha tutti i crismi per essere un evento storico, se non altro per la bravura dei due protagonisti – soprattutto McGregor che questo incontro ha dato prova di volerlo più dell’avversario – di creare un’altissima aspettativa intorno a questo scontro tra titani. Ma il timore che aleggia è che in realtà rischiamo di trovarci ad una riproposizione del match del 2015 Mayweather vs Pacquiao, tanto hype e poco arrosto alla fine dei conti.

Lo scetticismo intorno al match Mayweather vs Mcgregor

Lennox Lewis, non esattamente un opinionista a caso ma una colonna della boxe dall’alto dei suoi tre titoli mondiali nei pesi massimi, ha dichiarato ieri senza mezzi termini che l’incontro Mayweather vs McGregor non è nient’altro che una farsa, “una sfida che è difficile da prendere sul serio“; Mike Tyson ci va giù leggero dicendo a chiare lettere che il lottatore irlandese non ha speranze di sopravvivenza ([Mayweather boxa] sin da quando era un ragazzino […]. Lo ucciderà” riferendosi alla sorte di Conor) e Oscar De La Hoya, altra leggenda del pugilato nonché dotato di uno spiccato fiuto imprenditoriale ha bocciato questo match: anch’esso, come Mayweather con cui non corre buon sangue, è un promoter e riferendosi all’incontro più atteso dai puristi quest’anno, ovvero Canelo Álvarez vs. Gennady “GGG” Golovkin organizzato dalla sua Golden Boy Promotions ed in scena il 16 settembre proprio alla T-Mobile Arena di Las Vegas, ha parlato di quest’ultimo come un “match serio”, mentre Mayweather vs McGregor  è un incontro che giova solo ai suoi protagonisti e al loro portafoglio e non al movimento, terminato il quale “ognuno di loro tornerà alla propria vita, e allo sport non ritornerà e resterà nulla“.
Infine uno dei più grandi promoter nella storia della boxe, Bob Arum, ha parlato di un match che sarà soltanto “uno spettacolo, non un vero incontro di pugilato“. Per non parlare della pioggia di sberleffi e prese in giro piovute sul bizzarro riscaldamento di Conor McGregor, subito preso di mira dai pugili campioni come David Haye, Terence Crawford e Freudis Rojas.
L’unico ad aver dichiarato di avere fiducia nelle doti dell’irlandese è stato il suo sparring partner di lusso Paulie Malignaggi: peccato che l’ex campione dei pesi welter WBA di origini siciliane abbia poi lasciato il training camp sbattendo la porta e con strascichi di insulti assortiti all’indirizzo del fighter di MMA.

Un po’ tutti, tra puristi della boxe, adetti ai lavori, giornalisti e pure qualcuno dalla MMA come scrive il Washington Post, sono d’accordo sul fatto Conor McGregor, che per la prima volta salirà sul quadrato e ha accettato dall’alto della sua autostima di combattere secondo la disciplina e le regole dell’avversario, abbia sferrato un calcio più lungo della propria gamba (Lennox Lewis: “che farà quando scoprirà di essere non all’altezza della boxe di Mayweather?“: sarà parte dello spettacolo scoprirlo) e non a caso i bookmaker danno drammaticamente sfavorito McGregor: PaddyPower lo dà vincente 40 a 1, per dire, e ovviamente le quote più giocate sono quelle che puntano alla vittoria dell’irlandese (il 53,89% delle scommesse totali secondi il sito Oddschecker).
Il campione del mondo dei pesi leggeri UFC non se ne cura, e la cosa non stupisce, forte della sua richiesta accettata dalla Commissione Atletica del Nevada ed accolta anche da Mayweather di combattere con guantoni più leggeri che passano così da 10 a 8 once, e rilancia affermando che sì, stima l’avversario considerato “dio della boxe” ma certo di poter diventare anche lui una divinità della disciplina, e lanciando delle critiche neanche tanto velate contro i due che si affronteranno tra un mese, ovvero Canelo e Golovkin, oltre che allo stesso Pacquaio, ex avversario di Mayweather.

Mayweather vs Mcgregor
Lo scontro tra la solida esperienza del pugile di Grant Rapids e la freschezza sfacciata del lottatore dei sobborghi di Dublino tuttavia pare non stia incontrando una domanda pari all’hype dell’evento, con i biglietti più economici nel mercato secondario a 1.500 dollari: per Mayweather vs Pacquiao si era arrivati ad un minimo di 4.000 (sorride di più la pay per view: quasi 5 milioni di abbonamenti venduti).
E questo nonostante il peso massimo mediatico dei due, con un McGregor attivissimo sui social e l’avversario capace di far parlare di sé oltre per i meriti sportivi per la sua ossessione per i soldi (usa paradenti con infusi metalli preziosi e banconote da 100 dollari, per dire), e uno storytelling robusto: l’underdog che sfida sul campo avversario uno dei più grandi pugili dei nostri tempi e lo scontro fra due mondi e due discipline diverse.

E invece lo scetticismo aleggia pesante come una cappa di piombo su uno scontro che sembra sempre più simile a quelle scazzottate dei film di serie B tra Godzilla contro King Kong, Ursus contro le Orsoline o più recentemente Batman contro Superman. Inutile fare le anime candide di fronte alla camionata di soldi che sommergerà entrambi comunque vada l’incontro: il punto non è il giro di affari che Pretty Boy e Notorious riescono a muovere, visto che lo sport è anche business, e detto per inciso sarebbe ora che pure noi italiani incominciassimo a capirlo.
La questione è: sostanzialmente, come ha detto De La Hoya, cosa darà al pugilato questo match, se neppure l’ultimo incontro capace di sfondare tra il pubblico mainstream e non abituato alla boxe come Mayweather vs Pacquiao ha lasciato tracce tangibili?
Sono due ego contrapposti che si prendono a cornate, un capriccio di McGregor a cui alla fine Floyd ha ceduto dopo tanta melina (anche se l’impressione è che si sia trattato di un gioco delle parti, una pochade tra due ottimi imprenditori di sé stessi). I due stanno alimentando il proprio mito attraverso la sfida con l’altro, imbastendo uno spettacolo d’arte varia che culminerà nel match di sabato dopo aver fruttato un indotto da multinazionale. Questo weekend, come ha detto Arum che di queste cose se ne intende, assisteremo ad uno show (a proposito: in Italia ancora non si hanno notizie su chi trasmetterà il match: si muova qualcuno dei nostri broadcaster e non si lasci sfuggire l’occasione, anche se ora inizia ad essere troppo tardi per il battage pubblicitario): inutile storcere il naso, godiamoci lo spettacolo consci che per la boxe, la grande boxe, dovremo poi rivolgerci altrove.

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