Finals NBA, 4-0 di Golden State a Cleveland. Curry e i suoi ancora campioni

Pubblicato il autore: Mattia Dallaturca Segui

 

CLEVELAND, OH - JUNE 06: Stephen Curry #30 and Draymond Green #23 of the Golden State Warriors celebrate with Kevin Durant #35 against the Cleveland Cavaliers in the second half during Game Three of the 2018 NBA Finals at Quicken Loans Arena on June 6, 2018 in Cleveland, Ohio. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Jason Miller/Getty Images)

Golden State Warriors NBA – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

I Golden State Warriors vincono per la seconda volta di fila l’anello NBA, strapazzando i Cavaliers con il punteggio di 85-108, in una partita mai stata davvero in discussione. Troppo alta la differenza di valori in campo tra le due franchigie con Curry, Durant e un ottimo Iguodala che hanno vita facile su LeBron e compagni.
Il #23 di Ohio, a fine partita, confessa di aver giocato le ultime 3 partite della serie con una mano rotta e di non essere quindi al 100%, condizione necessaria se si voleva avere qualche speranza di vittoria contro i ragazzi della Baia.

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Sintesi. La partita inizia nel modo peggiore possibile per i Cavs con Curry che segna 6 punti in tre minuti e il primo timeout chiamato da Lue avviene sul punteggio di 10-3 per gli ospiti. Cleveland non accenna a reagire, se non con il solito James, ma il #30 gialloblu dà prova di essere in una serata delle sue e non sembra intenzionato a voler tornare a giocare a Oakland, così il primo quarto dice 34-25 Warriors.
Nella seconda frazione i Cavaliers hanno una reazione d’orgoglio e, dopo il terzo fallo fischiato a Klay Thompson, trovano la schiacciata del sorpasso con LeBron, al termine di un contropiede magistralmente eseguito da Jr Smith. Lo stesso Smith appare più motivato in questa Gara 4, anche se paga molto caro il ‘mismatch’ con Durant in difesa.
Love è l’unico, oltre a James, in grado di mettere in diffcoltà la difesa di Golden State, mentre l’ingresso di Larry Nance Jr porta grande energia a rimbalzo da entrambi i lati del campo, consentendo importantissimi secondi tiri, molti dei quali vengono vanificati da un Hill assolutamente in serata no e poco incisivo in attacco.
Alla pausa lunga il punteggio è di 61-52 per i Warriors con Curry autore di 20 punti. LeBron si ferma a 16.
I Cavs, però, rimangono con la testa negli spogliatoi e i ragazzi allenati da coach Steve Kerr hanno vita facile, portandosi in un amen sul +15 che di fatto chiude la partita. Cleveland non riesce più a segnare e tocca persino il -28, chiudendo il quarto 86-65.
Gli ultimi dodici minuti di gioco sono normale amministrazione Golden State. Tyronn Lue richiama in panchina il ‘Prescelto’ a quattro minuti dalla fine e la Quick Loans Arena gli dedica il coro MVP. Ultima scena prima che si scateni la festa degli Warriors, i quali archiviano la serie con un netto 4-0.

Top&Flop. Il mattatore dell’incontro è Steph Curry, autore di 37 punti (7/15 da 3 punti), 6 rimbalzi e 4 assist. Tripla doppia, invece, per Kevin Durant, che nonostante lo 0/3 da 3, realizza 20 punti, catturando 12 rimbalzi e distribuendo 10 assist.
Dalla panchina ottima prova per Iguodala che mette a referto 11 punti, tirando con il 50% da 3 punti.
In casa Cleveland il migliore è il ‘Re’ con 23 punti (7/13 dal campo), 8 assist e 7 rimbalzi, anche se per buona parte del match è apparso sottotono e rassegnato.
Buona anche la prestazione di Kevin Love e Jr Smith, autori rispettivamente di 12 punti, con 9 rimbalzi, e di 10 punti.
Il peggiore dell’incontro è George Hill. L’ex Utah segna solo 3 miseri punti con percentuali che farebbero rabbrividire chiunque (1/7 dal campo).

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Golden State, dunque si riconferma campione NBA e Durant conquista per la seconda volta in due anni il premio di MVP delle Finals, battendo la concorrenza di Curry, frenato da un infortunio che lo ha costretto a saltare il primo turno di questi playoff.
Ora per Cleveland, dopo la batosta subita, potrebbe arrivarne un’altra: LeBron è ancora indeciso sul suo futuro e in conferenza stampa ha dichiarato che ne parlerà con la famiglia. La sensazione è che un suo addio pare sempre più vicino.

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