WWE Smackdown: la terra delle opportunità? Fino ad un certo punto

Pubblicato il autore: Marco Della Corte Segui


Torniamo ad occuparci di WWE Smackdown live, il roster blu della WWE. Oggi faremo  il punto della situazione riguardo la qualità delle storyline che la federazione di Stamford ci ha proposto in questi ultimi tempi, approfondendo la situazione di un ex main eventer: Jinder Mahal. Smackdown, dopo Wrestlemania 2017, si è trasformato in una ‘terra delle opportunità’ per i giovani talenti. Sicuramente lo show non potrà contare sui big name di Raw, né sugli ascolti dello show rosso, tuttavia nel corso dell’anno passato, lo spettacolo coordinato da Daniel Bryan e Shane McMahon ci ha posto davanti eventi e situazioni davvero interessanti. Accanto ad essi, abbiamo tuttavia assistito a scelte e decisioni, da parte della dirigenza, più che discutibili. Proprio su queste ci concentreremo oggi.

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Smackdown: AJ Styles è sempre l’usato sicuro, il lungo regno di terrore di Jinder Mahal

AJ Styles, attuale campione WWE, è al momento l’usato sicuro di Smackdown live. Lo show ruota attorno a lui e ad altri talenti quali Kevin Owens, Dolph Ziggler (da sempre uno dei più sottovalutati nel corso della sua carriera in WWE), Samy Zain e Baron Corbin. Abbiamo tuttavia, anche una buona categoria femminile, con le debuttanti ragazze della Riot Squad, che con il loro arrivo hanno ravvivato la situazione rosa all’interno dello show. Ma ciò non basta ed accanto a questi elementi positivi, se ne aggiungono altrettanti negativi.

Il noto portale web Tuttowrestling fa notare come ci siano state alcune scelte discutibili da parte della WWE
da un anno a questa parte. Una di queste è stato il (fin troppo lungo) ‘regno del terrore’ di Jinder Mahal, che ricordava non poco quello di JBL tra il 2004 e il 2005. La scelta di pushare un anonimo come l’atleta in questione, deriva dall’intenzione della WWE, di fare proseliti in India. Tuttavia, pare che la federazione di Stamford abbia racimolato solo critiche dalla scelta di far diventare Mahal l’uomo di punta di Smackdown.

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Pare che l’emittente indiana Syx, così come l’ex star WWE Great Khali abbiano avuto parole poco dolci nei confronti dell’ex campione del mondo. Alla fine della fiera, il povero Jinder è tornato ad essere un anonimo sul ring, massimo un midcarder, perdendo il carisma e quell’aura di cattiveria ed imbattibilità di un tempo. C’è probabilmente la difficoltà nel creare nuovi personaggi in quel di Stamford e questo vale tanto per lo show blu, quanto per quello rosso. E’ un dato di fatto, altrimenti non ci sarebbe affatto bisogno di richiamare sul ring grandi superstar quasi riottose alla lotta (Brock Lesnar) o leggende oramai semi ritirate (vedi Goldberg).

Jinder Mahal: da jobber a campione del mondo

Da jobber anonimo, Jinder Mahal è subito divenuta una stella di Smackdown, non esente tuttavia da critiche da parte dell’opinione pubblica. Come è possibile che un ex campione del mondo, una volta perso il titolo, venga fatto regredire alla situazione iniziale? Che l’atleta canadese di origine indiana non sia una cima dal punto di vista tecnico, è un dato di fatto. Tuttavia, Aldo Fiadone di Tuttowrestling fa notare come, a livello di storyline, sembri altrettanto paradossale che Shinsuke Nakamura (per quanto bravo sia) abbia perso in maniera pulita contro l’indiano, per poi vincere un evento quale la Royal Rumble. I booker a questo punto, dovrebbero farsi un esame di coscienza e tornare un po’ sui propri passi. Le cose buone non mancano a SD, questo è innegabile, ma ciò che c’è di positivo, dovrebbe essere sfruttato a livello logico, senza fare passi falsi e scendere sempre di più negli ascolti.

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