Judo, Israele ad Abu Dhabi per il Grand Slam 2017. Tal Flicker abbatte i muri e l’inno se lo canta da solo.

Pubblicato il autore: NoemyCannata Segui

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L’immagine in evidenza è la rappresentazione di Israele ad Abu Dhabi che Shlomo Cohen, fumettista, ha pubblicato nel quotidiano israeliano “Israel Hayom” il 29 Ottobre per la rubrica Shlomo Cohen’s Daily cartoon, il giorno dopo la fine del torneo internazionale di judo Abu Dhabi Grand Slam 2017.
Ma facciamo un passo indietro sul caso Israele ad Abu Dhabi: il 26, 27 e 28 Ottobre ad Abu Dhabi si è svolto il torneo Grand Slam organizzato dall’IJF (International Judo Federation) torneo che ha visto combattere quasi 300 judoka provenienti da 47 nazioni di tutto il mondo.
L’immagine rappresenta il campione israeliano Tal Flicker che davanti i giudici (nelle non-casuali posizioni del “non sento, non parlo, non vedo) si proclama vincitore “by Ippon” aggiudicandosi la medaglia d’oro nella categoria 66kg.

Dietro questa vignetta, il fattaccio: Israele è uno stato non riconosciuto dagli Emirati Arabi, la squadra di atleti israeliani infatti, ha avuto diverse difficoltà già dall’aeroporto, nell’ottenere i visti per la partenza, sono arrivati in ritardo per la registrazione all’evento, hanno rischiato di non essere registrati e ha rischiato di non essere rappresentatata da nessun judoka, Israele ad Abu Dhabi al Grand Slam 2017, è stato poi concesso loro di partecipare al torneo internazionale ma a delle precise condizioni: niente distintivo dello stato di appartenenza sul judoji, niente bandiera israeliana e niente inno israeliano nel caso in cui qualcuno dei judoka israeliani sarebbe riuscito ad arrivare sul podio; tutti i segni della presenza di Israele ad Abu Dhabi sono stati sotituiti con simboli, bandiera e inno della Federazione Internazionale di Judo.
Tal in tutta risposta è arrivato sul gradino più alto del podio, ha stretto la sua medaglia d’oro e l’inno se l’è cantato da solo.
Flicker non è stato l’unico a subire quest’oltraggio alla propria identità nazionale, a salire sul podio ascoltando l’inno della federazione internazionale piuttosto che quello del proprio stato di appartenenza, è stata anche Gili Choen, medaglia di bronzo 52kg, compagna di squadra di Tal flicker.

Il caso Israele ad Abu Dhabi Grand Slam 2017 sembra già esser stato dimenticato, “notizia datata” si direbbe.
Per fortuna il web non ha spazi, non ha luoghi e non ha tempi, chi ha seguito l’evento in diretta streaming sul sito della federazione, la bandiera israeliana accanto il nome degli atleti l’ha vista, il nome dello stato Israele l’ha letto.
Lo sport in generale, e il judo in particolare, quale arte marziale che prevede lo scontro e l’incontro, il combattimento seguito da una stretta di mano, dal saluto, è un fortissimo segno ed esempio di umanità che stava per essere cancellato da questo evento.
L’immaginario collettivo dell’idea di sport come uguaglianza, rispetto, lealtà, umanità è sparito ed è riapparso subito dopo con la stretta di mano tra il Presidente della IJF, il Presidente della Federazione di judo e wrestling degli Emirati Arabi Uniti, e il Presidente dell’associazione Judo Israeliana.

“Questioni profonde tra paesi, governi e nazioni che non possono essere risolti con lo sport in un attimo” è stato detto nel giorno del #WorldJudoDay lo stesso 28 Ottobre.

Sulla stessa onda, la stessa settimana, si è vista l’immagine di Anna Frank su tutti i giornali sportivi e non, per una questione altrettanto profonda e risolvibile con la potenza delle parole.

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