Dinamo Sassari: tensione Esposito-Sardara? Intanto arriva Parodi

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui

Dinamo Sassari: tensione Esposito-Sardara? Intanto arriva Parodi

Un fulmine a ciel sereno si staglia in quel di Sassari, dove la Dinamo Sassari prepara da tempo la nuova stagione, ricca di propositi di riscatto e ambizione.
Secondo i rumors rimbalzati sull’etere a tempo di record già nelle giornate precedenti, la Fiat Torino e la Dinamo Sassari sono in subbuglio sul destino dei propri coach.
Nella sponda piemontese, ci sarebbe infatti un Larry Brown che vorrebbe già lasciare il progetto Fiat Auxilium Torino, stanco per dissapori emersi nei confronti di alcuni giocatori; lungo la riva delle sponde sarde invece, emergerebbero scintille che covano tra le apparenze, tra il presidente Stefano Sardara e il neo coach Vincenzo Esposito.
In questo contesto, entrambi possiedono da sempre una personalità forte, mai doma e orientata a prevalere. Cosa che la Dinamo Sassari ha pagato carissimo nella circostanza ormai resa celebre dell’esonero del 21 novembre 2015 di Meo Sacchetti, riclassificato nella storia come lo “screwjob di Sassari”, condizione che fece naufragare quel giocattolo meraviglioso e foriero di successi, che si era costruito sino a quel momento.
Da lì poi una fugace apparizione di Marco Calvani in una situazione drammaticamente compromessa, fino alle varie rivoluzioni tecniche con il triennio targato Federico Pasquini, nell’atipico mix di ruoli diviso tra scrivania e panchina, con poteri illimitati, ma mai sfruttati adeguatamente e con risultati che oltre a certificare il disastro, confinarono Sassari, per la prima volta nella storia, ai margini, bandendola da tutti gli obiettivi minimi espressi già neanche a metà stagione, fino alla debaclè dei mancati playoff, con l’inutile disperato tentativo di Zare Markovski.
Raccolte le macerie e con un clima del genere, così appesantito dai fallimenti, si è reso necessario un reset quasi totale.
Hanno abbandonato diversi uomini immagine di questo triennio nero, mentre alcuni sono stati confermati desiderosi di trovar riscatto, ma sopratutto è cambiata la guida tecnica, centro gravitazionale delle contestazioni più disparate.

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Un nuovo corso da non interrompere

Tagliando con il più recente passato, è giunto a Sassari, Vincenzo Esposito, El Diablo, per rivitalizzare un ambiente depresso, costruendo un roster che sappia farsi valere sopratutto in Italia, puntando a riguadagnare fiducia e risultati, con l’obiettivo dichiarato dei playoff scudetto, delle Final Eight di Coppa da centrare, e in una visione che travalica il confine, in una Europa stavolta non meritata sul campo, ma artigliata con le unghie per volontà degli sponsor, essendo la meno appetibile delle vetrine in ambito europeo per competizioni di club (Fiba Europe Cup).

Attorno a tale ridimensionamento e con un budget più limitato, la Dinamo Sassari oltre a Vincenzo Esposito (ponendolo al centro del progetto fin dagli esordi della campagna abbonamenti), ha allestito una squadra interessante, puntando innanzitutto sulla riconferma di talenti non del tutto espressi la scorsa annata (ma in grado di fare la differenza in questa), come Scott Bamforth e Dyshawn Pierre, per arrivare alla piccola pattuglia italiana di conferme dal capitano Jack Devecchi al play di casa Marco Spissu, fino al nazionale Achille Polonara.
Ad essi poi si è posata la prima pietra con Jaime Smith, play di riferimento del gioco biancoblù, reduce da una grande stagione a Cantù, la seconda con Terran Petteway, ala piccola che dovrà fronteggiare la concorrenza di Pierre, uomo di fiducia di Esposito e autentico funambolo, in grado di risolvere le partite anche da solo.
Poi Rashawn Thomas dalla D-League americana, un grande prospetto con caratteristiche, esplosività e combattività da all-around, in ballottaggio con Polonara, fino al colosso ex NBA Jack Cooley, centro, rimbalzista e grande intimidatore d’area, che non sembra far rimpiangere fin dalle prime apparizioni Darko Planinic.
Agli arrivi più importanti seguono, alcuni tra i più interessanti  “rincalzi”, pronti a contribuire alla causa sassarese.
Dall’esperienza di Stefano Gentile in cabina di regia (ma più verosimilmente sarà impiegato come guardia), alla vervè di Daniele Magro e alla reattività di Ousmane Diop, che avranno il compito di conceder fiato a Cooley dalla panca.

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In questo contesto, con una squadra costruita quasi totalmente da El Diablo, è davvero difficile pensare ad uno strappo che produca una rottura. Anche se a Sassari abbiamo imparato in queste ultime stagioni che tutto può succedere, tale condizione inasprirebbe ulteriormente l’aria pesante che già si respira, in un ambiente uscito molto diviso e provato dalle ultime annate.
Inoltre, un’eventualità così nefasta, produrrebbe senz’altro conseguenze a livello di preparazione tecnico-tattica, roster e risultati, inducendo la Dinamo Sassari in un effetto domino con evidenti effetti catastrofici.
Ecco perchè è difficilmente ipotizzabile una strada simile, al netto di quelle che possono essere le reciproche tensioni tra due personalità non facili, da far coesistere.

Arriva Luciano Parodi, come alternativa a Jaime Smith

Ma la Dinamo Sassari non si ferma qui.
Proprio quest’oggi venendo incontro all’esigenza di sostituire temporaneamente l’infortunato Jaime Smith (reduce da problemi muscolari), ha tesserato l’uruguaiano con passaporto italiano, Luciano Parodi, classe 1994, 183 centimetri per 82 chilogrammi.
La play-guardia sudamericana, ha giocato l’ultima annata nella Liga A argentina con la maglia del Bahia Blanca.
Giocatore valido e rapido, possiede ottimo ball handling e visione di gioco, esprimendo il meglio da realizzatore.
Parodi è nel giro della Nazionale uruguaiana con cui ha preso parte all’Americas Fiba World Cup 2019 Qualifier. Nel 2013, 2015 e 2017 ha partecipato inoltre alla Fiba AmeriCup.
L’integrazione di Parodi darà ancora più solidità al gruppo di coach Esposito e sarà utile anche per il tempo necessario al pieno recupero e al rientro in condizione, dopo l’acciacco muscolare del play Jaime Smith.

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