NBA, Wade comes back home

Pubblicato il autore: alerosi Segui


“Non vedo l’ora di tornare a casa, questo è il posto dove sono cresciuto, che mi ha dato i natali”. Dwayne Wade appariva entusiasta qualche anno fa per il rientro a Chicago, quella franchigia che ha scritto un pezzo di storia del basket internazionale grazie a sua maestà His Airness. Anche lui allora, come il suo amico Lebron James, ha deciso di tornare nel posto in cui era nato e cresciuto, per poter finire la sua carriera laddove era iniziata.
Wade impiegò però poco a rendersi conto che Chicago non gli apparteneva. D’accordo che era nato lì, ma per i Chicago Bulls lui non aveva fatto nulla: quella città, quei tifosi non dovevano a lui alcuna riconoscenza. E da qui la scelta, dopo aver parlato con suo compagno di squadra a Miami, di raggiungerlo a Cleveland, per poter replicare nell’impresa di vincere ancora una volta il titolo.
La ruggine nel suo corpo era tuttavia più forte della sua voglia di vincere, non aveva più lo smalto di un tempo, aveva perso la sua brillantezza. I Cavs, oltretutto, sembravano una nave alla deriva, pronta ad affondare. Perciò qualche giorno fa la dirigenza di Cleveland ha smantellato metà squadra, cercando di allestire un gruppo che possa supportare il Re alla conquista del titolo, in attesa delle sue scelte future.

Tra coloro che sono finiti sul patibolo figura anche Dwayne Wade, mandato a Miami: quella città, quella squadra dove ha giocato per anni, dove ha illuminato il parquet anche nei momenti più buii della franchigia, dove ha festeggiato ben tre titoli. Allora sì, ora si può dire che Dwayne Wade è finalmente tornato a casa, ritrovando il suo pubblico, che lo ha accolto con una strepitosa manifestazione d’affetto.

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Lui non è di certo rimasto impassibile; anzi, ha aiutato per l’ennesima volta i suoi a vincere la partita, piazzando una stoppata decisiva su Bledsoe.
Wade è quindi tornato a casa, la sua vera casa: perché la casa non è dove sei nato, ma dove il tuo talento ha brillato.

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