Davide Bonora a SN – “Serie A1 di Basket appassionante. Ecco come possiamo colmare il gap con le altre nazioni”

Pubblicato il autore: Paolo Mugnai Segui


In esclusiva ai microfoni di Supernews ha parlato Davide Bonora, esonerato lo scorso ottobre dopo tre stagioni alla guida della Leonis Eurobasket Roma dove aveva fatto molto bene alla prima esperienza da capo allenatore raggiungendo la promozione in A2 nell’estate del 2016.

Una storia finita male, però, quella con l’Eurobasket Roma. Perché?
“E’ finita perché purtroppo quest’anno è venuta meno la fiducia. C’erano delle aspettative troppo alte. Comunque un esonero dopo solo tre giornate di cui una vinta è stato abbastanza sorprendente anche per me, però me ne faccio una ragione. Tengo a precisare che col Presidente c’è tuttora un rapporto che va oltre quello professionale, insomma sono rimasto in ottimi rapporti ma non nego che ho fatto fatica ad assimilare quanto accaduto”.

Adesso che cosa fa?
“Vorrei gettare le basi per il mio futuro da allenatore, in un mercato non facile come questo con molta concorrenza e, diciamo, pochi posti di lavoro. Vorrei fare un’esperienza anche come assistente allenatore in un altro contesto, di alto livello”.

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Ha un modello come allenatore?
“No, nel senso che ho avuto nella mia carriera di giocatore allenatori talmente diversi tra di loro che per me è difficile identificarmi con qualcuno in particolare, così cerco di prendere qualcosa da ciascuno di quegli allenatori con i quali ho avuto un rapporto fantastico. Posso dire che attualmente mi piace come gioca il Bamberg di Andrea Trinchieri  perché lui è un allenatore innovativo, così studio le sue partite in modo dettagliato”.

Un giudizio sul campionato A1?
“Al momento c’è questo duello in testa tra Avellino e Milano molto aperto, ma è nel complesso che il campionato è appassionante per l’equilibrio e le sorprese perché Brescia a mio avviso non è una meteora, così come Venezia e Sassari sono bene allenate. In ogni caso Milano rimane sempre il punto di riferimento a livello nazionale. Magari dal punto di vista tecnico siamo al di sotto del livello europeo: lo dimostra l’Eurolega, talmente alta da questo punto di vista, dove infatti anche Milano fa fatica a reggere il passo delle altre realtà che da anni programmano. Noi squadre italiane, forse, abbiamo passato qualche anno difficile, così la stessa Milano soffre un po’ per questo motivo”.

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Il ricordo più bello?
“L’anno del grande slam del 2001 con la Virtus Bologna pur partendo dalla panchina, giocando insieme a grandi campioni. Dal punto di vista personale aggiungo lo scudetto con la Benetton Treviso nel ’97 e la promozione dall’A2 con Rieti nel 2007, anche quella fu davvero una grande soddisfazione”.

Come è lo stato attuale del basket italiano, ha qualche suggerimento?
“In questi ultimi anni sono mancati soldi, idee e cura del settore giovanile. Se riprendiamo a programmare, sono convinto che da qui a poco tempo possiamo colmare il gap con le altre nazioni nel frattempo cresciute a differenza nostra. Ci manca, inoltre, fare giocare i ragazzi di 17, 18, 19 anni, relegati nelle categorie minori dove non sono messi davvero alla prova. Penso che recuperando il settore giovanile, possiamo e dobbiamo tornare al livello delle big europee. Sì, sono fiducioso”.

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