Nba, la fine di un’era: Manu Ginobili dice addio al basket

Pubblicato il autore: Alberto Palermo Segui

NBA – Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Quello da lui stesso definito come “Un viaggio favoloso” termina all’età di 41 anni, 23 dei quali passati sul parquet ad illuminare tutti con le sue giocate. Manu Ginobili, il genio di Bahìa Blanca, si ritira dalla scena.
El Contusion, soprannome datogli dall’ex compagno di squadra Brent Robert Barry per la sua aggressività nelle giocate, lascia un grande vuoto nel cuore di tutti gli appassionati di basket.
Il suo palmarès è infinito: ha vinto un campionato, un eurolega e due coppe Italia con la Virtus Bologna tra il 2000 e il 2002, poi il grande salto oltreoceano cucendosi addosso la maglia dei San Antonio Spurs, con cui conquisterà 4 titoli Nba.
Con la nazionale argentina di basket  conquista la medaglia d’argento ai Mondiali del 2002, l’oro alle Olimpiadi di Atene del 2004 e il bronzo in quelle di Pechino del 2008.
Quasi 1300 partite disputate in Nba sotto la guida del suo mentore Gregg Popovich che lo ha definito “La persona più competitiva che abbia mai visto”. Ma nonostante questa grande aggressività, la tipica garra argentina,  non ha mai oltrepassato i limiti ed è sempre stato considerato un giocatore pulito e corretto sia dai compagni che dagli avversari.
In 16 anni di Nba ha creato una vera e propria dinastia, l’era dei “Big 3” con Tim Duncan e Tony Parker. Lui è stato l’ultimo ad “abbandonare la nave” dopo il ritiro di Duncan nel 2016 e il passaggio di Parker agli Charlotte Hornets poche settimane fa.
Scelto col numero 57 al draft del 1999, ha dimostrato di essere, in molte occasioni, il numero 1 in assoluto. Tiri da 3, dalla media, canestri al ferro, passaggi sotto le gambe, dietro la schiena, intelligenza tattica fuori dal comune, freddezza anche nei momenti più difficili, atletismo e cura del corpo impeccabili.
Un professionista esemplare che ha messo sempre il bene della squadra davanti al suo, mai una parola fuori posto, mai una lamentela anche quando, soprattutto alla fine, passava tanto tempo in panchina.
Ha deciso di smettere per stare più vicino alla sua famiglia nonostante avesse un altro anno di contratto, quasi sicuramente l’ultimo, con gli Spurs. Nella sua ultima partita giocata contro i Golden State Warriors al primo turno dei playoff, aveva avuto un fitto dialogo con l’allenatore avversario Steve Kerr che gli aveva quasi implorato di continuare a giocare e che l’età non conta finché ci si diverte. E Ginobili ci ha divertiti fino alla fine.
L’ultimo tango è stato ballato, tutti noi ti ringraziamo per ciò che hai fatto, sei stato motivo d’ispirazione per tanti ragazzi, il posto nella Hall of Fame ti spetta di diritto.
Buena suerte Manu.

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