Caos nel mondo della lotta: campione di sumo accusato di aggressione

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

campione di sumoÈ una di quelle notizie che non si vorrebbero mai sentire, perché gli sportivi dovrebbero dare l’esempio, quella che riguarda il campione di Sumo Harumafuji Kohei, di nazionalità mongola e campione per ben 9 volte della disciplina di lotta nipponica, accusato di lesioni per una rissa scoppiata in occasione di una festa che ha visto tristemente protagonisti il wrestler Takanoiwa e per l’appunto il lottatore mongolo e che è finita con il povero Takanoiwa colpito in testa da una bottiglia di birra. Episodio increscioso che ha visto subito la presa di posizione della Federazione Giapponese di Lotta Sumo che pretende dai suoi atleti un comportamento irreprensibile per dare l’esempio ai più giovani. Il Sumo non è infatti in Giappone solo lo sport nazionale, bensì un insegnamento di vita di alti valori morali che non può essere infangato da una volgare rissa tra teppisti di strada. Questo Harumafuji lo sapeva bene e per questa ragione ha provveduto a scusarsi pubblicamente per essere stato protagonista di un atto tanto barbarico. La Federazione Giapponese Sumo si è infatti immediatamente mobilitata affinché il suo federato chiedesse pubblicamente scusa all’atleta ferito e soprattutto alla nazione alla disciplina sportiva che ha oltraggiato. Il Sumo è infatti la disciplina da combattimento simbolo del Giappone e tutti i suoi partecipanti sono chiamati a non gettare mai biasimo su questa particolare lotta, perché gettare biasimo sul Sumo significherebbe oltraggiare il Giappone.

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