Olimpia Milano: più e meno di un roster lunghissimo

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini Segui

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Attualmente il roster dell’Olimpia Milano è formato dai seguenti giocatori: Justin Theodore, Andrea Cinciarini, Mantas Kalnietis, Andrew Goudelock, Bruno Cerella, Dairis Bertans, Zoran Dragic, Awudu Abass, Simone Fontecchio, Vlado Micov, Davide Pascolo, Corey Jefferson, Amath M’Baye, Andrea La Torre, Patric Young, Kaleb Tarcewski e l’ultimo arrivato Marco Cusin. Di questi diciassette giocatori Bruno Cerella lascerà sicuramente l’EA7, l’idolo dei tifosi meneghini non rientra nei piani dello staff tecnico e sarebbe inutile tenerlo nel roster dopo una stagione in cui ha visto il campo con il binocolo. Cusin è arrivato anche per rimpiazzarlo tra gli italiani che devono essere mandati a referto in serie A. Un altro giocatore in partenza è Andrea La Torre, che potrebbe esser ceduto dopo l’inizio della stagione. Togliendo i due appena citati il roster “scende” a quindici giocatori: tre per ogni ruolo.

Olimpia Milano: un roster troppo lungo?

Il rischio che tutto vada in corto circuito c’è ed è alto. Per questo motivo il compito più arduo spetta a Simone Pianigiani. Il coach dell’Olimpia Milano dovrà riuscire a trovare un equilibrio che sulla carta sembra impossibile. Tutti i giocatori del roster milanese potrebbero essere titolari da 25/30 minuti nelle altre squadre di serie A, a Milano è già tanto se ci sarà qualcuno che andrà sopra i 20 minuti senza contare chi collezionerà n.e. Il rischio di scontentare i giocatori è enorme (nonostante il lauto assegno a fine mese che ognuno di loro percepisce) e affrontando squadre in fiducia si rischiano pessime figure come successo nella serie di playoff contro la Dolomiti Energia Trento. Ma è ovvio che per una stagione lunghissima come quella che dovrà affrontare l’Olimpia Milano un roster di soli 12 uomini non basta. Va poi considerato il fatto che alcuni giocatori sono delle scommesse dal punto di vista del recupero dagli infortuni (Dragic e Young). Trenta partite di campionato e trenta di Eurolega, senza contare i playoff, a cui vanno aggiunte le gare di Supercoppa Italiana e di Coppa Italia: massacrante è dire poco. La società ha fatto il suo lavoro, ora spetterà a Simone Pianigiani il compito più arduo.

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