MMA | Alessandro Botti: “Affrontare un ex UFC era ciò che volevo: ne vedrete delle belle”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui


Torna, dopo la pausa estiva, l’appuntamento con le interviste ai lottatori più in vista del panorama nazionale delle MMA: è il turno di Alessandro Botti (15-8), proveniente da una delle famiglie delle arti marziali miste tricolori che è il Clan Mano di Pietra ed affiliato al Ramada Jiu Jitsu. Originario di Lecco e seguito dalla Italian Top Fighters Management di Alex Dandi, Bad (come è chiamato nell’ambiente) quest’anno ha riscattato un periodo molto difficile per la sua carriera dentro l’ottagono: dopo tre sconfitte consecutive in altrettanti match del biennio 2017-2018, il brianzolo che milita nei pesi leggeri si è preso una sonora rivincita nell’attuale stagione con tre vittorie di fila, di cui due per TKO (su nove totali da quando è pro, contando anche i KO, del suo tabellino) negli eventi della promotion nata nel 2018 Italian Fighting Championship (ora Italian Cage Fighting), prima contro Raffaele Spallitta (7-16) nell’evento di marzo e poi contro Gert Kocani (6-6), match quest’ultimo valido per il titolo dei pesi leggeri IFC.
L’anno di rivalsa di Alessandro Botti si era poi aperto con la vittoria per sottomissione su Derrick Kennington (11-10), fighter di esperienza entrato anche nelle gabbie di un promotion come Bellator. A proposito di veterani, il prossimo rivale che il brianzolo affronterà in occasione della sessione autunnale di ICF sarà Abner Skullman Lloveras (21-10), 35enne, primo spagnolo a calcare gli ottagoni della UFC e che si è aperto una carriera parallela anche nel pugilato: l’iberico arriva da un’ultima vittoria lo scorso settembre (per KO) contro Davy Gallon nella War of Titans, mentre quest’anno nel suo unico match è finito a sua volta KO contro Fares Ziam nella Hit-FC5. Parliamo comunque di un avversario dal curriculum solido e dal fattore esperienza che gioca dalla sua, ma per Alessandro Botti questa sarà l’occasione per dimostrare e rendere ancora più salda la sua rinascita e il suo valore di fighter. Con lui abbiamo parlato dell’imminente ICF4 del prossimo 29 settembre a Milano e fatto il punto sulla sua carriera, oltre ad aver affrontato altre questioni di stretta attualità nel mondo delle MMA.

Il 2018 è partito nel migliore dei modi e proseguito altrettanto bene con tre vittorie, di cui le ultime due con un KO tecnico. Qual è stata la molla che è scattata per invertire un periodo negativo (anche per l’infortunio che hai subito) e mantenere dei ritmi così elevati e al tempo stesso vincenti?

Sì, il 2018 per ora è un buon anno per me, speriamo continui così… mi sto allenando duramente per far si che il 2018 resti un’ottima stagione!
Devo ammettere che arrivavo da un periodo negativo dove sembrava andasse tutto male, ma quando la vita ti porta in basso non puoi far altro che risalire. Diciamo che ho sistemato un po’ di cose che non andavano bene nella mia vita, e poi grazie all’appoggio dei miei team Ramada e Clan Mano Di Pietra e di tutti i miei fratelli di battaglia ci siamo rimessi sotto a 360 gradi, per ritornare così quelli di un tempo: siamo una famiglia molto unita e questo mi rende molto sicuro delle mie potenzialità!

Hai dichiarato che la sfida con Lloveras era ciò che volevi: battere un veterano dell’ottagono, nonché primo iberico nella UFC, cosa potrebbe rappresentare per la tua carriera e il tuo futuro?

Sì esattamente, e a dir la verità volevo un match contro un ex UFC e quando mi è stato proposto Lloveras ho accettato subito! Ma prima devo fare un bel match e vincere, poi si vedrà: penso per ora al presente…

A proposito di Lloveras, colpisce anzitutto il particolare incrocio visto che l’iberico aveva sconfitto nella War of Titans di settembre scorso Davy Gallon, il quale a sua volta ti batté ad aprile 2017 nel Venator FC; inoltre Lloveras è un fighter particolare visto che oltre alla solida esperienza nelle MMA da pro combina quella nel pugilato (in varie categorie di peso): ti aspetti un rivale che possa darti del filo da torcere nello striking?

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Beh ovviamente si, mi aspetto un ottimo striker e stiamo lavorando molto per poter dire la nostra anche su quel campo. Ovviamente io la dentro farò il mio è cercherò di impostare il mio gioco; per quanto riguarda il suo match con Gallon ogni incontro è a sé ed è imprevedibile.

Hai già avuto modo con i tuoi team di riferimento, Ramada e Clan Mano di Pietra, di studiare un possibile gameplan? Ci sarà spazio secondo te anche per una dose di istinto e di spettacolo in gabbia (cosa a cui tu dicesti una volta dissi di puntare)?

Certo, io e i miei team stiamo lavorando al meglio per impostare il nostro gioco durante il match, ma solitamente nei miei match ci metto sempre molto istinto e molto cuore, quindi penso che ne vedrete delle belle!

Ti sei ritrovato sia nei leggeri che nei welter: pensi in futuro di orientarti verso una categoria di peso o senti ancora di poter rendere al meglio nella prima che ho citato?

La mia categoria sono i lightweight: lì mi sento al top!

Si parla ultimamente del taglio del peso (tornato di attualità anche per la proposta di Dana White di abolire gli early weigh-in nella UFC) e delle conseguenze sulla salute degli atleti, con casi limite come quello di Darren Till, per fare un esempio eclatante. Qual è il tuo punto di vista a proposito? Stiamo arrivando ad un punto di non ritorno per cui bisognerà introdurre, in generale, una regolamentazione specifica per il peso o aumentare il range di categorie come nella boxe?

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Io come molti sanno ho fatto praticamente 3/4 della mia carriera al mio peso naturale a 84 kg fino a quando e stato possibile: sono uno che abolirebbe il taglio peso subito o comunque cercherei di renderlo meno pesante e meno estremo per alcuni casi. Ma sono dell’idea che se ti affidi ad un nutrizionista competente, sia la fase di dieta sia quella del taglio può essere fatta in sicurezza, e per questo che io mi affido al dottor Matteo Capodaglio, che ritengo il top in Italia!

ICF sta facendo dei passi avanti e sta crescendo, in un panorama nazionale in cui le MMA stanno provando ad emanciparsi dalla nicchia di sport su cui purtroppo pesano anche dei pregiudizi. Ho chiesto ad altri fighter quale può essere la chiave per rendere sempre più popolare e considerata dal grande pubblico questa disciplina: qual è il tuo punto di vista al riguardo?

Credo che a piccoli passi ci stiamo facendo conoscere da molta gente… Dobbiamo solo continuare su questa strada e non smettere mai di batterci per la nostra disciplina: le MMA sono lo sport del futuro e anche del presente per quello che mi riguarda.

Un fighter italiano può vivere di MMA, da professionista? E’ presto, ma come vedi il tuo futuro oltre la gabbia (discorso valido anche per gli altri lottatori italiani)?

Vivere di soli combattimenti e difficile, se non impossibile, però creandosi il proprio mondo tra palestre, i propri team si può cercare di fare solo questo, anche se con fatica.
A questo proposito, io ho faticato molto e ho sacrificato tanto ma ora sto vivendo solo di questo: nel mio futuro dopo la gabbia non saprei, a dir la verità non ci penso ancora. Ora sono qui e voglio fare bene il mio attuale lavoro, combattere!
Grazie per questa bella intervista: colgo l’occasione per salutare tutti i fan delle MMA e per ricordarvi l’appuntamento con ICF4 il 29 settembre al Teatro Principe di Milano: non mancate!

Le altre interviste ai fighters italiani di MMA: Mauro Cerilli, Giovanni Melillo, Carlo Pedersoli Jr , Luca Iovine, Stefano Paternò, Francesco Nuzzi e Giorgio Pietrini

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