Pyoengchang 2018: Russia come nazione neutrale?

Pubblicato il autore: Gianni Succu Segui

PyeongChang 2018 Winter Olympics

La Corea del Sud è in fibrillazione. Tra 66 giorni si terrà la cerimonia di apertura dei 23esimi Giochi Olimpici invernali di Pyoengchang 2018 e la macchina organizzativa è già a pieno regime per arrivare pronti all’evento nonostante le tensioni politiche della zona.

Ma oggi è un giorno fondamentale per un manipolo di atleti che ancora non sa, sebbene ne abbia diritto, se potrà prendere parte o meno alla rassegna a cinque cerchi. La Russia infatti, dopo lo scandalo sul doping di stato alle precedenti Olimpiadi invernali di Sochi che ha travolto il mondo sportivo non più tardi di due anni fa, risulta ancora sospesa dal CIO e quest’oggi il Comitato Esecutivo del massimo organo sportivo Mondiale deciderà se riammettere la potenza russa ai Giochi come effettivo Comitato Olimpico.

Pyoengchang 2018 – Il rischio boicottaggio

Era opinione diffusa, almeno fino a qualche giorno fa, che la riunione odierna sarebbe stata snodo cruciale per il futuro Olimpico di una nutrita schiera di atleti russi, in quanto la parola d’ordine in caso di rifiuto, da parte del CIO, di riammissione del Comitato Olimpico russo, era boicottaggio. Gli atleti dello sci di fondo, spesso protagonisti a livello mondiale nonostante le stangate dovute al suddetto scandalo, del biathlon e del pattinaggio di figura, ma soprattutto la nazionale di hockey su ghiaccio, che ha sempre giocato su alti livelli, erano sull’orlo della autoeliminazione.
Almeno fino a ieri, quando il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha annunciato che “Se il CIO non dovesse riammettere il nostro comitato olimpico, chi dei nostri atleti lo riterrà opportuno potrà prendere parte ai Giochi Olimpici di Corea sotto la bandiera del Comitato Olimpico Internazionale“. Peskov ha aggiunto: “Molte delle accuse che la WADA ci ha mosso restano inaccettabili, ma il boicottaggio non rientra nel ventaglio delle possibilità. Rimaniamo fedeli agli ideali olimpici nonostante ci opponiamo alla violazione dei diritti dei nostri atleti“.

Olimpiadi Pyoengchang 2018 – Atleti Neutrali Russi

Come già si è verificato durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro, e in varie rassegne internazionali soprattutto nell’atletica, per gli atleti russi sarà dunque possibile partecipare ai Giochi come atleti neutrali, senza bandiera e senza inno. Sarà comunque neccessario, per tali atleti, provare oltre ogni ragionevole dubbio, il loro non coinvolgimento con il doping di stato per cui la Russia è attualmente in questa situazione, come è stato per gli ultimi mondiali di altetica.
E a quanto pare la Nike ha già iniziato la produzione delle divise neutre, da fornire dunque a tali atleti nell’eventualità che il CIO rigetti la richiesta di riammissione.
Rimane però, a questo punto, un grosso punto interrogativo. Se gli atleti delle competizioni singole potranno prendere parte da neutri alla rassegna a cinque cerchi, c’è un grosso alone di mistero per quanto riguarda le squadre ed in particolare l’hockey su ghiaccio, che sul campo avrebbe il diritto di disputare la rassegna. Mai nella ultra centenaria storia dei Giochi si è vista una squadra disputare le Olimpiadi senza che di squadra si potesse effettivamente parlare, come potrebbe effettivamente succedere il prossimo anno in Corea e si starebbe dunque studiando un modo del tutto eccezionale per permetterlo nel 2018.

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