NBA: Houston Rockets la delusione di inizio stagione

Pubblicato il autore: allecarpi Segui

Dopo essere arrivata a pochi tiri dalla finale e dal conseguente probabilissimo titolo NBA, gli Houston Rockets sono sicuramente la delusione numero uno di questo avvio di stagione, infortuni e scelte sbagliate di mercato sono le cause principali, cercheremo di andare un po’ più a fondo in questo articolo.
Eliminati per 4-3 dopo aver avuto due match point per chiudere la serie contro Golden State nelle finali di conference lo scorso anno, la squadra texana partiva in questa stagione con l’asticella delle aspettative molto in alto, stupire è sempre più facile che riconfermarsi, citofonare anche a casa Celtics di questo avvio; con l’arrivo di Chris Paul l’anno scorso molti appassionati ed addetti ai lavori erano perplessi da una possibile coesistenza tra appunto CP3 e James Harden, due giocatori che hanno bisogno ed amano tenere la palla in mano per giostrare gli attacchi, il risultato è andato ben oltre le più rosee previsioni, ad un passo dallo sconfiggere quei tanto temuti e apparentemente imbattibili Warriors, sopra 3-2 l’infortunio al tendine del ginocchio dello sfortunato Paul ha drasticamente cambiato le carte in gioco per le due squadre, nonostante due partite abbastanza combattute i Rockets sono stati costretti a soccombere al maggior talento dei ragazzi allenati da Steve Kerr.

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Il mercato di Houston col senno di poi sembra aver davvero poco senso, ma ad inizio stagione non era affatto così, il principale cambiamento è avvenuto con l’arrivo di Carmelo Anthony e la partenza di Trevor Ariza e Luc Mbah a Moute, due ottimi interpreti difensivi con buone doti al tiro da tre (Ariza specialmente) rimpiazzati da un giocatore ormai non più all’apice della forma con caratteristiche totalmente opposte, ovvero uno specialista dell’attacco e totalmente assente nella propria metà campo.

Attualmente con un record di 11 vittorie e altrettante sconfitte Houston occupa la nona posizione della combattutissima western conference, cavalcano una striscia di due vittorie di fila contro Spurs e Bulls, e lo stesso Paul dopo aver giocato non al meglio le prime partite della stagione è rimasto fuori per infortunio ed è rientrato appunto nella gara contro San Antonio, con il barba costretto a portare la baracca completamente da solo nelle partite precedenti in assenza di un altro portatore o quantomeno un trattatore di palla di livello nel roster; l’attuale MVP in carica ha fatto registrare grandi numeri in assenza del numero 3, ma senza saper condurre Houston ad una striscia di vittorie. La rottura con Anthony e le aspettative troppo alte di anti Warriors sono le cause principali di questo inizio disastroso di regular season della squadra allenata da Mike D’Antoni.

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Carmelo Anthony sembrava per la prima volta cambiato a livello mentale, disposto a partire dalla panchina per la prima stagione in carriera e ad abbassarsi drasticamente lo stipendio percepito, sembrava davvero pronto a puntare il suo primo titolo NBA, riconoscendo finalmente di non essere più la superstar di una volta, non è mai stato un leader, forse neanche un grande compagno di squadra e tantomeno un giocatore facile da allenare, ma in questa stagione sembra aver davvero toccato il fondo. Anthony ha sempre espresso un gioco monodimensionale che se non riesci a cambiare con l’età che avanza diventa un problema, Carmelo è attualmente fuori rosa ma Houston non sembra intenzionata a scambiarlo, riusciranno Paul e Harden a riprendersi e ripetere la stagione fantastica dello scorso anno chiudendo in testa ad ovest e ad un passo dal titolo?

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