Kevin Durant strepitoso in Gara 3 delle Finals NBA, Golden State Warriors ad un passo dal titolo

Pubblicato il autore: Mattia Dallaturca Segui


La serie si sposta in Ohio, in una gara 3 che potrebbe essere fondamentale per le sorti finali di questa lotta per il titolo. I Cavs devono vendere cara la pelle e una vittoria sembrerebbe d’obbligo se si vuole avere ancora una minima speranza di successo; dall’altra parte Golden State vincendo metterebbe, di fatto, una seria ipoteca sulla corsa per l’anello. Ci sono tutti i presupposti per una partita emozionante, senza esclusione di colpi.

NBA Finals Gara 3. Cleveland parte subito in quarta con un parziale di 14-4, con un Jr Smith particolarmente caldo da dietro l’arco dei 3 punti, mentre sul versante opposto Golden State fatica ad ingranare con Curry e Thompson che litigano con il ferro. Il primo quarto si chiude sul 29-28.
Nonostante le basse percentuali al tiro per gli ospiti, ci pensa un’ottima difesa a limitare i danni, con un ritrovato Iguodala, elemento molto importante e che era venuto a mancare per problemi fisici già dalla serie contro Houston; Green, come suo solito, cerca di far innervosire Thompson ed entrambi vengono puniti con un doppio fallo tecnico. I Cavs chiudono in vantaggio i primi due quarti di gioco con LeBron già in doppia doppia, seguito da Love, autore di 15 punti e 10 rimbalzi prima della pausa lunga. Durant è l’ultimo a mollare dei suoi e chiude le prime due frazioni senza un errore al tiro e con 24 punti a referto. Il punteggio è di 58-52 per i padroni di casa.
Al rientro dagli spogliatoi la partita cambia: gli Warriors appaiono molto più motivati e cinici dei Cavs e le mani del #35 gialloblu continuano a sfornare canestri dopo canestri; per i Cavaliers diventa sempre più problematico arginare gli attacchi dei loro avversari (con cambi difensivi che lasciano molto a desiderare) e in attacco si faticano a trovare soluzioni efficaci poichè il tiro da 3 non dà i frutti sperati.
La partita, tuttavia, rimane in grande equilibrio fino alla fine, quando, a 2 minuti e 38 secondi dalla fine, un opaco Steph Curry trova la prima tripla di serata (1/10 da 3) portando Golden State sul +4, ma a rispondergli ci pensa il Re con un gran canestro dall’arco dei 7,25,  portando i Cavs sul -1. La schiacciata di Iguodala e soprattuto la tripla da distanza siderale di Durant a 43 secondi dalla fine, mettono decisamente la parola fine sull’incontro, dove ogni tentativo di rimonta è ormai vano. La partita si chiude 102-110 per gli ospiti, che ora hanno a disposizione 4 match point (il primo già venerdì notte) per laurearsi campioni NBA.

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I migliori e i peggiori di Gara 3 delle NBA Finals. L’MVP di gara 3 porta ovviamente il nome di Kevin Durant, autore di una prestazione sontuosa con 43 punti in 43 minuti di gioco (15/23 dal campo, 6/9 da 3) conditi da 13 rimbalzi e 7 assist, che gli hanno permesso di guidare i suoi alla vittoria nonostante il contributo degli Splash Brother non sia stato dei più prolifici. Il numero #11 e #30, infatti, hanno tirato rispettivamente con 4/11 e 3/16 dal campo, una prestazione sicuramente inferiore a quelle a cui ci hanno abituato, ma che non ha gravato sulle sorti dell’incontro, per fortuna di Golden State. Draymond Green chiude invece con 10 punti e 9 rimbalzi, mettendo in campo tutta la sua grinta e dimostrandosi decisivo soprattutto nella metà campo difensiva.
Sul fronte opposto, manco a dirlo, LeBron James mette a referto la decima tripla doppia della sua carriera alle Finals, siglando 33 punti (13/28 da 2, 1/6 da 3), 10 rimbalzi e 11 assist, ma, complice anche una piccola distorsione alla caviglia e la stanchezza per il suo ampio utilizzo nel corso di questi playoff, nel finale è apparso meno lucido di altre volte.
Kevin Love si conferma anche stasera un importante secondo violino realizzando una doppia doppia da 20 punti e 13 rimbalzi. Discreta la prova di Jr Smith autore di 13 punti, ma ancora molto lontano dalla sua miglior forma.
La vera novità di gara 3, però, porta il nome di Rodeny Hood: il giocatore ex Utah fino ad ora è stato impiegato con il contagocce da Lue che a sorpresa stasera gli ha concesso 26 minuti di gioco, sufficienti all’ala classe ’92 per realizzare 15 punti con un incredibile 7/11 dal campo. Che il coach dei Cavs lo stia rivalutando?

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Dopo il successo di stanotte gli Warriors sono sempre più vicini al loro secondo titolo consecutivo e potrebbero chiudere la serie già venerdì notte alla Quick Loans Arena con un 4-0 che avrebbe sicuramente dell’incredibile, ma che ben rispecchierebbe la differenza di valori messi in campo da una parte e dall’altra. A Cleveland servirebbe un vero e proprio miracolo per cercare di riaprire una serie che, ora come ora, non sembra possa riservare colpi di scena.

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