Criterium Allieve GAF, piccole ma grandi ginnaste!

Pubblicato il autore: Alessia Lunghi Segui

Da sinistra: Sara Demartini, Beatrice Volpato, Giovanna Novel, Anna Danieli, Angela Andreoli, Sonia Palmisano e Lara Alberti

Lo scorso weekend, al PalaEvangelisti di Perugia, si sono svolte gare di ginnastica artistica tra cui la mia preferita: quella delle allieve L3 ed L4, ossia le ginnaste nate negli anni 2005 e 2006.
Per la categoria L3 è stata la brixiana Angela Andreoli a conquistare la medaglia d’oro, seguita da Manila Esposito e Sara Demartini; mentre nella categoria L4 ha vinto Giovanna Novel seguita da Chiara Vincenzi e Sofia Oggioni. Assenti molte ginnaste tra cui Veronica Mandriota, le sorelle Giulia e Giorgia Leone, Diana Barbanotti, Marta Morabito e tante altre.
Questi sono stati i podi, ma oggi non voglio soffermarmi su chi ha vinto e chi no oppure su chi è andato bene e chi ha sbagliato, piuttosto preferisco parlare di tutte le ginnaste in generale perché quelle bambine che il 3 settembre sono scese in campo gara a Perugia rappresentano il futuro della ginnastica artistica italiana e ognuna di loro ha una propria storia.

Penso che le allieve siano piccole ginnaste da definire grandi perché, chi conosce bene la ginnastica artistica sa quanti sacrifici ci sono dietro ad ogni esercizio ed ogni volta che guardavo una di quelle bambine pensavo a quanto sono forti, a quanto carattere e passione hanno per essere a quel livello alla loro età e a tutto ciò che rinunciano per inseguire i loro sogni e, a parer mio, non c’è cosa più bella che credere in qualcosa e dare tutti se stessi per cercare di ottenerlo.
Durante la gara, più che concentrarmi sul risultato e sui punteggi, mi sono concentrata sullo stile di ogni singola ginnasta, sull’eleganza, la precisione, le diverse tecniche che ognuna di loro utilizzava per eseguire lo stesso elemento , sui loro sguardi e sui loro sorrisi e in ognuna di loro vedevo una piccola campionessa. Poi spostavo gli occhi sugli allenatori, sul loro modo di rapportarsi alle bambine, sul rapporto che avevano con le proprie ginnaste; cercavo di ascoltare le loro parole, i loro consigli e mi immedesimavo. Essendo io stessa una ragazza che, insieme all’aiuto della mia allenatrice allena delle bambine e spera un giorno di diventare una brava allenatrice, pensavo a quanto sarebbe bello partecipare a gare del genere con le proprie allieve cercando di tirare fuori il meglio da ognuna di loro. Guardavo quelle bambine mentre pensavo alle mie piccole ginnaste e non facevo altro che notare che dentro di me, guardando allenatrici e bambine insieme, provavo tutte le emozioni che provo io durante l’anno con le mie ginnaste e rivivevo tutti i momenti trascorsi con loro. Tutte le volte che vedevo un abbraccio pensavo a quelli che ci diamo io e le mie ginnaste e a quanto siano importanti e significativi per me ma anche per loro; guardavo i sorrisi e gli occhi di quelle bambine e ci rivedevo quelli delle mie, le vedevo ridere e pensavo alla felicità che mi regalano le mie ginnaste ogni volta che sorridono e poi, le vedevo piangere ed essere consolate o spronate dai propri allenatori e allora pensavo all’importanza che ha un allenatore nei momenti difficili che una ginnasta si trova ad affrontare e al ruolo fondamentale che ricopre durante tutto il suo percorso.
Credo che un rapporto basato sulla fiducia tra allenatore e ginnasta sia fondamentale in questo sport, perché quando hai qualcuno di cui ti fidi, su cui poter contare e soprattutto qualcuno che crede in te, diventa tutto più semplice.
Dietro quelle ginnaste ho visto tante bambine forti caratterialmente che un giorno spero possano raggiungere i propri sogni e in quegli allenatori ho visto persone che dedicano la loro vita a tirar fuori il meglio da ogni bambina e che dedicano loro tutto il tempo e la passione necessari per inseguire i propri sogni. Mentre guardavo tutto ciò pensavo a me, alle mie bambine e all’importanza che ricopre un allenatore durante il percorso con le sue ginnaste, a qualsiasi livello esse siano perché piccolo o grande che sia, tutte inseguono un sogno nel mondo della ginnastica artistica!
Quindi, alla fine di tutto ciò, vi invito a riflettere e a pensare che ogni volta che vedete una ginnasta ormai cresciuta, un tempo era bambina e se è arrivata dov’è arrivata è perché è una persona forte, che ama il suo sport e che insegue i propri sogni.
La ginnastica artistica è uno sport duro, che richiede tanto impegno e sacrificio, ma allo stesso tempo penso sia lo sport in grado di regalarti tutte le emozioni più belle che si possano provare!

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