WWE, verso Cena vs Reigns. Quando il ‘face’ non piace

Pubblicato il autore: Mario Grasso


Il prossimo evento ppv della WWE sarà No Mercy, special event esclusivo del roster di Raw. Se la settimana scorsa è stato annunciato il supermatch per il titolo universale tra ‘The Beast’ e ‘The Monster Among Men’, ossia Brock Lesnar e Braun Strowman, questa ha sancito l’annuncio di un match che può segnare la storia. John Cena contro Roman Reigns. Il simbolo della WWE dell’ultimo decennio (e forse anche di più, ndr) contro il simbolo attuale della compagnia. Face contro face, ma neanche tanto a ben vedere.

Già, perché la sfida tra Roman Reigns e John Cena è anche il match tra i due che fanno impazzire i bambini, ma che agli occhi dei fan più esperti risultano a tratti odiosi o quantomeno non totalmente apprezzati. Sono anche, infatti, il simbolo di un’evoluzione (o involuzione, fate voi, ndr) del modo in cui i fan guardano oggi questa disciplina. Sembrano finiti i tempi di Hulk Hogan, di Stone Cold Steve Austin e di The Rock, che venivano acclamati a gran voce, anche quando non tiravano fuori grandi match o quando vincevano dopo averne prese di brutto (soprattutto con Hogan accadeva questo, ndr).

Oggi i fan vogliono azione. Per questo piace Finn Balor, piace Seth Rollins, piace AJ Styles, e così via. Reigns e Cena, forse perché i loro match sono scritti così o perché non hanno quel bagaglio tecnico che la gente vuole, emozionano meno. Ma sono accomunati dal fatto che la WWE punta forte su di loro: o meglio, ha puntato fortissimo su Cena e oggi sta facendo lo stesso con il Big Dog. Non si può certo dire che abbia sbagliato o che stia sbagliando. John Cena ha fatto vendere tantissimo, è stato il miglior ambasciatore di sempre della compagnia e ha vinto tantissimo. Reigns uguale: non ha il carisma di John, deve ancora dimostrare molto, ma ha già ben tre titoli mondiali alle spalle, quattro main event di Wrestlemania e, sebbene sia fischiatissimo come pochi, è quello che fa vendere di più. Quindi, probabilmente, i due funzionano e bisogna necessariamente puntare su di loro.

La storia di Cena e Reigns sembra simile. John esordisce ed è acclamatissimo dal pubblico. Piace a tutti e tutti gioiscono quando a Wrestlemania 21 batte JBL e conquista il suo primo titolo mondiale. Il suo idillio pressoché totale col pubblico dura due o tre anni, finché la gente inizia a stizzirsi per la conduzione dei suoi match e del suo personaggio fino ad arrivare a tifare l’heel Chris Jericho nel feud tra i due. Da qui in poi i match di John saranno sempre contraddistinti dalla classica alternanza di cori: “Let’s go Cena” e “Cena Sucks” (forza Cena, Cena fa schifo, ndr). Uguale percorso per il buon Roman. Da leader dello Shield piace a tutti. Indimenticabili i cori pro-Reigns della Royal Rumble 2014, quando elimina ben nove partecipanti e tutti tifano per lui; altrettanto indimenticabile è il silenzio di delusione quando in quella stessa Rumble vince Batista, eliminando proprio il Big Dog. E poi? E poi qualcosa va storto. Lo Shield si sfalda, la WWE punta forte su Reigns, ma forse punta troppo forte. Lo fa entrare nel giro titolato troppo a cuor leggero, gli regala ben quattro main event di Wrestlemania consecutivi, gli fa vincere una Royal Rumble e lo fa risultare come ultimo eliminato nelle due ultime risse reali e, dulcis in fundo, gli fa battere The Undertaker a Wrestlemania 33, facendolo ritirare. Troppo davvero per uno che se la cava, ma nulla di più, nei promo; che ha una grande potenza nelle sue mosse, ma che non sembra avere un background tecnico eccelso. Molti hanno ipotizzato una raccomandazione, essendo parente di un certo The Rock. Da qui i fischi con cui Roman viene subissato. Cena e Reigns sono il simbolo della ribellione dei fan a ciò che viene imposto dalla dirigenza. Ma allora cosa fare? Turnarli heel? Serve a poco a Cena, potrebbe servire invece a Reigns, ma forse si può cercare un’ultima strada prima di dichiarare apertamente il fallimento del tentativo di ergerlo a top face.

Quest’ultimo tentativo è proprio mettergli contro John Cena. Giocare col pubblico. Vedere tra i due amati/odiati chi sarà più tifato o, quantomeno, meno fischiato. E la direzione, visto l’ultimo promo di Raw, sembra chiara. John Cena provoca, provoca molto e lo fa per trarre il meglio dal Big Dog. Due le chiavi di lettura: lo fa per farsi odiare e per far amare, di riflesso, Roman Reigns, con l’obiettivo di arrivare a No Mercy col pubblico che, gioco forza, si schieri dalla parte del Big Dog; oppure lo fa per far fare a Reigns la mossa decisiva per un turn heel, che dia un senso ai fischi che riceve, ma che, tenendo conto dello strano modo odierno di ragionare dei fan, potrebbe anche portare il Big Dog paradossalmente a essere tifato, proprio perché finalmente diverso dal buono imposto. Insomma, nell’uno e nell’altro caso, sarebbe Reigns a beneficiarne. In fin dei conti Cena ha vinto tutto, va verso un ritiro glorioso. Nel backstage (e questa è una delle sue grandi qualità, ndr) si è sempre mostrato pronto a dare una mano ai volti nuovi. Potrebbe essere l’ancora di salvezza di Roman Reigns, facendo di tutto per far amare colui che la gente odia. Certo, poi Roman dovrà metterci del suo, quantomeno migliorando nei promo e assumendo un atteggiamento più tipicamente face, ma che allo stesso tempo non annoi il pubblico. Ma l’aiuto di Cena potrebbe essere determinante per il suo sviluppo.

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