Nba Finals, Golden State batte Cleveland in gara 4. Il titolo è ancora suo

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui

NBA – Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Per i Cleveland Cavaliers dopo tre sconfitte in altrettante partite, gara 4 delle finals Nba, era stata ribattezzata come “l’ultima spiaggia” per riaprire una serie già compromessa. Niente di tutto questo, perchè i Golden State Warriors, completano l’opera in trasferta, con un pesantissimo 85-108, che vale il terzo “anello” negli ultimi quattro anni; Alla Quicken Loans Arena, non c’è stata storia, e i californiani sono campioni Nba per la sesta volta in totale; Stephen Curry è stato ancora una volta decisivo con i suoi 37 punti, ma il premio di Mvp, dell’atto finale della stagione 2018, è andato a Kevin Durant, 20 punti, dodici rimbalzi e dieci assist, che gli valgono la Tripla doppia. Gli altri assi della franchigia di San Francisco, Klay Thompson, Andre Iguodala, Draymond Green, sono andati tutti in doppia cifra, con un grande contributo dei giocatori in panchina. La squadra di coach Steve Kerr, ha chiuso sul + 9, la prima frazione di gioco, ma l’orgoglio dei Cavs, riemerge nel secondo quarto, ed un certo punto si ritrovano avanti 39-38, ma quando scocca l’intervallo è già tutto capovolto. Golden State, è spietata come al solito al rientro, dagli spogliatoi e piazza un 13-25, che è più di una sentenza, sull’esito della partita. Tanti canestri in situazione di contropiede quattro contro tre, per i campioni in carica, dove la difesa dei padroni di casa, concentrata solo nel marcare Curry, per altro senza esito, ha sofferto parecchio, concedendo entrate facili al ferro, in quantità industriale. Per i Cavs, non basta il solito grande Lebron James 23 punti, sette rimbalzi e otto assist, ma con sei possessi di palla persi, 7/13 dal campo, senza mai trovare abbastanza ritmo offensivo e con soli due compagni di squadra a seguirlo per davvero, come è accaduto in tutta questa serie. Nei cavaliers, solo la coppia Kevin Love-J.R Smith, segna 23 punti in due, il secondo ha siglato tre triple, ma le percentuali in attacco dei ragazzi di coach Tyronn Lue sono state pessime. 35% dal campo e 30% da tre, in questo modo, non si può pensare di battere una squadra esperta e con qualità tecniche immense, individuali e collettive, sopratutto non capitalizzando in segnature, i ben sedici rimbalzi offensivi raccolti, comunque Golden State, brinda ad un titolo meritatissimo, e la prossima stagione, partirà di nuovo con il ruolo di favorita.

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Forse senza la classe di Lebron, i Cavs avrebbero visto le finals in tv, in questa annata, perchè il “Re” nella finale di Eastern Conference, ha rimontato i Boston Celtics, praticamente da solo, vincendo gara 6 e sette, quando tutto sembrava finito, ma non può contare solo sull’aiuto di uno-due giocatori ad ogni partita, per andare più lontano. A questo punto il numero 23, starebbe meditando l’addio ai Cavs, dopo il “cappotto” subito, ed è stato lui stesso a dichiararlo :”Voglio ancora divertirmi, nello sport che amo, ma per lottare per traguardi importanti, mi serve una squadra con più talento, attorno a me, il mio futuro è difficile prevederlo, parlerò con la mia famiglia e vedremo il da farsi, ho vinto a Miami, dove avevo giocatori forti e con qualità differenti, ma farlo dopo essere tornato qui, due anni fa, con una squadra che aspettava questo momento da mezzo secolo, è stato qualcosa di unico, che non potrò mai dimenticare. sento di poter dare ancora tanto a questo gioco, finchè mi diverto, però se non posso andare in una franchigia competitiva, che può lottare per vincere, trovare le motivazioni è difficile, ho giocato tre partite, con una mano praticamente rotta, fare di più non è stato possibile”. 

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