Verranno riscritti i primati dell’atletica leggera ?

Pubblicato il autore: rizzoli giorgio

All’esame degli organismi internazionali c’è una proposta avanzata dal Project Team della European Athletics in base al quale i record mondiali verrebbero riconosciuti tali sono in base a determinati requisiti restrittivi, quali il contesto della prestazione, ottenuta nell’ambito di un evento internazionale che abbia quindi massima garanzia in termini di giudici e equipaggiamento tecnico, la certezza di controlli antidoping precedenti alla prestazione e la conservazione dei campioni del controllo antidoping per almeno 10 anni.
Le prestazioni che non rispetterebbero queste condizioni non potrebbero quindi essere soggette a omologazione come primati mondiali o continentali, pur mantenendo il contenuto statistico, ma non sarebbero più riconosciuti come primati.
Sarebbe un madornale errore cancellare una parte di storia dell’atletica, pur con tutte le magagne che ci sono state in questi anni sotto l’aspetto del doping. Parrebbe a rischio anche il riconoscimento del primato mondiale dei 200 metri che Pietro Mennea stabilì a Città del Messico nel 1979 con il tempo di 19.72, anche se su questo punto è intervenuto il presidente della Fidal Alfio Giomi che ha precisato che questo storico primato, ora non più mondiale ma ancora europeo non verrà comunque toccato, forse alla luce di una sottile distinzione fra Former European Record Holder e Historical European Record Holder.
In effetti in alcune specialità, come le gare di velocità e i lanci femminili molte fra le migliori prestazioni storiche sono viste con sospetto e al momento non sembrano esserci margini per fare meglio di alcuni record storici, come quello dei 100 e 200 metri di Florence Griffith Joyner (rispettivamente 10.49 a Indianapolis e 21.34 a Seul nel 1988), oppure i 400 metri di Marita Koch in 47.60 nel 1985, gli 800 metri di Jarmila Kratochvilova in 1.53.28 nel 1983, o queli di peso e disco, ma la soluzione dei problemi dell’atletica non è certamente il “colpo di spugna per non considerare più queste prestazioni”.

La pagina dei primati mondiali (dal sito IAAF)

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