Come sarebbero state le Olimpiadi del 1992 con la Catalogna indipendente

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

Sono settimane di grande tensione in terra iberica con il Parlamento catalano che ha indetto un referendum chiedendo a ogni cittadino della regione: “Vuoi che la Catalogna diventi uno Stato indipendente in forma di Repubblica?”. Gli organizzatori del referendum hanno annunciato un vero e proprio plebiscito per il “sì” a testimonianza di quanto gli abitanti della regione abbiano a cuore il tema. Barcellona è il capoluogo della regione, una città moderna, internazionale rinata in occasione delle Olimpiadi estive del 1992. Ed è proprio quell’evento che si vuole analizzare: come sarebbero stati i giochi olimpici di Barcellona, se si fossero tenuti nello stato indipendente della Catalogna?
E prima ancora: la candidatura di Barcellona sarebbe stata quella vincente? Difficile pensare che l’ipotetica capitale della repubblica catalana avrebbe vinto con facilità la selezione per l’assegnazione dei 25esimi giochi olimpici nel confronto con Birmingham, Belgrado, Brisbane, Amsterdam e, soprattutto, Parigi.

Ma proviamo a pensare a una vittoria della candidatura catalana. La seconda domanda è: come sarebbe stato il medagliere olimpico finale con due selezioni differenti: da una parte la nazionale catalana, dall’altra la Spagna, senza gli atleti catalani.
Nella storia dei giochi la Spagna ha raggiunto un formidabile sesto posto nel medagliere con 13 ori, 7 argenti e 2 medaglie di bronzo, un totale di 22 allori.
Se Spagna e Catalogna avessero gareggiato separatamente, a parità di prestazioni, la situazione sarebbe stata ben diversa. La selezione spagnola avrebbe fatto comunque un’ottima figura con 9 ori e 3 argenti, raggiungendo l’ottava posizione del medagliere mentre l’ipotetica nazionale catalana avrebbe agguantato 6 medaglie: 2 ori, 2 argenti e 2 bronzi.  23esimo posto a pari merito con la Turchia. Le medaglie d’oro sarebbero arrivate da Daniel Plaza nei 20 km di marcia e Josè van der Ploeg nella vela; gli argenti da Natalia via Dufresne nella vela e Jordi Arrese nel tennis; i bronzi da Arantxa Sanchez nel singolo femminile di tennis e Javer Garcia nel salto con l’asta.
Restano fuori dal conteggio due medaglie d’oro e due d’argento legate agli sport di squadra. Si tratta dell’oro del calcio maschile con la nazionale spagnola che vantava tra le sue fila due catalani doc come Pep Guardiola e Albert Ferrer e poi dell’altro oro, quello dell’hockey prato femminile, nazionale che aveva tra le sue fila quattro atlete catalane.
Passando alle due medaglie d’argento c’è quella nel doppio femminile formato dalla spagnola Conchita Martinez e dalla catalana Arantxa Sanchez, probabilmente le due tenniste più forti della storia iberica.
L’altra medaglia d’argento di quei giochi vinta in uno sport di gruppo dalla selezione spagnola è quella della pallanuoto maschile. Più che una medaglia vinta si tratta di un oro mancato per la nazionale iberica che ha perso davanti al pubblico di casa (tutt’altro che indipendentista) contro la formidabile nazionale azzurra allenata da Ratko Rudic. Era l’ultimo giorno delle Olimpiadi di Barcellona e la Spagna puntava a chiudere con un oro. La finale Spagna-Italia è una delle sfide più entusiasmanti della storia della pallanuoto con il finale thrilling nei tempi supplementari e la vittoria per 9-8 grazie a una rete di Gandolfi.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: