Olimpiadi & Mondiali, gli atleti sono tutti sui giornali. Giallo e pettegolezzi, ripercorriamoli insieme

Pubblicato il autore: Simona Caporilli Segui
BAD KLEINKIRCHHEIM, AUSTRIA - JANUARY 14: Sofia Goggia of Italy competes during the Audi FIS Alpine Ski World Cup Women's Downhill on January 14, 2018 in Bad Kleinkirchheim, Austria. (Photo by Christophe Pallot/Agence Zoom/Getty Images)

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Olimpiadi, se ne fa sempre un gran parlare. Ma è proprio vero che nelle Olimpiadi c’e Un clima di giallo e di intemperie detectiviane? Alle Olimpiadi di Pechino si fece un gran parlare dello smog nell’aria, che era proprio e definitivamente dannoso per l’aria e per gli atleti che ivi gareggiavano. Nel ciclismo ?‍♀️ era tutto un gran parlare della morte di atleti di spicco, degli scandali sul doping e di molto altro ancora. E fu proprio il doping a danneggiare l’immagine di Pantani, oro del ciclismo e fiore all’occhiello dell’Italia. Insomma, di incidenti ce ne furono a bizzeffe, e i gialli susseguirono nel tempo. Ma era proprio necessario essere lontani dal mondo dei riflettori e della intelligenza umana? Ebbene sì, lo scandalo, così lontano del tempo, ma così lontano e così dimenticato nel tempo era dimenticato. Solo un’ombra si affacciava nell’intelletro umano: l’ombra della morte di Pantani. Proprio così, il nostro campione, ce lo aveva portato via il doping. La parola è lontana nel tempo, ma così vicina è la vicenda di questo nostro artista del buongusto, simbolo del benessere degli anni Ottanta, ma soprattutto degli anni Novanta. Quanto ci piaceva vederlo correre e vederlo vincere, e vederlo gareggiare. Così furente, così piacevole, e così avanti con l’intelletto. Era meraviglioso il suo modo di fare, così pronto e così presente negli anni  e così grintoso nel suo modo di fare che era inimitabile il suo essere sul palco e fuori dai riflettori sempre il primo, sempre sulla cresta dell’onda, sempre il nostro campione. Sulle vette dell’Italia e dell’estero, sempre in classifica, sempre sorridente. Eppure il doping era una roba seria, all’epoca, e faceva scandalo, e faceva paura. Era come metter tacca sulla medaglia, e sentire parlare sempre della stessa paura, la paura di arrivare secondi come fan, e come pubblico. Anche nelle Olimpiadi e nei mondiali ci sono stati non scandalo, scandali mai, ma timori e giornalismi da giallo. Non da ultimo la storia di questa meravigliosa artista del mondo dello sport e della atletica, che ci ha lasciato a bocca asciutta. Cosa è successo a questa artista mondiale? Un malore, poi è sparita. Nessuna storia a livello personale, nessuna storia a livello familiare, nessun intoppo. Eppure è giallo?. È stato giallo da subito, da subito, dalla sua prima apparizione, senpre presente nei nostri cuori. Eppure c’era qualcosa che mancava, e in quell’acqua fresca non si vedeva l’ombra del giallo. E non ce ne eravamo accorti. Una artista internazionale che viene a mancare dalla scena proprio nel mondo mento del più bello, e della libagione. Dalla sua prima performance, così sulla cresta dell’onda, così brillante, così performativa. Eppure ci manca, quel sorriso che esce fuori dall’acqua, e che ci faceva riflettere e insieme pensare ? e ci divertiva assai. Il signor Pantani lascio’ un vuoto nel mondo dello sport e del ciclismo, e in tutti noi. Non conoscevamo il doping, non conoscevamo analisi, e ci chiedevamo perché tutti ne parlassero. Non divento’ famoso nessuno, in quel periodo, per ovvi motivi. E nessuno guardò altro. Arrivano le Olimpiadi,  niente giallo.

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