WWE, le pagelle di No Mercy 2017

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

John Cena, WWE

La scorsa notte è passato agli archivi No Mercy, evento speciale WWE del mese di settembre ed esclusivo del roster di Raw. Un ppv godibile, che per buona parte ha riservato ottimi match, ma che nel finale è sceso di livello in modo vertiginoso, con qualche delusione di troppo. E’ stato anche il ppv della consacrazione di Roman Reigns, del passaggio di consegne di John Cena nello stesso match e dell’ennesima affermazione della potenza di Brock Lesnar, che supera anche il gigantesco ostacolo chiamato Braun Strowman.

Quanto a noi, escludendo il match del kick-off, non pronosticato perché reso noto all’ultimo (e che ha visto Elias battere Apollo Crews, ndr), ne abbiamo indovinate 4 su 7. Ce la siamo cavata sui vari match della card, toppando il pronostico sui due match principali. Ma pronostico a parte, andiamo a vedere che show è stato.


The Miz (c) v Jason Jordan per il WWE Intercontinental Championship. Si parte con la contesa per il secondo titolo del roster, quello intercontinentale. E i due contendenti non deludono. The Miz si dimostra bravo nell’intrattenimento e anche un ottimo worker in ring. Jason Jordan dà libero sfogo di tutte le sue grandi abilità tecniche. Alla fine vince Miz, grazie all’aiuto dei suoi scagnozzi. Probabilmente JJ non è stato ancora valutato pronto per un definitivo push. Miz sempre più al centro dell’attenzione da campione intercontinentale. Carismatico e furbo come pochi. Incontro di buon livello, che lascia ben sperare per il resto della card. Buona la prima: voto 6,5

Finn Balor v Bray Wyatt. La trama è rispettata: Balor doveva sfidare Wyatt da uomo e non da demone, quindi con i suoi limiti e le sue paure. E infatti parte male, quasi dovendo rinunciare al match per l’attacco preventivo dell’ Eater of Worlds. Ma poi, toccato nell’orgoglio, torna e sfodera un gran match. Ne abbiamo visti di migliori, certo. Ma Finn Balor ha fatto la sua solita ottima figura. Bravo a dominare l’incontro e bravo a tirar fuori le ultime energie nel momento peggiore. Scrittura prevedibile, forse, ma che è riuscita a tener viva l’attenzione. Bene, ma senza eccessi: voto 6+

Seth Rollins/Dean Ambrose (c) v Cesaro/Sheamus per il WWE Raw Tag Team Championship. Che spettacolo sti quattro. Che spettacolo Cesaro e Sheamus, soprattutto. La vittoria in sé di Rollins e Ambrose era prevedibile ed è avvenuta anche nel modo classico: loro sono i face, quindi le prendono, ma poi vincono. Ma è l’intera scrittura e la prestazione del tag team europeo a rubare l’occhio. In particolare Cesaro, che lotta nonostante un dente perso. Spettacolare la White Noise di Sheamus su Ambrose, seguita dalla Powerbomb con cui Cesaro schianta Rollins sul suo compagno di team. Spettacolare l’interpretazione di Ambrose, che recita benissimo la parte del sofferente che resiste ai numerosi colpi subiti. Spettacolari anche le manovre di Rollins. Match completo, tra i migliori dell’anno. Sensazionale: voto 8

Alexa Bliss (c) v Sasha Banks v Bayley v Nia Jax v Emma per il WWE Raw Women’s Championship – Fatal Five Way match. Che il roster di Raw aspetti l’arrivo di Asuka è chiaro. Che il roster di Raw non abbia molta scelta anche, visto che su Bayley non punta nessuno e che Sasha Banks non è supportata a dovere dal booking team. Così, con Emma e Nia Jax solo lì a ‘riempire’ la card, non rimaneva che una vittoria di gestione di Alexa Bliss. Ma ciò non significa che non si poteva tirar fuori un buon match e le cinque star l’hanno fatto. Incontro che non fa gridare al miracolo, ma che dimostra la bravura di tutte le interpreti e che tra vari spot con Nia Jax presente e vari near falls si è reso più che piacevole. Dinamico: voto 6,5

John Cena v Roman Reigns. Non è stato male, ma neanche bene. Non è stato da dimenticare, ma si ricorderà più per il suo significato che per ciò che si è visto. Parliamo prima del match: buon inizio con Cena teatrale e straordinario quando non approva i cori “You both sucks” del pubblico; fase centrale brutta e lenta; fase finale molto bella, con un epilogo, però, troppo da “supereroe” per Reigns. Il discorso è questo: va benissimo che Roman Reigns esca al due alla prima AA, e anche alla Super AA, e anche a due AA consecutive. Ma almeno non facciamo perdere Cena alla prima Spear (in ring, visto che ne ha subita un’altra sul tavolo dei commentatori). Finale che esalta troppo Reigns, più di quanto non lo esalti la vittoria finale. Ciò non toglie che le emozioni nel tragitto verso il pin decisivo non sono mancate. Ma più di tutto rimane agli occhi del pubblico il passaggio di consegne di Cena nei confronti di Roman a fine match e la strameritata standing ovation a John Cena, che lascia quasi come Undertaker a Wrestlemania, anche se poi ha dichiarato che il ritiro è vicino ma non è stato stanotte. E’ stato solo il passaggio che dà inizio alla fine della carriera del bostoniano, simbolo della WWE di quest’ultimo decennio. Un momento da ricordare, che innalza il livello del segmento complessivo di questo match alatalenante. Alti e bassi e comunque ‘grazie Cena’: voto 6+

Neville (c) v Enzo Amore per il WWE Cruiserweight Championship. Passi la vittoria di Enzo Amore, pronosticata perché il regno di Neville era stato lungo e perché ai pesi leggeri serve un personaggio e l’esperimento titolato di Enzo può essere una buona idea. Ma ovviamente, come prevedibile, ne ha risentito il lottato. Incontro pessimo, con una differenza netta tra i due contendenti e comunque condito da un ritmo lento, atipico per una contesa tra cruiserweight. Peggiore della serata: voto 4,5

Brock Lesnar (c) v Braun Strowman per il WWE Universal Championship. Un vero peccato. Il main event della serata era tra due big del ring e prometteva bene. Era stato costruito benissimo e prometteva bene. Ma nella vita, si sa, le promesse spesso vengono disattese. Certo, chi voleva vedere le legnate le ha viste. Magari sono mancate quelle fuori dal ring, che sono quelle che fanno più male, ma comunque German Suplex, Running Powerslam, Chokeslam, ci sono state. La scrittura, però, ha lasciato a desiderare. Lesnar che le prende per buona parte del match e le prende anche dopo aver rifilato cinque German Suplex consecutivi. In più subisce ben tre Running Powerslam di cui due consecutive e si salva sempre al due. E poi cosa fa? Vince alla prima, e dico prima e unica, F5. Insomma: si è costruito Strowman come un gigante indistruttibile e questa scrittura è stata ricalcata anche durante l’incontro e alla prima finisher del rivale il gigante cede. Come mandare all’aria un lavoro straordinario. Tutto questo senza contare l’interpretazione scialba e deludente degli interpreti e l’errore dell’arbitro che più volte vede Strowman toccare la corda mentre subisce la Kimura Lock, ma non fa mai mollare la presa a Brock Lesnar. Insomma, tutto sbagliato. I match tra Lesnar e Goldberg e tra Lesnar e Samoa Joe sono durati molto meno ma hanno convinto molto di più. Peccato perché l’hype era alta e perché il ppv fino a quel momento era statopiù che buono. Delusione: voto 5,5

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