WWE, Survivor Series: le pagelle

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui


Le Survivor Series, ultimo grande evento interbrand dell’anno WWE, quello in cui i due roster vengono a contatto, è alle spalle. Raw si aggiudica la sfida con 4 vittorie su 3. Decisivo il main event. Bene anche i miei pronostici: praticamente ho sbagliato solo il main event (volendo ci sarebbe anche il discorso che avevo fatto sull’incasso di Carmella, che non c’è stato, ma comunque ho indovinato la cosa principale, il risultato del match tra Alexa e Charlotte). Evento positivo, con alternanza di buoni e ottimi match, quasi tutti sopra la sufficienza. L’unica vera delusione è il main event, ma ci arriviamo.

Prima il solito flash sul kick-off, che si distacca dal concetto generale dello show, non essendoci stati match interbrand. Nei due match non annunciati: Elias ottiene una prestigiosa vittoria su Matt Hardy, mente il duo Kevin Owens-Sami Zayn la spunta sui Breezango. Nel match annunciato, invece, Enzo Amore vince contro Kalisto l’unico incontro titolato della serata e rimane campione dei pesi leggeri. Ma ora andiamo al main show e al consueto pagellone.


The Shield v The New Day – Six Men Tag Team match –  Si apre con la sfida tra quelle che forse sono le due stable più amate dei due roster: il consolidato New Day e il riunito Shield. Bel match. A dire il vero la prima parte delude un po’, ma la sequenza che va dalla seconda metà fino allo straordinario finale merita. Parte conclusiva scritta benissimo e recitata ottimamente dagli interpreti. Hanno fatto un buon lavoro. Non è un match che passerà alla storia, certo, ma è stato fatto tutto molto bene. New Day squadra vera e vincitori morali, ma lo Shield è sempre lo Shield, c’è poco da fare e Raw passa in vantaggio. Coinvolgente. Voto: 6,5

Team Raw [Alicia Fox/Asuka/Sasha Banks/Bayley/Nia Jax] v Team SD Live [Becky Lynch/Naomi/Carmella/Natalya/Tamina] – Women’s 5-5 Survivor Series match – Il primo match a squadre della serata è quello femminile. C’è sicuramente qualcosa da rivedere nella scrittura, ma si può dire poco alle dieci partecipanti, che hanno recitato la loro parte bene, consapevoli di avere a loro disposizione un minutaggio molto limitato. Vince Raw che aveva la squadra più forte e che aveva l’imbattibile Asuka nel team. Eppure si è costruito bene questo successo: con il team rosso in costante svantaggio e sempre a rincorrere. Le due migliori, Asuka e Sasha Banks arrivano alla fine, ma mentre la Legit Boss esce di scena prima, Asuka rimane e da sola regge il confronto contro due avversarie, da vera eroina. Ben fatto, peccato che il tempo non ha permesso cose eccezionali, ma le ragazze hanno fatto bene. Peccato solo per quell’eliminazione così rapida di Becky Lynch, che ha tolto subito della qualità a un incontro che comunque è stato gestito bene. Penalizzato, ma buono. Voto: 6+

The Miz v Baron CorbinChampion v Champion match – Uno è un gigante al microfono, l’altro è un gigante di stazza, ma entrambi non sono giganti del ring come qualità. Eppure The Miz e Baron Corbin hanno messo su un incontro sufficiente e coinvolgente quanto basta. Nulla da tramandare ai posteri o da raccontare ai nipoti futuri, ma la sfida tra i campioni di seconda fascia (intercontinentale e statunitense) è stata comunque gradevole. La vittoria di Corbin ridà ossigeno a SD Live, che fino a quel momento le aveva perse tutte. Buon lavoro di The Miz, ma il ‘Lone Wolf’ è in ascesa. Deve ancora lavorare sul suo personaggio, ma almeno i risultati stanno arrivando, finalmente. Meglio del previsto. Voto: 6-

Cesaro/Sheamus v The UsosChampions v Champions match – Siamo sui livelli dell’opener match. Questo è ciò che viene in mente guardando il positivo match tra i campioni di coppia dei due roster. Cesaro e Sheamus sono meno eccellenti di altre loro prestazioni, ma fanno quanto basta per rendere buono l’incontro. La vera differenza la fanno gli Usos, che erano già bravi sul ring ma ora hanno trovato un’intesa straordinaria. Se a questo si aggiunge che il loro personaggio è stata una delle cose più indovinate dalla WWE negli ultimi due-tre anni il gioco è fatto. Match bello, soprattutto nella parte centrale e finale. Buona azione e buona qualità. Ci si aspettava di più? Certo, ma la delusione non è così eccessiva. Bene, ma non benissimo. Voto 6,5

Alexa Bliss v Charlotte FlairChampion v Champion match – E qui signori, giù il cappello per le due campionesse femminili. Quanto è brava Charlotte, ok, ma quanto è brava e caparbia Alexa? I puristi della disciplina la criticano, ma è bravissima a interpretare e raccontare i match. Una delle più brave in circolazione: di immensa qualità. Una heel nata, ma che fa presa. Charlotte Flair meno spavalda e aggressiva del solito, ma che regala sprazzi della sua bravura e che è ottima nel mandare over la rivale. La grandezza dei wrestler si vede anche da questo. Buonissimo incontro, il migliore fino a quel momento. Vittoria prevedibile di Charlotte, ma la Bliss è stata capace di farci credere più volte che avrebbe sovvertito il pronostico. Gran lavoro. Bravissime. Voto: 7+

Brock Lesnar v AJ StylesChampion v Champion match –  Match della serata. Alzi la mano chif aveva dei dubbi. Alzi la mano chi non vedeva Brock Lesnar fare un match di 15 minuti bello o comunque guardabile negli ultimi anni. La bestia ha vinto e questo si sapeva, sostanzialmente. Forse quando abbiamo scoperto che non era questo il main event e che SD Live era avanti 3-2, abbiamo avuto la tacita conferma che non ci sarebbe stata la sorpresa ‘Phenomenal’. Eppure non è stato uno squash, una delusione, un massacro. L’inizio sembrava quello, ma AJ è AJ, guai a dubitare. Cosa ha tirato fuori anche stavolta? Che match. Non il migliore dell’anno per lui, sicuramente il migliore con Brock Lesnar coinvolto. E non è un caso che ci sia proprio Styles. Scrittura ottima: nessuna interferenza, dominio Lesnar prima, reazione di cuore orgoglio e tecnica di Styles, vittoria improvvisa di Lesnar. Ci sta. Nessuno esce danneggiato e abbiamo visto un grande incontro tra i due campioni più credibili al momento in WWE. Bestialmente fenomenale. Voto: 7,5

Team Raw [Kurt Angle/Triple H/Braun Strowman/Finn Balor/Samoa Joe] v Team SD Live [Shane McMahon/John Cena/Randy Orton/Shinsuke Nakamura/Bobby Roode] – Men’s 5-5 Survivor Series match – In uno show tutto sommato positivo e che sta chiudendo in crescendo ci si aspetta un finale da fuochi d’artificio. E invece no. La vera delusione della serata è proprio il main event, nonostante ben dieci grandi nomi del presente e del passato coinvolti. Si può sostanzialmente dividere in tre parti: gli spot iniziali per il pubblico; la fase centrale, dove si concentrano le eliminazioni; il finale con colpo di scena e “controcolpo” di scena. Delle tre solo l’ultima si salva. Gli spot iniziali saranno anche suggestivi, ma sono fini a se stessi, oltre che inutili in un incontro 5 contro 5, già confusionario di suo. Potevano essere rinviati nel finale, quando si rimane in pochi. Bello Nakamura contro Balor, remake di NJPW e NXT; bello Triple H contro il suo erede Bobby Roode. Ma nell’economia dell’incontro serve a qualcosa? No. Questa fase, dove a lungo si rimane in 5 contro 5 è particolarmente lunga. Poi finalmente si decide di sfoltire il ring. Ma lo si fa male. Eliminazioni di Nakamura e Roode casuali e malcostruite: arriva il gigante Strowman e li fa fuori. Sapevo scriverlo anche io così il match. John Cena e Randy Orton? Dovevano fare la differenza, ma in fin dei conti fanno la comparsa: uno spot a testa e poi via. Il 16 volte campione mondiale rifila AA come se non ci fosse un domani a Finn Balor e Samoa Joe ed elimina quest’ultimo; poco dopo però viene fatto fuori neanche fosse l’ultimo pivello da un “non più giovanissimo” Kurt Angle. ‘The Viper’ uguale: dal nulla tira fuori la RKO che elimina Finn Balor; ma dopo rimane solo sul ring a fronteggiare Braun Strowman, mentre Shane si è allontanato per far fuori i disturbatori Kevin Owens e Sami Zayn, e il gigante fa quello che ha fatto con Nakamura e Roode, un paio di mosse e “bye bye” Randy. Capitolo interferenze: niente Kane, con Strowman che quindi fa quello che vuole liberamente; Owens e Zayn fanno quello che prevedevamo, ma le prendono anche. Si potrebbe discutere su questo aspetto, ma dopo tanta negatività almeno questa facciamola passare: in fin dei conti i due canadesi dovevano creare problemi al loro stesso roster e l’hanno fatto, pur prendendole. E siamo al finale di match: unica cosa da salvare. Sì perché almeno fa da base alla storyline che dovrebbe condurci fino a Wrestlemania. Shane che quasi rimpange il suo “under siege” perché ora è solo contro tre avversari non proprio piccolini. Triple H che a sorpresa viene in suo soccorso aggredendo Kurt Angle e causandone l’eliminazione (la prima scritta in modo sensato di tutto il match, ndr). E quando tutti pensano “ecco, lo sapevo, Stephanie ha mandato il marito a far perdere Raw per licenziare Kurt Angle” ecco il controtradimento di Triple H. Il Cerebral Assassin attacca il cognato Shane e lo schiena. Lui e Strowman sono i sopravvissuti e Raw vince la battaglia: grazie a Triple H. La chiave della storyline è chiara: Stephanie ha il coltello dalla parte del manico perché se Angle è ancora al suo posto è grazie al ‘King of Kings’. Bene. Bene anche il post-match con Strowman che non approva e che attacca Triple H, regalando il lieto fine per il pubblico. Ma un buonissimo finale in chiave narrativa non può cancellare due terzi di delusione. Don’t play this game. Voto: 5,5

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