Final Eight di Coppa Italia: Road to glory, sfida finale tra le 8 contendenti (1° parte)

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui


Final Eight di Coppa Italia: Road to glory, sfida finale tra le 8 contendenti (1° parte)

Ormai ci siamo. Uno degli obiettivi più importanti e attesi della stagione di basket è la Coppa Italia.
Come lo scorso anno, anche in questo è la cornice suggestiva del Mandela Forum di Firenze ad alzare il sipario, aprendo le danze per la conquista dell’ambito trofeo, in una lotta regolata tra le migliori 8 di Serie A, rassegna iridata dal 14 al 17 febbraio. L’analisi approfondita di tutte le 8 partecipanti:

Le squadre partecipanti

Olimpia Milano:
Forse il trofeo meno considerato per l’Olimpia, che ha dichiarato con coach Simone Pianigiani di puntare sul secondo scudetto consecutivo e sui playoff di Eurolega. Per puntare a vincere dovunque la società ha saggiamente proseguito sulla linea della continuità, puntellando la rosa con qualche ingresso in grado di alzare un livello qualitativo già alto.
Ben 7 i giocatori confermati: Andrea Cinciarini, Curtis Jerrells, Dairis Bertans, Vlado Micov, Mindaugas Kuzminskas, Kaleb Tarczewski e Arturas Gudaitis.
Gli arrivi di Mike James e Nemanja Nedovic sono probabilmente i due più grandi acquisti degli ultimi anni per Milano, per reggere il confronto al cospetto delle corazzate di Eurolega. Non bastassero loro, sono arrivati altri campionissimi veterani del nostro basket, a partire da Amedeo Della Valle ex Reggio Emilia, per passare all’MVP ex Avellino James Nunnally, per arrivare a Jeff Brooks ex Sassari. Infine l’ultima perla regalata ai tifosi e alle ambizioni del club, è Alen Omic, arrivato in soccorso del ruolo centro, visti i gravi infortuni di Tarczewski e Gudaitis.
Al netto dei problemi fisici di alcuni giocatori e della stanchezza per logoramento dovuta all’Eurolega, Milano (che affronta Bologna nei quarti), è la netta favorita e come ogni anno può solo perdere questo trofeo.

potrebbe interessarti ancheBasketball Champions League 2018/2019: sorteggiati i gironi

Scandone Avellino:
I lupi irpini arrivano alla loro decima partecipazione, sofferta rispetto agli anni passati a causa dei problemi societari ed economici, che hanno messo a rischio la kermesse di Firenze. Dopo aver attraversato un momento difficilissimo coinciso con 7 sconfitte consecutive, l’uscita di scena prematura dalla Basketball Champions League e la rinuncia pesante a Norris Cole, i campani hanno trovato la forza della compattezza, trovando nuova linfa nell’esplosione di Kiefer Sykes e nella concretezza di Demetris Nichols e Caleb Green.
Avellino pur nell’emergenza si è esaltata conquistando la seconda piazza, ma in queste Finals, arriva con diverse defezioni, da Nichols al centro Patric Young, che arrivò per sopperire ad un’altra assenza pesante, quella di Matt Costello nel mese precedente. Recuperati da poco Green e NDiaye, si sono aggiunti al roster l’ex Reggio Ojars Silins e Demonte Harper. Il nucleo italiano punta come sempre sui veterani, iniziando dal capitano Lorenzo D’Ercole, su Luca Campani e sull’ex Venezia Ariel Filloy. Completano il roster i giovani Spizzichini e Campogrande. Coach Vucinic pur avendo un roster acciaccato potrà contare sull’orgoglio irpino per fronteggiare una delle rivelazioni stagionali, Brindisi.

Reyer Venezia:
I lagunari cercano finalmente l’inversione di tendenza, in una competizione che spesso le ha riservato delusioni cocenti. Un trofeo mai vinto e mai digerito bene dai veneti che nelle ultime 5 edizioni pur da favoriti alla pari di Milano, hanno incassato altrettante sconfitte e sempre nei quarti di finale (2 volte con Brindisi, poi Milano, Brescia e Torino).
La maledizione in questa competizione non ha eguali, dato che anche quest’anno gli uomini di De Raffaele, sono andati avanti in Basketball Champions League e sono sempre i primi più accreditati inseguitori di Milano in campionato. Dopo un avvio di stagione in gran spolvero, la Reyer ha faticato nell’ultimo scorcio, subendo una brusca alternanza di risultati tra Torino, Pistoia, Pesaro e le vittorie con Brescia e Trento.
Ciò nonostante coach De Raffaele tra le sue mani possiede una fuoriserie, un roster quello orogranata profondo quantitativamente e carico di qualità ed eclettismo in tutti i ruoli. Da Austin Daye a Stefano Tonut, da Julian Stone a Mitchell Watt, fino a Deron Washington, per concludere con i veterani MarQuez Haynes, Michael Bramos e Gaspar Vidmar. Detto di Tonut, la pattuglia italiana può contare su Paul Biligha, Marco Giuri e Valerio Mazzola, nonchè sull’esperienza di Bruno Cerella e di Andrea De Nicolao.

potrebbe interessarti ancheLa stagione della rinascita biancoblù: la rivoluzione di Esposito, il miracolo di Pozzecco

Vanoli Basket Cremona:
La Vanoli torna nuovamente nelle Final Eight per la 4° volta nella sua storia, la 2° consecutiva e lo fa in modo convincente e perentorio, dopo un girone d’andata da protagonista. I ragazzi di coach Sacchetti e del veterano Travis Diener vogliono impressionare e divertire, ma anche migliorare il massimo risultato raggiunto nella competizione, che fu lo scorso anno, la semifinale.
Ancora una volta Cremona sorprende tutti, squadra partita con un budget modesto rispetto ad altre corazzate, ma con tante idee messe in atto dal commissario tecnico della nazionale Meo Sacchetti, ormai maestro nel raggiungere la chimica di squadra, pescando giocatori per lo più sconosciuti, facendoli rendere al massimo.
Ad un rendimento imperfetto al Pala Radi con le sconfitte subite contro Brescia, Varese e Cantù, fa da contraltare una magnifica cavalcata in trasferta, dove i lombardi hanno raccolto tutto, cedendo solo contro Milano e Venezia. Neppure l’infortunio subito dalla stella Andrew Crawford ha rallentato la Vanoli, che è stata capace di trovare nuove energie e qualità dagli altri, partendo dal centro totale Mangok Mathiang, per passare a Wesley Saunders, Peyton Aldridge e Travis Diener che nonostante le 37 primavere pare come il vino buono, invecchia benissimo e continua a stupire.
Cremona si esalta al meglio nel gioco di Sacchetti, puntando su una brillantezza offensiva implacabile. Ma all’opposto soffre difensivamente, talvolta incappando nei blackout. E’ la mina vagante della competizione.

notizie sul temaVenezia-Sassari 87-61 (Video Highlights): i lagunari dominano gara 7 e si laureano campioni d’ItaliaSassari-Venezia 87-77 (Video Highlights): i sardi battono i veneti in gara 6 e portano la serie scudetto al settimo e decisivo matchSassari-Venezia 73-76 (Video Highlights): i veneti vincono di misura gara 3 e si portano avanti 2-1 nella serie scudetto
  •   
  •  
  •  
  •