Esclusiva SN – Intervista alla leggenda del basket italiano Antonello Riva

Pubblicato il autore: Stefano Scibilia Segui


SN ha intervistato la leggenda del basket italiano Antonello Riva in occasione della Giornata dello Sport che si è svolta a Milazzo, in provincia di Messina. L’ex giocatore di Cantù, Milano e Rieti è stato colui che ha realizzato più punti nella Seria A di basket e con la maglia della nazionale azzurra.

Cosa ti senti di consigliare ai giovani che vogliono intraprendere la strada dello sport? 
“Innanzi tutto faccio i miei complimenti agli organizzatori perché queste sono iniziative veramente da lodare e da divulgare, infatti non pensavo di trovarmi qui ben 3 campi da basket sul lungomare. I progetti di questo tipo sono belli perché coinvolgono i più giovani e anche le famiglie, per far capire loro quanto sia abbastanza semplice fare attività sportiva e poi capire quanto sia benefico il movimento per i loro figli”.

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Cosa si prova ad essere l’uomo che ha segnato di più in Serie A?
“Adesso sono passati più di 10 anni da quando ho smesso e quindi è bello perché sono cose indimenticabili nel tempo e io ogni tanto faccio un brindisi con gli amici per festeggiare tutto ciò, anche se il basket è uno sport di squadra e conta la vittoria della squadra, ma quando arrivano anche queste soddisfazioni personali, capisci di aver avuto un percorso serio e costante nell’allenamento”.

Giocherai anche tu a basket quest’oggi?
“Oggi mi muoverò sui campi e più che giocare aiuterò i ragazzi ad integrarsi in questo sport, con la consapevolezza che tutto ciò può solo avere degli scopi benefici per la loro crescita e quindi cercherò di invitare questi giovani a dare il meglio di loro, anche perché se molti quindicenni possono non conoscermi, l’informazione online al giorno d’oggi è rapidissima e quindi è anche facile informarsi”.

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Qual’è la partita più bella che hai disputato in carriera?
“Se guardo indietro le finali e le partite che hanno portato ad una vittoria importante sono quelle che ti ricordi di più, ad esempio io ricordo la finale dell’oro di Nantes, oppure la finale della medaglia d’argento a Roma oppure le finali di Coppa dei Campioni. Ci sono diverse partite che mi ricordo ed è come se le avessi giocate qualche giorno fa, ma quella con cui ho un legame particolare è una partita dove ero ancora diciottenne e con Cantù abbiamo battuto Milano davanti a tredicimila persone ed era la prima volta che io segnavo 30 punti e vincere davanti a tutta quella gente ha reso questo ricordo ancora più bello”.

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