MMA, Giorgio Pietrini a SN: “Il letargo è finito, sono tornato e mi riprenderò la scena”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Nuovo appuntamento con i nostri incontri con i migliori fighters MMA italiani: oggi intervistiamo Giorgio Pietrini, il 26enne di Livorno che vanta uno score di 14 vittorie a fronte di sole 4 sconfitte da pro, con un unico pareggio che ha segnato un punto di non ritorno nel panorama italiano delle arti marziali miste: parliamo del match contro Stefano Paternò disputato nello scorso ottobre durante il tutto in una notte (semifinale più finale) di Venator Kingdom 1.
I due pesi welter hanno dato spettacolo e mostrato il livello espresso dai nostri fighter, in uno scontro tra due diversi modi di intendere il taglio del peso e due possanze capaci di ribaltare a vicenda l’esito dell’incontro, risoltosi poi in un pareggio maggioritario a favore di Pietrini, che però ha generato qualche controversia.
In ogni caso The Italian Bear è un’altra delle nostre eccellenze nell’ottagono: molto fisico, potente nello striking ed implacabile anche nel ground and pound, conscio delle proprie potenzialità ma dedito al continuo perfezionamento, Giorgio Pietrini arriva prima di quella notte del Venator Kingdom da una serie di quattro vittorie e guardava ad un prossimo match contro l’inglese John Maguire per il Venkon Fight Night 2 nello scorso gennaio. Un infortunio lo ha però costretto a dare forfait e subire così uno stop forzato da quale ha iniziato ad uscirne il mese passato, rientrando gradualmente in gabbia per gli allenamenti.
In vista il salto di qualità europeo ed internazionale che renderebbe ancora più solido il suo status di lottatore competitivo e pericoloso in gabbia: nel 2017 Pietrini dichiarava urbi et orbi di essere pronto per l’UFC già nell’anno successivo. Quella dell’orso italiano della palestra Rendoki Dojo di Livorno non sembrava una semplice boutade, ma una vera e propria dichiarazione di intenti.

Ciao Giorgio e grazie per l’intervista. Sei appena tornato ad allenarti dopo il brutto infortunio alla gamba che da gennaio ti ha tenuto lontano dalla gabbia. E’ più difficile recuperare da un imprevisto del genere dal punto di vista fisico o psicologico?

Ciao e grazie a voi. Si sono tornato da pochi giorni ad allenarmi dopo l’infortunio. È stata dura stare tutti questi mesi a guardare ciò che succedeva, ma adesso sono tornato e mi voglio riprendere la scena.

Si dice che tu possa tornare a combattere in estate: confermi?

Non so di preciso il periodo in cui tornerò a combattere, devo valutare giorno dopo giorno. Ma vi dico che sto lavorando quotidianamente molto duramente, per far sì che il mio ritorno sia il più vicino possibile.

L’infortunio ha modificato la tua tabella di marcia di avvicinamento alla UFC, che l’anno scorso definivi il tuo obiettivo del 2018?

potrebbe interessarti ancheInferno City infiamma l’Idroscalo di Milano

Assolutamente no, l’infortunio non ha modificato nessuna tabella di marcia verso l’UFC, ha solamente rallentato di qualche mese ma niente di più. I miei piani per il 2018 restano uguali.

Il tuo nome è stato a lungo legato alla promotion Venator FC: come vedi questa ed altre realtà italiane nell’ottica del lancio dei nostri fighter a livelli internazionali? C’è stata una crescita negli ultimi anni dell’importanza della nostra realtà, anche in prospettiva estera?
Inoltre c’è un rischio sostenibilità per gli eventi di arti marziali miste in Italia, che soffrono il paradosso di un interesse crescente da parte di un pubblico, soprattutto giovane, che resta però una nicchia rispetto ai numeri necessari per riempire costantemente i palazzetti?

Tutto il movimento italiano (promotion, fighter e così via) stanno crescendo con una velocità spaventosa: penso che nel giro di pochi anni non avremo niente da invidiare all’estero. Stiamo percorrendo a mio parere la strada giusta, anche per arrivare a riempire palazzetti e far si che le MMA diventino uno sport di rilievo.

Il match con Paternò è stato molto bello da vedere, ma nella mia carriera rappresenta il punto più basso perche ho combattuto al di sotto delle mie potenzialità. Sicuramente in futuro non commetterò più l’errore di combattere due match in una sera.

Il duello con Paternò a Venator Kingdom dello scorso ottobre probabilmente entrerà nella storia delle MMA italiane per l’altissimo livello offerto dalla vostra spettacolare prestazione in gabbia. A mente fredda consideri questo match, al di là del risultato, una pietra miliare della tua carriera?

Il match con Paternò è stato molto bello da vedere, ma nella mia carriera rappresenta il punto più basso perche ho combattuto al di sotto delle mie potenzialità. Sicuramente in futuro non commetterò più l’errore di combattere due match in una sera. Vi assicuro che valgo molto di più e appena tornerò lo dimostrerò a tutti.

In America ti sei allenato con lottatori del calibro di Jay Silva ed Uriah Hall: da fighters di una tale esperienza, solidità nonché capaci di guizzi spettacolari cosa hai imparato di fondamentale da portare con te in gabbia?
C’è differenza nelle sessioni di sparring all’estero rispetto a quelle italiane? Esiste un approccio diverso? E tu generalmente con il tuo coach opti per un tipo di sparring più “leggero” o “pesante”, anche in vista di un match?

potrebbe interessarti ancheIl 2018 sarà l’anno degli esport, cosa ci aspetta per il futuro?

Jay e Uriah mi hanno fatto crescere moltissimo, penso che per un fighter fare sparring con atleti di alto livello sia fondamentale. Per quanto riguarda la scelta del tipo di sparring, se pesante o leggero, penso che servono entrambi in egual maniera.

Una delle tue uniche quattro sconfitte in carriera è stata con Marvin Vettori, nel lontano 2015. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata: come giudichi il percorso del fighter di Mezzocorona in UFC?

Sono molto contento per Marvin, ma solitamente guardo alla mia carriera, non a quella degli altri.

Il tuo mentore alla Rendoki, Massimo Rizzoli, in una intervista disse che il primo pericolo per un combattente non sono i pugni o i calci ma diventare schiavo di sconfitte e vittorie. Esiste il rischio di rimanere ossessionati dal successo o insuccesso nell’ottagono, soprattutto se si infila una striscia positiva di risultati?

Sì, esiste la possibilità di rimanere ossessionati, ma penso che la soluzione sia molto semplice: ovvero entrare in gabbia focalizzato su ciò che devi fare e niente di più. Li sicuramente darai il cento per cento e sarai soddisfatto della tua prestazione.
Attenzione agli orsi: in uscita dal letargo sono molto affamati!

Le altre interviste ai fighters italiani di MMA: Mauro Cerilli, Giovanni Melillo, Carlo Pedersoli Jr , Luca Iovine, Stefano Paternò e Francesco Nuzzi

notizie sul temaIl ritorno del Cala Ponte Triweek a Polignano a MareVolley maschile, ultimi colpi di mercato:Zaytsev a Modena.SuperNews presenta il proprio modello di Giornalismo Partecipativo all’Università Roma Tre
  •   
  •  
  •  
  •