Mondiali Atletica Leggera 2017: niente finale per la 4×400 femminile azzurra

Pubblicato il autore: rizzoli giorgio

Sessione mattutina della penultima giornata dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera a Londra, dedicata soprattutto alle batterie delle staffette, 4×100 e 4×400 maschili e femminili.
Per l’Italia c’era una sola staffetta presente, la 4×400 femminile, che aveva la speranza di ottenere la qualificazione per la finae le in programma nell’ultima giornata, domani alle 21.55. La formazione italiana, schierata nella seconda semifinale, era composta da Maria Benedicta Chigbolu, Maria Enrica Spacca, Libania Grenot, Ayomide Folorunso.
2 semifinali in programma e l’accesso alla finale era per le prime 3 di ogni semifinale e 2 tempi di recupero. Nella prima semifinale si piazzano nell’ordine Stati Uniti con 3.21.66, poi Gran Bretagna 3.24.74 e Botswana 3.26.90, ammesse direttamente alla finale; poi 4° e 5° posto per Francia e Australia, rispettivamente  con 3.27.59 e 3.28.02. Obiettivo, essendo molto difficile entrare fra le prime 3, è quindi rientrare nei 2 tempi di recupero.
Nella seconda semifinale è Maria Benedicta Chigbolu in prima frazione: è discreta la sua prova, nell’ordine di 52″, forse anche qualcosa di meno; da il cambio a Maria Enrica Spacca, che in staffetta spesso si trasforma rispetto a quanto riesce nella gara individuale. Anche la sua frazione è discreta, intorno ai 52″ e da il cambio a Libania Grenot in quinta posizione. La campionessa europea di Amsterdam riesce a conquistare subito la quarta piazza e sembra correre una buona frazione, ma cede vistosamente nella seconda parte, nei confronti della terza e della quarta (tempo ufficioso 52″21). Parte in ultima frazione Ayomide Folorunso, però staccata dalle prime 4: la sua partenza non è velocissima, ma conclude molto forte, ma le prime 4 sono ormai fuori portata. Chiude comunque con un tempo di frazione inferiore ai 52 secondi. Breve attesa per conoscere il tempo: sarebbe necessario un tempo migliore del 3.27.59 realizzato dalla Francia nella prima semifinale, ma il tempo dell’Italia risulta invece 3.27.81, 9° tempo complessivo e 1° fra le “escluse” dalla finale.
E con questa non qualificazione per la finale, si concludono anche le gare su pista e pedane dell’Italia con uno zero assoluto fra i primi 8 posti in ognuna delle gare. Oltre al 6° posto di Meucci nella maratona, rimane domani la giornata dedicata alla marcia, dove Antonella Palmisano è considerata tra le possibili candidate al podio nella marcia 20 km. Ma i zero punti nell’atletica “stadia” comunque rimangono e rappresentano una debacle per l’atletica italiana, indipendentemente da quello che riuscirà a fare domani la Palmisano.
Le frazioniste azzurre nell’intervista post gara manifestano apertamente la loro delusione, ma fa un’eccezione LIbania Grenot, le cui affermazioni sono apertamente criticate nei social. Afferma la Grenot: “Sono veramente contenta. Quest’anno mi sono presa un anno senza gare per preparare Berlino il prossimo anno dove ci saranno i Campionati Europei e in cui difenderò il titolo europeo vinto lo scorso anno ad Amsterdam. Sono molto ottimista per il futuro.” I commenti sono molto critici, sia per la scelta di prendersi un anno “sabbatico”, sia perchè ancora una volta nella staffetta 4×400 la Grenot ha dimostrato la sua fragilità, magari acuita da una preparazione non adatta per il giro di pista. Nel mirino dei commentatori social anche la scelta tecnica di schierarla a Londra (c’è chi dice che non occorreva farle fare un viaggio vacanza in Inghilterra), mentre magari, anche se con il senno di poi, si sarebbe potuto impiegare Marzia Caravelli o Raphaela Lukudo. Aggiungono anche che la Grenot, essendo atleta delle Fiamme Gialle e quindi stipendiata dallo Stato, visto il ruolo privilegiato di”atleta militare” avrebbe dovuto dimostrare maggiore disponibilità e attaccamento nei confronti dell’atletica italiana”.

Foto FIDAL COLOMBO/FIDAL

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