Il 2018 sarà l’anno degli esport, cosa ci aspetta per il futuro?

Pubblicato il autore: Eugenio Fofi Segui

Il mondo degli esport non è mai stato così attivo. “Il 2018 sarà l’anno degli esport” e così è. Basti pensare al fatto che soltanto in questo fine settimana si svolgeranno competizioni mondiali: Mid Season Invitational, torneo internazionale d’intermezzo di una stagione di League of Legends; e Gwent Open #5, torneo di qualifica per il mondiale di Gwent the Witcher Card Game.
Senza considerare che l’NBA 2K League è entrata nel vivo dell’azione, con la seconda settimana di stagione regolare (sempre questo fine settimana). In conclusione, si aggiungono anche le qualificazioni della F1 esport e di FIFA 18, che prevede l’inizio della competizione in autunno, parallelamente alla stagione tradizionale.

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Differenze nel mondo degli esport

Ovviamente ci sono differenze nel mondo degli esport, in particolar modo tra esport di sport tradizionali (FIFA, NBA 2K League, ecc) e esport “classici” (League of Legends, Overwatch, ecc).
I secondi si basano su una grande quantità di giocatori attivi, per ogni titolo, e su una struttura competitiva già collaudata negli anni; mentre i primi puntano il loro valore di crescita sulla popolarità dello sport che rappresentano e grazie a questo a facili collaborazioni e contratti di sponsorizzazione.

Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Non è semplice fare delle previsioni per il futuro, qualsiasi sia l’argomento trattato, ma in questo caso basta osservare i vari progetti dei singoli titoli. Ogni esport di sport tradizionale sta cercando una via d’intrattenimento parallelo alla sua controparte sportiva traizionale e di strutturare il competitivo proprio come lo sport, cosicchè risultino estremamente semplici da seguire dai non avvezzi. Mentre gli esport “classici” stanno cercando di perfezionare il loro competitivo con vere e proprie strutture dove far giocare i professionisti e contratti di collaborazione.
Non sono previsti conflitti tra le due realtà esportive, ogni esport percorrà la sua strada, proprio come nel mondo degli sport tradizionali.

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E le Olimpiadi?

Forse qualcuno si ricorderà dell’accesa discussione che si è svolta alla fine del 2017, quando il Comitato Internazionale Olimpico ha aperto al competitivo videoludico la possibilità di essere accettati sia come sport, che come competizione per le olimpiadi. Non è da escludersi questo aspetto per il futuro degli esport, ma è più probabile che questo intrattenimento viaggi su una competizione olimpica differente dalla quella standard. Proprio come le olimpiadi invernali e le para-olimpiadi, se dovesse partire un progetto olimpico per gli esport è più probabile che sia su un proprio binario, oltre che necessiti di una più comprensibile regolamentazione.

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