Eurobasket: Dragic, Doncic e la Slovenia è campione d’Europa

Pubblicato il autore: Angelo Franchitto Segui

Ad Istanbul  si assiste ad una finale a dir poco sorprendente. Si perché la Slovacchia, una nazionale sulla quale nessuno avrebbe puntato, all’inizio di questo Europeo, una squadra che cercava punticini per Helsinki, ha invece sorpreso tutti e vinto il torneo continentale per la prima volta nella sua storia. L’impresa si realizza ai danni di una favoritissima Serbia, grazie alle sue due stelle balcaniche. Doncic è purtroppo rimasto KO a causa di una lesione alla caviglia, mentre Dragic è un autentico uragano nella prima parte del match.
Il tecnico della Slovenia, Igor Kokoskov (di origine serba) ha dimostrato una personalità tremenda, chiese ai suoi giocatori migliori di evitare a tutti i costi una rimonta che sembrava essere inevitabile. Alla fine ci sono riusciti. La Slovenia, paese con soli due milioni di abitanti, ha consumato quella rivoluzione verde diventando la nuova regina d’Europa di basket.
Kokoskov è riuscito a togliere le catene ad un gruppo che negli anni è riuscito ad emergere, che è stato completato con gli uomini giusti e si è scrollato di dosso il giudizio di tanti che criticavano i giocatori come mancanti di carattere per poter vincere.
Un allenatore capace di creare un gruppo valido, in grado di competere per la finale dell’Europeo e di non avere paura di un’avversario che si chiama Serbia, nemmeno quando, nell’ultimo quarto, questa si portò avanti nel punteggio.
Quando si parla di Serbia si parla della nazionale vice campione del mondo, olimpica e d’Europa, che ha subito però la sua terza sconfitta in finale negli ultimi quattro anni. Bisogna comunque riconoscere il valore che sono riusciti a dimostrare sul campo, con il loro gioco, pur senza le stelle del calibro di Teodosic, Jokic, Raduljica, Nedovic e Bjelica.
E’ stata una finale bellissima, conclusasi con Doncic zoppo, ma comunque campione d’Europa.
Tante cose sono accadute durante il match, ma la cosa straordinaria è stata vedere come tutto il gioco e le azioni migliori sono passati per le mani del tornado Goran Dragic. Incendiario, devastante con le sue giocate, implacabile dalla difesa avversaria, ha realizzato la bellezza di 26 punti per la Slovenia nella prima parte della gara, quando la sua nazionale chiuse con ben 56 punti totali realizzati.
Senza più Doncic in campo (fuori per infortunio) e con Dragic ormai controllato dalla difesa avversaria, il terzo quarto della finale si è chiuso sul risultato di 71-67, un successo riuscito soprattutto grazie al cuore che tutti gli atleti sloveni hanno saputo mettere in campo nel momento di maggiore difficoltà per la squadra.
Punto dopo punto la Serbia è cresciuta, ma quando al trentacinquesimo minuto si era ormai sul risultato di 77-76, la rimonta era vicina all’essere completata. Con Macvan il risultato cambia 77-78 per i serbi.
Sarà grazie al coach Kokoskov e alla sua guida maestra che è riuscito a fare una scelta pesante come mandare Dragic in panchina e far entrare Prepelic e Randolph. Due riserve che hanno cambiato il destino di una sfida importantissima, quanto storica, portando al risultato finale di 93-85 e completando la rivoluzione verde.

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