WWE, le pagelle di Hell in a Cell 2017

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

Shane McMahon soccorso dopo l’incredibile volo dalla cima della gabbia nel match contro Kevin Owens

Ed eccoci al consueto pagellone, stavolta su Hell in a Cell, special event WWE del roster di SmackDown. Capitolo pronostici: tutto sommato bene. Indovinato l’esito di quattro match e mezzo su sette. Dico quattro e mezzo e non cinque perché in quello per il titolo femminile è stata sì indovinata la vittoria di Charlotte, ma senza il passaggio di titolo visto che è giunta solo per squalifica. Ma veniamo ai match, segnalando soltanto la vittoria di Chad Gable e Shelton Benjamin nella sfida contro gli Hype Bros nel pre-show. E ora la main card.

The New Day (c) v The Usos per il WWE SD Tag Team Championship – Hell in a Cell match. Che apertura! Non contenti degli spettacoli offerti a Money in the Bank, a Battleground, a Summerslam e in due match a SmackDown, Usos e New Day ci regalano un’altra perla. Stavolta nel palcoscenico dell’ Hell in a Cell match. Sfida ricca di ottimi spot. Il tasso tecnico è alto, anche se ovviamente limitato dalla stipulazione del match, che apre le porte a una sfida più violenta e con l’utilizzo di oggetti, che i due tag team interpretano perfettamente. Ottimi near falls, ottimi segmenti a tema “prigione”. Jey Uso messo all’angolo della gabbia e bloccato dai kendo stick, Xavier Woods ammanettato. Tanta roba. Quindi l’ottimo finale, anche un po’ a sorpresa, visto che era più probabile ipotizzare una vittoria dei New Day per porre fine al feud. Con gli Usos campioni potrebbe anche essere finita ugualmente, ma c’è sempre la clausola di rematch a cui Big E, Kofi Kingston e Xavier Woods hanno diritto. Staremo a vedere, ma intanto che match hanno tirato fuori questi due team? Ancora una volta eccezionali. Spettacolo puro: voto 8

Randy Orton v Rusev. Dopo due squash, in favore di Orton a Summerslam, in favore di Rusev due settimane fa a SmackDown, questo almeno è stato un match. Il problema semmai è la qualità. Davvero minima. Sfida lenta, mai emozionante, con due contendenti che mostrano una certa svogliatezza per un feud che forse neanche sentono più di tanto, ambendo ad altro. Alla fine vince Orton con la solita RKO tirata fuori dal nulla, ma non lo ricorderemo a lungo. Poca roba: voto 5

AJ Styles (c) v Baron Corbin v Tye Dillinger per il WWE United States Championship – Triple Treath match. La media si alza, ma di poco, col match per il titolo statunitense. Nel kick-off viene aggiunto all’ultimo minuto Tye Dillinger nel match. Ne viene fuori un buon incontro. Di certo nulla di trascendentale, che possa far gridare al miracolo. Ma comunque godibile e di facile assimilazione.. Il migliore risulta essere AJ Styles, come prevedibile, ma comunque anche The Phenomenal sembra andare col freno a mano tirato. Bene anche Baron Corbin, che fa la parte del leone con colpi decisi e violenti. Onesta la prestazione di Dillinger, scelto come vittima sacrificale per pushare finalmente Corbin, senza ridimensionare Styles. Infatti è lui che subisce la mossa finale del Phenomenal One, a cui però viene rubato il pin decisivo dal Lone Wolf. Scrittura classica, ma sempre opportuna in situazioni del genere (ok dare finalmente una chance a Corbin, ma senza penalizzare chi da oltre un anno fa la differenza a SmackDown come AJ). Essenziale ma positivo: voto 6,5

Natalya (c) v Charlotte Flair per il WWE SD Women’s Championship. Quando c’è di mezzo Charlotte Flair come minimo ci si aspetta un incontro sufficiente. Ma stavolta non è così. Incontro brutto, lento, con pochi gesti tecnici degni di nota, con una Charlotte sottotono. Per non parlare poi del finale: l’infortunio della sfidante e la campionessa che invece di approfittarne e vincere “sul campo” decide di prenderla a sediate, perdendo per squalifica. Certo, finale costruito per dare il la a un futuro match, ma che penalizza ulteriormente questo brutto incontro. Noioso: voto 4,5

Jinder Mahal (c) v Shinsuke Nakamura per il WWE Championship. Sì ok, Jinder Mahal campione è qualcosa di discutibile. Sì è vero che Nakamura non riesce ancora ad adattarsi agli standard WWE. Ma l’impressione che ho avuto a fine match è che si poteva fare molto peggio. Migliorato, seppur di poco, lo spettacolo brutto di Summerslam. Se non altro mi sento di premiare il match per il tentativo del booking team di fare qualcosa più originale del solito. I Singh Brothers disturbano e vengono allontanati, ma stavolta non sono decisivi perché The Artist ha la grande occasione con la Kinshasa, ma è Mahal a toccare le corde e a rimanere nel match. La vittoria dell’indiano, poi, arriva e in modo sostanzialmente pulito. Intercettata una mossa di Nakamura e piazzata la Khallass. Non un gran match, ma migliore del previsto. Bruttino, ma pensavo peggio: voto 6-

Bobby Roode v Dolph Ziggler. Si scende di livello ancor di più nel match che precede il main event. L’esordio di Bobby Roode in un ppv WWE delude tutti. Così come delude questo Dolph Ziggler, che sembrava essersi rinnovato, ma che invece regala ben poco. Un incontro che annoia, forse perché i due non sono compatibilissimi e necessitano di nuovi scontri, a cui comunque il finale del match sembra aprire. Ma qui male, proprio male. Non si è visto nulla, né tecnicamente né emotivamente. Insufficiente: voto 4

Kevin Owens v Shane McMahon – Falls Count Anywhere Hell in a Cell match. Non c’è dubbio. Il match della serata. A livello tecnico buono, ma sicuramente l’opener ha fatto vedere qualcosa in più. Ma è a livello di azione, violenza, interpretazione e soprattutto emozione che questo match fa la differenza. La furia di Owens e la follia di Shane O’ Mac. Si vede di tutto: Shooting Star Press sbagliata, Cannonball sbagliata con tanto di schianto sul tavolo, un fantastico Coast to Coast di Shane, azione anche fuori dalla gabbia, colpi stiff sopra il tetto della gabbia che per poco non crolla, il volo di Owens che dalla metà della gabbia si schianta su un tavolo. Eppure manca ancora qualcosa e cosa decidono di regalarci? Due emozioni in un secondo. Nello stesso attimo si vedono due cose incredibili: lo straordinario volo di Shane McMahon, che si fracassa tutto ciò che può fracassarsi nel tentativo di colpire Owens sul tavolo dei commentatori lanciandosi dalla cima della gabbia; Owens salvato per un pelo nientemeno che dall’ex amico che lui stesso ha sempre tradito, Sami Zayn. Il face per natura che turna heel, spostando Owens dalla traiettora del volo di Shane e poi interrompendo le cure mediche al commissioner per mettere Owens sopra di lui per il conteggio vincente. Tutto questo è straordinario . Folle, cattivo e sorprendente: voto 8,

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