Atletica: la finale nazionale del C.d.S. Master. E’ iscritta anche Elisa Cusma

Pubblicato il autore: rizzoli giorgio Segui

Sabato 29 e domenica 30 settembre a Modena è in programma la Finale Nazionale del Campionato di Società Master.

Saranno circa 1200 atleti in gara sabato 29 e domenica 30 settembre in rappresentanza di 28 società maschili e 27 femminili, qualificatesi in base alle classifiche derivanti dalla fase regionale che si è disputata in tutte le regioni nel mese di giugno.

Saranno a Modena anche 10 atleti che hanno vinto il titolo mondiale ai recenti Campionati Mondiali di Malaga. Si tratta di Gianni Becatti, vincitore del lungo m50 in cui ha realizzato il primato mondiale di categoria, Marco Segatel (alto m55), Giulio Morelli (100 e 200 m55) e Lamberto Boranga (alto M75), tutti della Olimpia Amatori Rimini e di Patrizia Passerini (Acquadela Bologna) vincitrice del titolo mondiale dei 2000 siepi w55 (in gara nei 1500 e 200 hs), il decatleta Hubert Indra (m60/Südtirol Team Club) che si cimenterà nell’alto e sui 200 ostacoli, Renzo Romano (m50/Atl. Pistoia), il lanciatore Giovanni Rastelli (m60/Atl. Sandro Calvesi) e il triplista Crescenzio Marchetti (m65/Atl. Biotekna Marcon) e fra le donne, la lanciatrice Maria Luisa Fancello (w75/Assi Giglio Rosso Firenze) e Patrizia Passerini (Acquadela Bologna) vincitrice del titolo mondiale dei 2000 siepi w55 (in gara nei 1500 e 200 hs).

Grande curiosità desta la presenza fra le iscritte nei 3000 metri di Elisa Cusma, pluricampionessa italiana di 800 e 1500 metri, in gara per la Fratellanza 1874 Modena e nella categoria w35.

L’Olimpia Amatori Rimini, vincitore di parecchie edizioni del Campionato di Società Master su Pista, con il 1° posto ottenuto in qualificazione e la presenza dei citati 4 campioni mondiali di Malaga e della medaglia di bronzo vinta da Giuseppe Ugolini, si presenta come squadra da battere nei confronti della Virtus Castenedolo, società vincitrice del titolo nazionale 2017, sia in campo maschile che femminile.

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Particolarmente interessante è la “storia atletica” della bolognese Patrizia Passerini che il 7 settembre scorso ha vinto a Malaga il titolo mondiale dei 2000 siepi w55. E’ stato il primo successo internazionale di questa signora di 56 anni, che ha iniziato a fare atletica nel 2011 a 49 anni, accompagnando i figli Edoardo ed Eleonora che frequentavano i corsi di atletica allo stadio di Bologna con la società Acquadela.

Patrizia si iscrive anche lei, mentre i figli, pur promettenti, dopo breve tempo interromperanno l’attività.

E pur senza averla praticata in precedenza, in breve tempo si segnala subito per i piazzamenti e le prestazioni nelle gare provinciali e regionali nella sua categoria.

L’anno forse decisivo per il salto di qualità e la scelta delle gare è 2 anni dopo: siamo nel 2013 quando si decide di fare una pazzia provando le prove multiple indoor e in 15 giorni di preparazione arriva una inaspettata vittoria grazie al recupero nell’ultima gara, gli 800 metri, dopo i 60 hs, il salto in alto, il lancio del peso e il salto in lungo. Non può allora mancare il successivo “coraggio” di provare anche una specialità ostica (debuttando a 51 anni) che sono le siepi. Queste diventano proprio la sua gara di punta e lo si nota da come passava e passa tuttora gli ostacoli fissi e anche nelle volte che esigenze societarie la portano a fare gare assolute (anche i 3000 siepi) è incredibile vedere come il suo passaggio degli ostacoli fissi (senza appoggio) è agile spesso come e di più di quello di tante atlete assolute di 30-35 anni più giovani. E arrivano quindi in questi anni titoli nazionali sia nei 2000 siepi (dal 2013 al 2018 saranno 3 nelle sf50 e 2 nelle sf55 in 5 volte a cui ha partecipato), titoli nazionali nelle multiple, ostacoli e staffette, nonché primati nazionali di categoria nei 2000 siepi, 3000 siepi, 2000 metri piani e pentathlon indoor, oltre a tante vittorie di categoria nelle gare su strada e cross.

Nel 2015 gareggia a Lione nei 2000 siepi dei Campionati Mondiali 2015: si piazza al 7° posto, forse poteva fare leggermente meglio, ma la distanza che la separa dalle prime al mondo è piuttosto netta: la vincitrice di Lione è una certa Zofia Wieciorkowska, ex atleta di valore nazionale assoluto che in carriera era riuscita a spaziare dagli 800 metri alla maratona con risultati di rilievo (esempio 2.02.81 negli 800 nel 1987 e 2.40.39 nella maratona di New York del 1998), ma soprattutto è una pluricampionessa internazionale master già dal 2006, che a Lione vince infatti nella categoria w50 gli 800, i 1500 e i 2000 siepi.

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Intanto comincia ad affiorare qualche problema muscolare con cui Patrizia dovrà convivere, ma l’attività non si ferma quasi mai.

Nel 2017 c’è il passaggio nella categoria sf55 e in campo nazionale sarà occasione di migliorare altri primati nazionali

Nel 2018 ci sarebbero i Campionati Mondiali di Malaga, con obiettivo migliorare il 7° posto del 2015 a Lione. Ma la situazione muscolare, dopo i Campionati Italiani in luglio in cui Patrizia oltre ai 2000 siepi vince anche i 300 hs, è preoccupante. Forse sarebbe il caso di rinunciare e prendersi un periodo di riposo ma l’insistenza del suo allenatore la convince a iscriversi: sarà comunque necessario un periodo di sosta, cercando di avere anche un solo mese a disposizione per preparare per quanto sia possibile questo appuntamento.

Le ultime settimane prima della gara vanno effettivamente meglio come “quadro clinico” e si arriva al giorno della gara, venerdì 7 settembre 2018.

Partenza della gara: Patrizia prende subito la testa tallonata da Zofia Wieciorkowska e da un’atleta statunitense, poi seguono via via un’altra decina di atlete da tutto il mondo. Nel passaggio degli ostacoli Patrizia guadagna qualche metro, che la polacca riesce, nei primi giri, a rintuzzare nei tratti senza ostacoli. Il ritmo che però ha imposto Patrizia è superiore alle possibilità delle altre e comincia a guadagnare metro su metro. Un po’ temiamo che l’esperienza e la velocità di base di Zofia, che da giovane correva gli 800 in poco più di 2 minuti possano far crollare il sogno che si sta verificando, ma non è così e gli ultimi 400 metri sono un trionfo per Patrizia che vince con un margine di 10 secondi sulla polacca di 15 circa sulla statunitense.

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