Tony Ferguson e gli altri: quando uno sportivo deve fare i conti con un assurdo infortunio

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui


Pareva un pesce d’aprile, ed aveva tutti i crismi per esserlo: la notizia era rimbalzata ovunque in prossimità del primo di questo mese e le sue caratteristiche erano ai limiti dell’assurdo per poterla prendere sul serio.
Ed invece è tutto vero: Tony Ferguson (23-3) non sarà lo sfidante di Khabib Nurmagomedov (25-0) nell’attesissima main card di UFC 223, nel match che avrebbe messo in palio il titolo dei pesi leggeri.
El Cucuy è stato costretto a dare forfait per un infortunio ai confini della realtà considerando il tipo di atleta in questione: il campione ad interim nelle 155 libbre è stato capace di giocarsi un match che avrebbe segnato la sua carriera semplicemente camminando ed inciampando negli studi americani di Fox Sports. Roba banalissima, se non fosse che questo piccolo disguido ha avuto come conseguenza la rottura del legamento del ginocchio, come spiega lo stesso Ferguson in un post pregno di amarezza e frustrazione (per non dire altro):

Quindi no, non è un pesce d’aprile, Tony ha bisogno addirittura di un intervento e questo pazzesco infortunio ha ovviamente gettato nel panico l’organizzazione del prossimo UFC 223 che si combatterà tra pochi giorni, ovvero il 7 aprile.
A salvare capra e cavoli e presentarsi al posto dello sventurato Ferguson (con soli sei giorni di preavviso) ci ha pensato l’attuale campione dei pesi piuma Max Holloway (19-3), che potrebbe così tentare l’impresa della doppietta nelle cinture, lottando per ottenere anche quella dei leggeri contro Nurmagomedov (cosa che riuscì in passato a Conor McGregor, il convitato di pietra da qualche mese a questa parte quando si parla di match e corone UFC nei leggeri).
Peccato che lo stesso Holloway sia a sua volta reduce da un infortunio alla caviglia, perciò l’impresa si preannuncia se non disperata parecchio in salita vista la caratura dell’avversario daghestano. Jeff Wagenheim del Washington Post ha definito il 26enne hawaiano un “event-saver“, colui che eviterà che non si disputi la main card di UFC 223, ma al tempo stesso fa notare come la sua posizione di outsider sia più facile rispetto a quella di Nurmagomedov che ha invece ha tutto da perdere in questo incontro. Ma sicuramente quest’ultimo entrerà sabato in gabbia armato di una spietata volontà di arraffare la cintura, non importa chi si presenti davanti: parliamo pur sempre di un roccioso grappler, migliorato anche nella boxe e quindi un fighter completo e peraltro ancora imbattuto in carriera. Si vedrà.

Non solo Tony Ferguson: gli altri incredibili infortuni nello sport, dal calcio al tennis

TURIN, ITALY - SEPTEMBER 09: Gonzalo Higuain of Juventus FC celebrates after scoring a goal during the Serie A match between Juventus and AC Chievo Verona on September 9, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Tornando però all’assurdo infortunio di Tony Ferguson, il leggero di Oxnard può consolarsi visto che nella storia dello sport ci sono stati degli stop forzati dello stesso paradossale livello, e che hanno colpito anche atleti top nella loro disciplina.
Se parliamo di rottura del legamento del ginocchio, come è successo a El Cucuy, allora non si può non citare lo stesso problema che ebbe Robbie Keane, ex calciatore nel Tottenham, Liverpool, LA Galaxy ed anche Inter nei primi anni 2000 (dove non fu capito del tutto, e Moratti arrivò persino a rimpiangerlo), che si giocò proprio i legamenti a casa sua cercando di prendere un telecomando con i piedi (stessa dinamica anche per l’ex portiere di Liverpool e Machester City David James, anch’esso inguaiato dal cambio di canale).
A proposito di modi stupidi per procurarsi un danno fisico ricordiamo un altro calciatore, il fortissimo finlandese Jari Litmanen che però fu capace di giocarsi a momenti l’occhio per l’esplosione di una lattina di Coca Cola, o il tuffo sugli scogli dell’allora neoacquisto del Napoli Higuain, che si procurò ferite al volto ed otto punti di sutura (oltre a far uscire dai gangheri De Laurentiis per la leggerezza commessa).
La lista è ancora lunga se restassimo solo al calcio: Gary Medel che salta la seduta di allenamento del Cile per una intossicazione da cozze, Sebastian Frey che nel 2001 si gettò fantozzianamente in una piscina semisvuotata procurandosi un trauma cranico, l’ex Tottenham e Sunderland ed oggi in Premiership Darren Bent che si tagliò il tendine della mano mentre tagliava le cipolle, Carlos Tevez che scivola in bagno dando un calcio al lavandino lesionandosi così la caviglia, l’ex terzino della Roma Emerson che si infortunò improvvisandosi in una partitella portiere oppure il caso rimasto sempre al limite della leggenda metropolitana di Alessandro Nesta, che pare pagò le sessioni alla Playstation con una diagnosi di tunnel carpale.

Ma anche gli altri sport hanno il loro cahiers de doléances della stupidità, come i casi NBA dell’attuale free agent Rodney Stuckey, che si chiuse la mano nello sportello dell’auto procurandosi un lungo stop, o l’ala dei Knicks Michael Beasley, capace di ferirsi il sopracciglio dopo essersi preso a cazzotti sul volto dopo un errore commesso in partita. Ancora, da citare Derrick Rose, che si ferì il braccio con un coltello che stava usando per sbucciare una mela mentre era a letto (sic).

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Altri casi invece hanno incrociato l’assurdità dell’incidente con conseguenze quasi drammatiche: è il caso dell’hockeista Clint Malarchuk, vittima nel 1989 dell’incubo degli sport su ghiaccio, ovvero il ferimento da lama del pattino. Quest’ultima, appartenente all’avversario Steve Tuttle, mentre era in svolgimento la partita gli recise la vena giugulare generandogli così una spaventosa emorragia di sangue. Fortunatamente Malarchuk ne uscì vivo, anche se in seguito ebbe altri problemi: ma questa è un’altra storia.

XXX of ZZZ plays a XXXX in his Men's singles final match against XXXX of ZZZZ on day 14 of the 2018 Australian Open at Melbourne Park on January 28, 2018 in Melbourne, Australia.

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Ed infine una stella di prim’ordine dello sport, non solo della sua disciplina, come Roger Federer: anche per lui nel 2016 un incidente assurdo visto che si ruppe il menisco mentre stava preparando il bagnetto alla sue gemelline appena nate. Certo, il tennista più forte al mondo (non ce ne voglia Nadal, Djokovic, Dimitrov e la next gen degli Zverev) lì per lì non si accorse dell’infortunio, che poi apparve in tutta la sua gravità dopo una passeggiata. Ma sicuramente è andata peggio a Tony Ferguson, poco ma sicuro.

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