Milano-Sanremo: Alaphilippe c’est chic, Sagan troppo attendista nel finale

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

Come da pronostico il lotto dei favoriti alla vigilia ,eccetto Elia  Viviani,ha duellato fino alla fine per la volata finale.Il francese Alaphilippe, attualmente il corridore più in forma del momento,l’ha spuntata su tutti approfittando anche della tattica troppo attendista del campionissimo Peter Sagan. Gli italiani per un attimo hanno sognato la vittoria  insieme a Matteo Trentin che, a 2km dal termine, ha tentato un allungo generosissimo ,forse troppo in anticipo, prontamente ripreso dagli altri fuggitivi, sprecando cosi energie fondamentali per lo sprint finale.Quest’anno a differenza della passata edizione, la media finale è stata impressionante sfiorando i 44km-h per 6ore 40min. di gara. ben 39min in meno rispetto alle 7ore e 18min con cui si impose Vincenzo Nibali ,giunto ottavo al traguardo in questa edizione. Pensate se fosse stato in forma, che cosa avrebbe potuto fare! L’altro favorito Elia Viviani si è staccato definitivamente ai piedi del Poggio,ma già si vedeva che stava faticando a tenere il gruppo  per mancanza di fondo nelle gambe e non certo per la velocità che lo distingue dagli altri ciclisti. Le prime avvisaglie che sarebbe stata una gara velocissima si sono avute già dai primissimi km quando un gruppetto di 10 corridori  (Masnada,Maestri,Tonelli,Sagiv,Raggio,Schonberger,Henttala,Peron,Planet e Poli) intorno al decimo km, hanno tentato una fuga avventurosa durata quasi 250km ,con Masnada l’ultimo ad arrendersi prima di essere raggiunto a -25km dal termine dal gruppo compatto,dopo essere arrivati ad avere un vantaggio massimo di 10min.Queste fughe generalmente avvengono per quei corridori che già sanno di non avere speranze di vittoria finale ,e che in questo modo, ottengono una pubblicità notevole mettendosi in mostra per il loro coraggio.Dopo 3 ore di gara la media sfiorava i 43km-h per poi salire a 43.4km-h alla sesta ora, per concludersi alla mai fatta prima d’ora stratosferica media di 43.606 km-h .Come faranno a tenere questi ritmi sia in salita che in pianura lo sanno solo loro.Tornando ai protagonisti della gara, Elia Viviani si stacca ai piedi del poggio ,restano in 7 (Naesen,Alaphilippe,Valverde,Kwiatkowski,Van aert,Trentin e Peter Sagan) e la discesa consente a Nibali di rientrare insieme al suo compagno di squadra Mohoric ,ma senza velleità di vittoria poiché allo sprint già sa di essere inferiore agli altri compagni di fuga, nonostante avesse dichiarato di non essere al top ha dimostrato che nel ciclismo moderno niente è impossibile, giungendo a ridosso dei primi  è migliore tra gli italiani impiegando quasi 40min.in meno rispetto allo scorso anno, in cui prevalse su tutti.Nelle interviste finali uno sconsolato Matteo Trentin si rammarica per aver perso una grande occasione. Alaphilippe invece dichiara di essere felice per la sua squadra e per se stesso e di aver capito che avrebbe potuto vincere la competizione quando ha visto Trentin attaccare troppo presto, e che quindi si sarebbe stancato, dandogli campo libero nel rush finale.Il polacco Kwiatkowski è deluso per non aver fatto quel qualcosa in più pur riconoscendo la superiorità del francese volante Alaphilippe.Peter Sagan rimpiange di aver esitato troppo nella parte finale dello sprint decisivo dove si è trovato imbottigliato per dare la zampata finale,ma anche lui dà onori e meriti allo straordinario Julien.Il belga Naesen è il più soddisfatto in quanto il secondo posto è il suo primo piazzamento di rilievo in una grande classica, asserendo che sapeva di valere i primi dieci ma che mai avrebbe pensato al podio e che ora si concentrerà alle classiche sul pavè nel suo amato Belgio, inchinandosi pure lui comunque al francese oggi imbattibile.Il migliore degli italiani è stato Nibali che ha dichiarato di essere soddisfatto a metà,  poiche’ avrebbe voluto giocare d’anticipo ma si è trovato chiuso e quindi già si ritiene fortunato ad essere riuscito a rientrare nella discesa finale del poggio sui fuggiaschi , e che ora si concentrerà al prossimo obbiettivo stagionale del 28 aprile in Belgio per la Liegi-Bastogne-Liegi (256km).Per la cronaca positiva c’è da segnalare che  il team della Novo Nordisk  ha tutti atleti diabetici proprio per dimostrare che anche le persone affette da questa patologia possono correre e combattere il male anche attravesrso la bicicletta, forse lo sport tra i più salutari al mondo, vista  anche la sua mancanza di traumaticità nel praticarlo.L’evento è stato seguito da 1.119.000 spettatori con uno share del 9%,quindi un buon ascolto. Ordine d’arrivo:1:Alaphilippe(Dec.Quick Step)6ore 40min.14sec.
2:Naesen(Ag2r) st.
3:Kwiatkowski(Team Sky) st.
4:P.Sagan(Bora-Hans.) st.
5:Mohoric(Bahrain-Merida) st.
6:Van Aert(Team Jumbo-Visma) st.
7:Valverde(Movistar) st.
8: Nibali ( Bahrain-Merida) st.
9 : Clarke ( Team Ef) St.
10 : M.Trentin ( Mitkelton- Scott) st.

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