F1 GP Russia, Sebastian Vettel costretto a vincere per non vedere..Sochi verdi

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui

Foto Getty Images© per SuperNews

Il Circus della Formula Uno si è appena trasferito in Russia dove nella giornata di domenica si correrà la sedicesima gara dell’anno, se non decisiva, di sicuro potenzialmente capace di indirizzare il finale di stagione.
Da un lato, il campione della Mercedes, Lewis Hamilton, già 4 campionati in bacheca e reduce da un filotto di successi che ha se non  sbaragliato almeno fiaccato la concorrenza: il pilota di Stevenage, molto chiacchierato fuori dalle piste per uno stile di vita non troppo castigato, mette tutti d’accordo quando deve indossare casco tuta e guanti, visto che negli ultimi 6 appuntamenti, 4 volte ha traguardato per primo e negli altri due è giunto sul gradino intermedio del podio.

Il campione britannico sembra ripetere ultimamente un canovaccio a lui conosciuto: inizia il campionato in sordina non eccellendo in prestazioni, ma come il classico studente molto dotato ma che non si applica con costanza di rendimento, quando c’è da recuperare e correre, ossia a cavallo tra l’estate e l’autunno, nelle fasi calde del mondiale, non sbaglia più un colpo. Succedeva l’anno scorso quando addirittura accusava un ritardo dal rivale tedesco più cospicuo degli attuali 40 punti, si è ripetuto quest’anno operando un sorpasso che oggi appare arduo colmare. La prima guida Mercedes tra l’altro, a differenza di Vettel, si presenta ai nastri di partenza del Gran Premio di Sochi, in un invidiabile stato di forma sia fisico che mentale, in virtù di recenti prestazioni eccellenti e senza macchia. Solo un errore marchiano o di disattenzione possono minare la sua fiducia al pari di un guasto meccanico o una carambola in pista sfortunata ma qui entriamo nel campo del totalmente imprevedibile.

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A 6 Gran Premi dalla conclusione, dall’altro lato della barricata a contendere la leadership iridata, Sebastian Vettel, finito in una inquietante spirale di errori che hanno generato sconforto e delusione, uno scenario impensabile solamente un mese fa. Il pilota tedesco, a detta di molti addetti ai lavori e di appassionati, era fino a poco tempo fa, l’erede designato del rimpianto Michael Scumacher: ora l’acqua sotto i ponti ha assunto dimensioni torrenziali se è vero che le incessanti notizie dei successi del figlio del sette volte iridato anzichè essere accolte con simpatia e ammirazione, tradiscono impazienza e insofferenza. Non solo, le parole del 4 volte campione del mondo a favore della riconferma del compagno di squadra, Kimi Raikkonen, rimaste inascoltate, hanno sortito l’effetto di un pugno nello stomaco, rilasciando all’esterno l’impressione netta di un pilota che non ha voce in capitolo nella scuderia minandone credibilità e autostima. Il paddock della rossa in questo senso non si è mostrato troppo tenero ed è chiaro che scegliendo il bastone alla carota, ad oggi ne esce una prima guida che soffre di solitudine e destituito di autorità.

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Nella corsa al mondiale, Vettel, fino a questo momento ha corso in solitaria, non avvalendosi del gioco di squadra come il rivale, e c’è da scommetterci che appare arduo pensare che da qui alla fine il compagno finlandese al quale la Ferrari ha dato il benservito si adopererà in un’opera di customer care che a dire il vero mal si addice alla sua persona e carriera. Kimi, vale la pena ricordarlo, è pur sempre l’ultimo pilota ad aver vinto il campionato mondiale contro mostri sacri come Alonso e (toh..) Hamilton. Lui sì sa come batterlo..

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