Tim Duncan l’ultimo numero 21 degli Spurs

Pubblicato il autore: Massimo Maglietta Segui

Tim Duncan
Oggi a San Antonio in Texas ci sarà la cerimonia nella quale verrà ritirata la mitica maglia  che per ben 19 anni è stata indossata da Tim Duncan ala grande degli Spurs. Il giocatore ha dato l’addio al basket, ma soprattutto al mondo della NBA quest’estate. Nessuno potrà avere il privilegio di indossare la mitica numero 21.  A quarant’anni penso sia giusto dare spazio ai giovani ed uscire di scena. I tifosi degli Spurs molto probabilmente al termine di questa stagione dovranno dire addio anche alla guardia argentina Emanuel Ginobili che il 28 luglio ha compiuto 39 anni. Quindi dei big tree della squadra texana rimarrebbe soltanto il playmaker francese Tony Parker. La dirigenza degli Spurs è stata molto brava a prendere tra lo scorso anno e quest’estate due grandi ali come Aldrige e Gasol,  con  lo spagnolo che all’occorrenza può giocare anche da Centro. Meglio loro due piuttosto che due giovani provenienti dall’Europa o dalla NCAA.  Per continuare ad avere come obiettivo il Titolo NBA o quantomeno la finale, non potevano fare altrimenti. La dirigenza Spurs con questi due innesti ha pensato più ad aumentare la qualità tecnica del roster nell’immediato che pensare al futuro.  Certo la squadra non è giovanissima visto che Paul Gasol il 6 luglio ha  compiuto 36 anni e Aldrige il 19 ne ha compiuti 31.

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Tim Duncan una carriera sotto canestro

Tim Duncan nel draft NBA del 1997 viene scelto al numero 1 dai San Antonio Spurs. Al suo primo anno nella lega maggiore, vince il premio come Matricola dell’Anno. Già si capiva che sarebbe stato un predestinato.  Nella stagione 1998/1999, la sua seconda in NBA arriva il suo primo titolo con la maglia dei San Antonio Spurs. In roster come lunghi oltre a lui c’era anche David Robinson. I due portano la squadra texana all’anello battendo i New York Knicks in gara 5. Duncan vinse anche il premio come MVP delle Finals. Gli Spurs interruppero così il dominio dei Chicago Bulls che dopo la vittoria del loro sesto anello dovettero dire addio a Michael Jordan. La stagione 2002/2003 è quella della consacrazione. Oltre a portare gli Spurs alla vittoria del loro secondo titolo, battendo  in finale i New Jersey Nets di Jason Kidd per 4 a 2, diventa per la prima volta MVP di stagione. Nella sua lunghissima carriera Tim Duncan ha collezionato ben 5 titoli NBA, di cui l’ultimo nel 2014 vincendo per 4 a 1 contro i Miami Heat e 15 partecipazioni all’All Star Game. Con la nazionale americana ha raccolto soltanto un bronzo ai Giochi Olimpici di Atene del 2004. Per quanto riguarda i record personali, è stato nominato per ben 8 volte nell’ NBA All Defensive Team, 10 volte nell’All NBA Team, nel dicembre del 2001 ha fatto registrare contro i Dallas Maverick il suo record di punti in NBA  ben 57, nel gennaio del 2010 contro gli Atlanta Hawks il massimo di rimbalzi in carriera ben 27 e contro i Memphis Grizzlies il suo massimo di stoppate in carriera ben 9. Possiamo dire una carriera costellata di record. L’unico rammarico di questa straordinaria carriera è stata la mancata vittoria della medaglia d’oro olimpica con la nazionale americana. L’avrebbe vinta se, prima delle Olimpiadi di Sydney del 2000, non avesse subito un infortunio che ne ha precluso la sua partecipazione. Comunque da oggi Tim Duncan rimarrà ancora di più nei cuori dei tifosi degli Spurs ma anche degli sportivi non solo americani ma di tutto il mondo.

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