Esclusiva SN – Il ciclista Matteo Trentin: “Grande rimpianto mondiale. Ora mi aspetta un nuovo progetto”

Pubblicato il autore: Giuseppe Segui

Matteo Trentin ha chiuso la stagione con una bellissima vittoria alla Paris-Tours, classica storica francese che lo ha visto trionfare giá nel 2015. Il ciclista trentino ha disputato la sua ultima corsa con la maglia della squadra belga Quick Step e si appresta a intraprendere una nuova sfida professionale con i gradi da capitano alla Orica Scott. Il suo 2017 è stato super nella seconda parte di stagione con  sette vittorie in due mesi e i gradi da capitano della nazionale italiana ai Mondiali di Bergen. Il suo avvicinamento alla rassegna iridata lo ha visto vincere ben quattro tappe alla Vuelta e così è entrato nella ristretta cerchia dei corridori che hanno vinto tappe in tutte e tre i grandi giri. Il quarto posto in Norvegia ha poi  lasciato qualche rammarico, ma si è piazzato subito dietro tre campioni assoluti come SaganKristoffMatthews. Trentin è ormai nel pieno della sua maturità ciclistica e ha dimostrato di essere un corridore completo che può essere protagonista su tutti i terreni. 
Supernews lo ha intervistato in esclusiva :

Buongiorno Matteo, il tuo 2017 ha avuto dei picchi molto alti nella seconda parte di calendario. Ti ritieni soddisfatto della stagione appena conclusa?
Sono molto contento degli ultimi due mesi sia per le sette vittorie sia per una condotta di gara che mi ha visto spesso leader della squadra. Ho avuto una forma super e ho saputo gestire al meglio la pressione. Il Mondiale è stato un rimpianto forte per me. Si poteva arrivare nei primi tre con un po’ di fortuna, ma ormai è una storia chiusa. Lo prendo come un ottimo punto di partenza per il futuro.

Hai appena firmato un biennale con la squadra australiana Orica Scott. Cosa ti ha spinto a cambiare squadra dopo sei anni ? Avrai un ruolo da capitano nelle classiche ?
Avrò molto più spazio e libertà di fare la mia corsa rispetto al passato . Mi ha affascinato il progetto perché sono una squadra solida e piena di giovani talenti. A 28 anni è arrivato il momento di fare quello step in più per la mia carriera e il mio obiettivo stagionale sarà principalmente essere protagonista nelle grandi classiche del 2018.

Sei un ciclista veloce, esplosivo e che si difende bene sulle salite non troppo lunghe. Nei prossimi anni potrai puntare a classiche come l’Amstel Gold Race e la Liegi Bastogne Liegi che si stanno sempre più dimostrando meno selettive del previsto?
La Liegi penso proprio di no, è troppo dura per le mie caratteristiche. L’Amstel l’ho già corsa una volta e ha un percorso che si addice alle mie caratteristiche. L’unico neo è che arriva una settimana dopo  le classiche del nord, mio grande obiettivo stagionale, e sarà difficile mantenere una condizione ottimale dopo un periodo così duro e stressante a partire dalla Milano Sanremo.

Un commento finale su Peter Sagan, unico corridore della storia del ciclismo a vincere tre Mondiali di fila ?
Peter è sicuramente il ciclista del nostro tempo non solo per le vittorie, ma anche per il suo carisma in gruppo e il suo essere un personaggio mediatico. È un fenomeno in tutti i sensi e ce ne vorrebbero di più come lui nel nostro sport

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