Basket Serie A, Varese-Cantù 95-64: non chiamatelo derby senza entrambe le tifoserie (fotogallery)

Pubblicato il autore: Stefano Severi Segui


Il derby lombardo tra Varese e Cantù, caratterizzato da una storica rivalità tra le tifoserie, è fotografato simbolicamente dagli unici due tifosi canturini presenti nel settore ospiti, circondati da 6 steward. Un’istantanea veramente triste da consegnare ai posteri, complice il perverso meccanismo di acquisto biglietti stabilito dalla Questura di Varese per questa partita di basket.
Già il fatto di esibire un documento d’identità in biglietteria ha costituito una limitazione fortemente ammiccante al desolato mondo del calcio. Oltre a ciò, ai tifosi canturini sono stati consegnati solo 80 tagliandi per il settore loro dedicato.
“O tutti o nessuno” è stata la sentenza di più o meno tutti i tifosi biancoblu. In prevendita solo una decina di tagliandi sono stati acquistati dai supporters ospiti. All’atto pratico – infine – solo due di loro si sono presentati ai varchi del “Palaoldrini”.

Tutta questa doverosa premessa per rimarcare come un derby non si possa considerare tale se non al cospetto di entrambe le tifoserie al completo. Nonostante l’ottimo tifo di marca biancorossa, è mancata quella classica verve di quando si hanno gli avversari di fronte.
Il resto è cronaca narrata in tempo reale da molti siti web: Varese conquista i primi 2 punti stagionali affossando letteralmente Cantù, distaccata di ben 31 punti. Una battuta d’arresto che forse ridefinirà in negativo i già delicati rapporti tra tifoseria e club segnati – tra l’altro – dalla contestazione degli Eagles Cantù.
Entusiasmo in casa Varese dopo una prova più che convincente i cui meriti sono stati attribuiti a gran voce al coach Attilio Caja. Va da sé che i migliore tre realizzatori del match siano tutti tra le fila dei padroni di casa: Okoye 22 punti (e ben 15 rimbalzi difensivi), Waller 18 e il capitano Ferrero 17. Miglior realizzatore per Cantù Culpepper con 16 punti messi a segno.

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