Final Eight di Coppa Italia: Road to glory, sfida finale tra le 8 contendenti (2° parte)

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui


Final Eight di Coppa Italia: Road to glory, sfida finale tra le 8 contendenti (2° parte)

Ormai ci siamo. Uno degli obiettivi più importanti e attesi della stagione di basket è la Coppa Italia.
Come lo scorso anno, anche in questo è la cornice suggestiva del Mandela Forum di Firenze ad alzare il sipario, aprendo le danze per la conquista dell’ambito trofeo, in una lotta regolata tra le migliori 8 di Serie A, rassegna iridata dal 14 al 17 febbraio. L’analisi approfondita di tutte le 8 partecipanti:

Le squadre partecipanti

Pallacanestro Varese:
Varese si presenta ai nastri di partenza come grande sorpresa di questa stagione. I lombardi, nati per salvarsi, sono riusciti ad andare oltre ogni più rosea aspettativa, grazie al lavoro eccezionale di coach Attilio Caja. Raccogliendo la scorsa stagione una Varese sull’orlo del precipizio, non solo l’ha risollevata portandola ai playoff, ma quest’anno si è superato portandola tra le grandi del campionato, con la conquista anticipata della qualificazione alle Final Eight.
Varese riprende confidenza con la Coppa Italia, dopo l’apparizione nel 2013, quando Dunston e compagni andarono vicinissimi alla vittoria contro l’allora corazzata Montepaschi Siena.
Oggi parliamo di un’altra Varese, meno talentuosa, ma di grande temperamento, in grado di battagliare con tutte le squadre di A, grazie alla sua predisposizione difensiva (che l’ha resa la seconda migliore difesa del torneo) e alle qualità tecniche di un gioco che si esprime con solisti del calibro di Aleksa Avramovic, Tyler Cain e Thomas Scrubb. La regia di Ronald Moore, favorisce le folate offensive e le rotazioni più lunghe danno fiato alla starting line up. In questo senso si configura il lavoro del nucleo di italiani come capitan Giancarlo Ferrero e la quantità di Nicola Natali, Antonio Iannuzzi e Matteo Tambone.
Sarà l’incrocio sulla carta più equilibrato quella con Cremona, nella quale si misurano due idee differenti di gioco, la difesa di Varese contro l’attacco di Cremona.

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Dinamo Sassari:
La Dinamo fa ritorno alla Coppa Italia dopo la debacle Pasquiniana della scorsa annata.
Ma lo fa con un altro inatteso terremoto vissuto proprio in settimana, le dimissioni di coach Vincenzo Esposito (nonostante un buon girone d’andata e i raggiunti ottavi di Europe Cup), per far posto a Gianmarco Pozzecco.
In epoca 2014 e 2015 la Dinamo raggiunse la doppietta in Coppa Italia, coronata anche da una Supercoppa vinta in casa e da uno Scudetto posto a sigillo dell’incredibile triplete targato Meo Sacchetti.
Da allora sembra passata una vita, visto che nel frattempo Sassari ha perso la bussola, perdendo progressivamente quell’appeal che aveva raggiunto con serietà e risultati.
I biancoblù arrivano alla Coppa Italia, da assoluta incognita. Tra le ultime pesanti sconfitte subite, un gruppo da riassemblare dopo il grave infortunio di Scott Bamforth e le stesse defezioni di Dyshawn Pierre e Jaime Smith, un allenatore appena cambiato, Pozzecco avrà tra le mani una grossa gatta da pelare, per di più contro un avversario ostico come Venezia.
Per la Dinamo Sassari però il ruolo da sfavorita sembra proverbiale. E’ proprio da tale condizione che nascono le prestazioni e i risultati migliori. Sono arrivati, gli esperti Tyrus McGee e Justin Carter.
Jaime Smith e Jack Cooley sono le vere armi tattiche, che insieme a Rashawn Thomas, potrebbero trasformare l’avventura di Sassari in prodigio. Dal pacchetto di italiani troviamo Achille Polonara e Marco Spissu, a cui si aggiungono Stefano Gentile, Daniele Magro, Ousmane Diop e capitan Jack Devecchi.

New Basket Brindisi:
Un’altra delle sorprese stagionali è Brindisi che partita per salvarsi, con coach Frank Vitucci è riuscita a trovare una chimica di squadra sorprendente, al punto da renderla come squadra più in forma del momento (dopo 5 vittorie di fila). I pugliesi puntano addirittura le parti altissime della classifica, avendo già agguantato Avellino e Cremona ed essendo a soli due punti da Venezia. Una stagione sin qui da inattesi protagonisti. In questo senso la sfida dei quarti contro un Avellino acciaccata, potrebbe rappresentare una occasione d’oro per i blu, per impadronirsi di quella che sarebbe una sensazionale semifinale.
Vitucci ha costruito un roster equilibrato, con la stella Adrian Banks, su cui ruotano perni fondamentali come Wes Clark, Jeremy Chappell e John Brown. In corso d’opera si è fatto largo anche Devondrick Walker, inserendo ulteriore qualità ad un roster già profondo di soluzioni.
Ancora Tony Gaffney ed Erik Rush inoltrano fosforo e tanta energia è prodotta anche dal contributo di Jakub Wojciechowski e Riccardo Moraschini una delle migliori sorprese italiane della stagione.
A completare il reparto italiani, l’esperto Nicolò Cazzolato e i giovani Alessandro Zanelli e Vincenzo Taddeo. Brindisi si presenta come Cremona, in veste di outsider temibile pronta ad approfittarne.

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Virtus Bologna:
La Virtus ritrova la Coppa Italia dopo essersi qualificata in extremis come ottava, affrontando dunque la prima classificata l’Olimpia Milano, in quello che appare come match già segnato dai pronostici e proibitivo. Ma nonostante l’apparente differenza di forze in campo, le VNere, ci credono.
Gli emiliani si sono qualificati alle Final Eight di Firenze, dopo un avvio di stagione altalenante e al di sotto delle aspettative, basti pensare alle pesanti sconfitte con Cremona, Sassari e Venezia, e alle eccezioni con Varese e Avellino.
Nonostante le difficoltà palesate, probabilmente anche per via della classica chimica di squadra da trovare a causa del grande cambiamento in termini di roster e allenatore (è arrivato Pino Sacripanti) che c’è stato, Bologna ha dimostrato comunque di avere le carte in regola per poter credere nell’impresa.
Kevin Punter, Tony Taylor, Pietro Aradori, formano un pacchetto di esterni invidiabile per soluzioni di gioco e concretezza, nonchè il sapiente abbinamento in termini di fisicità offerta da Kelvin Martin, Amath M’Baye e Yanick Moreira.
La gestazione della squadra virtussina, ha trovato ostacolo negli infortuni ripetuti che in un certo periodo della stagione hanno colto sopratutto Kelvin Martin, Brian Qvale e David Cournooh.
L’impressione di una Virtus comunque molto competitiva l’ha data anche l’ambito europeo, con il primato conseguito nella Basketball Champions League. Forse ciò che manca ancora è il miglioramento sul fronte assist e quello sui deficit a rimbalzo.

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