Transalpine-Run: una maratona in montagna da correre per sette giorni di seguito

Pubblicato il autore: Benedicta Felice

Una maratona da correre sette giorni di seguito, attraversando una parte d’Europa in montagna tra salite e dislivelli. Un’impresa da coraggiosi che non temono gli ostacoli naturali anzi sono pronti a superarli con determinazione e spirito di gioco. Quaranta chilometri da affrontare ogni giorno, insieme a dislivelli in salita variabili tra i 1.700 e i 2.600 metri.
Tutto questo è la Transalpine-Run una corsa in montagna suddivisa in sette tappe per 280 chilometri di lunghezza con più di 16 mila metri di dislivello in salita. Una gara oltre confine che ha il suo punto di partenza situato in Germania mentre il punto d’arrivo è in Italia. L’itinerario di percorrenza riguarda il passaggio per l’Austria e la Svizzera sfiorando altitudini che arrivano fino ai 2.886 metri della forcella dell’Orso, lungo la parete nord dell’Ortles nella tappa finale che da Prato allo Stelvio porta a Solda. Vari territori da attraversare che si snodano dalle Alpi bavaresi al Tirolo austriaco, dalla Bassa Engadina in Val Venosta, tenendo conto del rispetto dei quattro chilometri orari, il limite di tempo consentito per non evitare la squalifica. Un ritmo sostenuto e incalzante da adattare alle pendenze da affrontare che dovranno essere compiute da due persone. A tal proposito, si inserisce qui la particolarità della Transalpine-Run la quale è una corsa che si fonda sull’abilità di fare squadra, aiutarsi reciprocamente contando sulla collettività anziché sulle prestazioni individuali.

La Transalpine-Run è stata organizzata dalla Gore-Tex un marchio americano che si occupa della produzione di tessuti e di abbigliamento, tecnico ideale per le coppie di atleti che si sono sfidati nella gara. La Transalpine-Run giunta alla sua tredicesima edizione, si è disputata tra domenica 3 settembre e sabato 9 settembre e ha visto la partecipazione di 300 squadre in rappresentanza di 40 Nazioni che spaziano dalla Cina al Sudafrica e alla Nuova Zelanda, dal Canada alla Russia. La partenza è avvenuta da Fischen im Allgäu (in Baviera), con le tappe successive da Lech, Sankt Anton am Arlberg e Landeck (tutte in Tirolo), Samnaun e Scuol (in Engadina), Prato allo Stelvio e Solda (in Val Venosta). Molto organizzato anche il trasferimento da una parte all’altra dei bagagli dei partecipanti comprendenti la sistemazione logistica, l’assistenza medica (con un vero ospedale da campo all’arrivo), i rifornimenti e l’allestimento ogni sera di pasta party e premiazioni.
Non tutte le squadre sono riuscite nell’impresa in quanto, più di cento team si sono ritirati, e alla fine sono riusciti a chiudere la gara 191 team, in primis il tandem tedesco formato da Benjamin Bublak e Christoph Lauterbach (Adidas Terrex Gore-Tex), primi classificati nella categoria maschile i quali anno riportato un tempo complessivo di 29 ore 44 minuti e 3 secondi insieme alle sorelle Sanna e Lina El Kott Helander (Merrell Gore-Tex), le due svedesi vincitrici della categoria femminile che hanno chiuso in 34 ore 40 minuti e 25 secondi.

Al riguardo della gara è stata fondamentale l’opinione di Jürgen Kurapkat, il responsabile marketing della Gore Running Wear il quale ha affermato: “Non è una gara per professionisti, ci teniamo a sottolinearlo. Abbiamo cominciato nel 2005 quando è nata la collaborazione della Gore con Salomon, La Sportiva, Merrell nel settore del trail. Ma più che una gara di corsa riservata ad atleti professionisti, la nostra è un’esperienza in montagna aperta a tutti. Una piccola avventura per chi voglia vivere una settimana in mezzo ai boschi, confrontandosi con la fatica e i propri limiti su e giù per le Alpi. Un viaggio alla scoperta di se stessi e del proprio compagno di gara”. L’uomo è stato ospite della Gore, correndo solo le ultime due tappe, da Scuol a Prato, e da qui a Solda, per complessivi 80 chilometri.

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