Basket, anticipi di A: Avellino domina Cantù, Cremona sorprende Trento

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui


Basket, anticipi di A: Avellino domina Cantù, Cremona sorprende Trento

Confinata sul neutro del Pala Carrara di Pistoia, causa squalifica del campo da scontare in questo inizio di stagione, la Scandone Avellino riparte da un roster rivoluzionato e da un nuovo coach, dopo aver concluso il ciclo triennale di Sacripanti.
I lupi irpini hanno sorpreso tutti, dall’arrivo di coach Nenad Vucinic, ai colpacci piazzati in serie capaci di far sognare i campani.
Il ritorno in Italia dell’ex Dinamo Sassari, Caleb Green, la stella ex NBA vincitore con i Miami Heat di due titoli NBA, Norris Cole e altri innesti di qualità, quali Matt Costello, Keifer Sykes e Demetris Nichols.

Cantù invece, dopo un finale di stagione in crescendo, ha resettato quasi totalmente l’impianto tecnico-tattico costituito.
La compagine di Gerasimenko, ha dovuto fare di necessità virtù, avvalendosi però di un coach esperto e plurititolato (in Russia e in Eurocup) come Evgeni Pashutin, un lusso alla guida dei lombardi.
Nonostante gli investimenti su Tony Mitchell, Ike Udanoh, Frank Gaines e Gerry Blakes (oltre all’ultima aggiunta sul fil di sirena di Davon Jefferson), facciano intravedere un inespresso potenziale di qualità per il roster canturino, Cantù è ancora un cantiere aperto sotto tutti i punti di vista (organizzazione, qualità e talento).

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Scandone Avellino – Pallacanestro Cantù 98-81

La costante nel match di Avellino è stata la spietata concretezza degli uomini di Vucinic (64% da 2, 46% da 3, 41 rimbalzi, 27 assist ma anche 15 palle perse) disseminata lungo tutto l’arco del match.
Dopo un avvio stentato, gli irpini prendono il controllo e sommergono prima con Costello e poi con l’MVP di giornata Caleb Green, le sortite offensive di Udanoh e Gaines (i migliori tra le fila dei canturini). Al primo quarto il parziale recita: 32-20.
Dal secondo periodo emerge Norris Cole che duella a suon di assist e punti, contro Gerry Blakes: difese in difficoltà, poco avvezze contro l’aggressività dei rispettivi attacchi. Anche Udanoh e Nichols salgono in cattedra, ma lo svantaggio non cambia, fissandosi all’intervallo sul 58-46.
Nella ripresa dilaga Avellino, con Caleb Green protagonista e un ispiratissimo Hamady N’Diaye. Cantù si aggrappa alla partita con Gaines e Blakes, ma il finale di quarto recita un 80-65, suonando di sentenza.
Nell’ultimo quarto, Cantù prova una reazione d’orgoglio strappando un break ad inizio periodo, con Davis, Mitchell e Calhoun sugli scudi, ma coach Vucinic stoppa l’emorragia con un timeout. Al rientro Avellino ritrova concentrazione per legittimare il successo, con Sykes e Cole a macinare gioco e Caleb Green efficace finalizzatore ed MVP della partita (32 punti, 15 rimbalzi e 2 assist). Dopo l’espulsione per somma di falli di Tavernari, gli ultimi minuti sono di puro garbage time. Finisce 98-81.

Nel secondo anticipo del sabato sera di Lega basket, è clamorosa la sfida al PalaTrento tra l’Aquila Basket Trento e la Vanoli Cremona.
I bianconeri, reduci dalla seconda finale di playoff persa, hanno puntato sul ringiovanimento del roster, rafforzando la struttura, che ha prodotto due finali playoff. A differenza di altre realtà, la forza di Trento è reinventare, senza stravolgere.
Il mercato estivo ha lasciato solo due cessioni eccellenti (Shevon Shields e Dominic Sutton), mantenendo inalterato coach e roster. Da coach Maurizio Buscaglia, ai vari senatori Dustin Hogue, Diego Flaccadori, Joao Beto Gomes e Toto Forray.
Inoltre la società di Luigi Longhi è riuscita a riportare a casa un valore aggiunto come Davide Pascolo, chiuso dalla concorrenza a Milano, riabbracciando l’ex NBA Devyn Marble, anello di congiunzione necessario nel gioco trentino.

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La Vanoli Cremona dal canto suo è ripartita con l’imprescindibile Meo Sacchetti alla guida e lo zoccolo duro italiano già presente nella scorsa stagione: Portannese, Ruzzier, Ricci e Gazzotti, oltre al naturalizzato italiano ex Sassari, Travis Diener.
La società di Aldo Vanoli ha dovuto operare sul versante stranieri rivoluzionando il roster. Via Sims, Odom, Milbourne e Drake Diener che ha appeso gli scarpini al chiodo, Sacchetti ha inserito il trio di americani giovani e talentuosi Tre Demps, Wesley Saunders, Peyton Aldridge, oltre al sudanese Mathiang. Anche quest’anno per Cremona l’obiettivo è stupire.

Aquila Basket Trento – Vanoli Cremona 99-104 (2 dts)

Se l’obiettivo per Cremona è stupire, la squadra di coach Meo Sacchetti colpisce nel segno.
Il primo quarto è subito di marca trentina con Marble e Flaccadori, a cui replicano Ricci e Crawford. Grande intensità su entrambi i lati, Cremona sbaglia tanto da 3, ma è dominante a rimbalzo e chiude avanti con Tre Demps il primo quarto 15-19.
Nel secondo periodo la Vanoli sembra godere di una freschezza atletica migliore, tanti secondi tiri concessi da Trento e contropiedi di Crawford e di uno scatenato Wesley Saunders (MVP a fine gara) fanno volare il team di Meo Sacchetti, fino alla parziale rimonta sul finire di quarto con Dustin Hogue e Flaccadori. All’intervallo è 31-37.
Nella ripresa, Cremona rientra più rilassata, perde Mathiang per terzo fallo e la sfida si fa più cattiva, con Hogue e Flaccadori ancora sugli scudi, ed un Joao Beto Gomes a regalare il parziale vantaggio ai bianconeri, 42-41. Poi la replica di Cremona, che rialza la testa con Crawford e Ricci, ed un ispirato Travis Diener con la tripla del 45-52. Lotta durissima in area, Peyton Aldridge e Ruzzier provano il nuovo allungo, ma Radicevic e Hogue contestano, riducendo lo svantaggio al 52-56 di fine terzo quarto.
Nell’ultimo quarto, salgono in cattedra Radicevic e Jovanovic che producono il massimo sforzo, portando Trento avanti 68-65 a 4′ dal termine. Nonostante il massimo sforzo, Cremona resta ancorata alla partita grazie a Ricci e Saunders ed anche grazie ad uno strepitoso Travis Diener. Si impatta sul 74-74 a poco più di 1 minuto.
C’è il tempo per la tripla di Radicevic che illude Trento, il tanto che serve per il pareggio finale di Saunders, con un’altra perla dall’arco. Si va all’overtime sul 77-77.
Nel supplementare sale di tono la prestazione di Wesley Saunders che prende per mano Cremona, tentando la fuga decisiva. Il nuovo vantaggio è rintuzzato dalla tripla di Gomes e dai liberi di Flaccadori. E’ ancora parità al termine, 89-89.
Le due squadre ormai stanche giocano molto di nervi. Ricci e Aldridge concedono un nuovo allungo per Cremona.
La replica spetta a Forray, Hogue e Radicevic che riassestano l’allungo di Trento. Crawford prima e sopratutto un’incontenibile Saunders poi, riscrivono il vantaggio che grazie agli ultimi liberi diventa decisivo per gli ospiti.
Termina 99-104 per Cremona che espugna il PalaTrento. E’ la prima sorpresa di questo campionato 2018-2019.

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