I commenti nei social della deludente Italia ai Mondiali londinesi di atletica

Pubblicato il autore: rizzoli giorgio Segui

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Si susseguono commenti e analisi dal “popolo” dei social network riguardo il deludente esito della spedizione azzurra ai Campionati Mondiali.
Il nostro pensiero non è che gli atleti italiani abbiano (particolarmente) deluso nelle gare londinesi: come in tutte le manifestazioni ci sono stati alcuni che hanno fatto meglio, altri peggio, almeno riguardo alle proprie possibilità. La medaglia di bronzo di Antonella Palmisano vinta nell’ultima giornata dei Campionati non va a modificare in ogni caso l’andamento di quello che ha fatto l’Italia, dove i piazzamenti nel medagliere e nella placing table sono da posizione di bassissima classifica, ma il problema è che di atleti italiani in grado di entrare fra i primi 8 (o anche nei primi 12-15 al mondo) sono troppo pochi in assoluto e non si capisce perchè, anche statisticamente (esiste la legge dei grandi numeri ?), non si riesce a trovare anche da noi un Ingebrigtsen o una Coburn/Frerish in grado di dare spettacolo e diventare un simbolo delle gare di corsa (di mezzofondo). Lo potrà diventare Filippo Tortu nella velocità, lo è sicuramente Gianmarco Tamberi nei salti, ma se torniamo indietro di qualche lustro fa, l’Italia in ogni manifestazione internazionale poteva contare su diversi protagonisti a livello assoluto.
Torniamo ai commenti sui social … con alcune frasi che riportiamo random in cui si propongono soluzioni i ipotesi di lavoro per il rilancio dell’atletica.
(V.B.): “Manca il reclutamento, i ragazzi vanno portati tutti al campo … servono coach e staff in ogni provincia.”
(A.M.): “Ma se vincono medaglie Gran Bretagna, Francia, Polonia, Olanda, perchè l’Italia non dovrebbe ?”
(F.A.): “Due cose devono classificare il lavoro di una federazione seria: la Coppa Europa dove siamo arrivati a 20 punti dalla Spagna e i Mondiali dove non siamo riusciti a fare i risultati della Svizzera …”
(C.R.): “Riportiamo l’atletica nelle scuole primarie, rifondiamo i Giochi della Gioventù e i Campionati Studenteschi, dai quali sono passati campioni del passato come Dorio, Mennea, ecc.”
(F.L.): “Cambiamo mentalità con i giovani, che non devono rimanere promesse o sparire, oppure accontentarsi di entrare in un club militare.”
(A.B.): “Ripartire dalla scuola ? Ma i ragazzi di oggi non hanno fame, stimoli e ambizioni, praticamente non hanno voglia di fare niente.”
(S.P.): “Se non c’è una politica capillare di sviluppo dell’atletica come fanno i paesi più forti e si lascia spazio e risorse solo per il calcio non ne veniamo fuori. Così ci troviamo poi con stadi di calcio con pista inclusa, dove per l’atletica il prato diventa incalpestabile e ti tocca lanciare in un campo incolto. A scuola l’atletica sembra scomparsa. Non ci si può ridurre e aspettare 30 anni che salti fuori per caso un altro campione.”

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