Polyakov, un ospite difficile al Foro Italico

Pubblicato il autore: Matteo Picconi

Lo chiamano “white tiger” per la grinta e il coraggio dimostrato sul ring. Un profilo di Viktor Polyakov, super medio di origine russa, che il 24 luglio al Foro Italico affronterà De Carolis per il titolo internazionale WBA

In molti non lo avevano mai sentito nominare prima di un mese e mezzo fa, fino a quando la notizia del ritorno sul ring di Giovanni De Carolis ha riacceso l’attenzione dei media e degli appassionati di boxe. Eppure Viktor Polyakov non è un pugile qualsiasi e sembra avere tutte le carte in regola per giocarsi una cintura internazionale contro un campione indiscusso come il beniamino di casa.

Polyakov vs De Carolis
Nato nel 1981 nella sovietica città di Perm, detta anche “l’ultima città d’Europa”, Polyakov ha rappresentato la nazionale Ucraina nei giochi olimpici di Atene 2004, perdendo ai quarti di finale contro il kazaco Bakhtiyar Artayev (medaglia d’oro nella medesima competizione). Passato ai professionisti nel 2006, il peso medio ha combattuto prevalentemente negli Stati Uniti, nello stato dell’Illinois. Dal suo debutto contro Tyrone Dowdy (novembre 2006) alla fine del 2008, il russo vince 8 incontri di fila, 6 prima del limite. Nella prima fase da professionista Polyakov è un pugile offensivo, molto coraggioso e sempre in cerca del colpo risolutore. Caratteristiche che gli sono valse l’appellativo di “white tiger“, la tigre bianca. Una carriera dai ritmi altalenanti e discontinui: una prima lunga assenza dal ring di quasi tre anni, per poi tornare in grande spolvero nel biennio 2011-2012 con due vittorie consecutive ai danni dello statunitense Romaro Johnson e del camerunense Foster Nkodo. In questa fase “centrale” della sua carriera Polyakov ormai è un pugile diverso, più maturo: niente più vittorie prima del limite, guardia più alta, maggiore abilità nello schivare i colpi dell’avversario. Il 16 marzo del 2012 al Pavillion di Chicago si aggiudica il vacante titolo USBO (United States Boxing Organization) sempre nella categoria dei pesi medi contro il favorito Derrick Findley. Un traguardo che chiude il capitolo “americano” di Polyakov che si allontanerà dal ring per altri cinque lunghi anni.

Polyakov vs Sek

Il ritorno del russo è recente, risale al febbraio di quest’anno. Stabilitosi in Germania Polyakov condivide con il nostro De Carolis la difficile esperienza del panorama pugilistico tedesco. A Dusseldorf subisce la prima e unica sconfitta in carriera (ai punti) contro l’attuale imbattuto Spas Genov. Un match difficile, in cui il russo ha dato comunque del filo da torcere al pugile bulgaro, decisamente più in forma. Un mese dopo conquista un verdetto di parità a Dachau contro il giovane tedesco Toni Kraft ma è il 4 aprile che sancisce il definitivo ritorno della “tigre bianca” di una volta: alla Halle Arena di Chrobrego (Polonia) Polyakov torna alla vittoria contro il quotatissimo 30enne polacco Dariusz Sek. Rispetto ai due precedenti match il russo ha ritrovato la linfa offensiva che lo aveva affermato negli States, coniugandola a una buona tenuta difensiva. Ferma restando la sua inferiorità tecnica rispetto a De Carolis, Polyakov potrebbe metterlo in difficoltà costringendolo alla corta distanza; pericoloso negli incroci e potente nelle brevi combinazioni, il russo può impensierire il pugile romano soltanto spezzandone i ritmi. Tuttavia l’ex campione del mondo parte nettamente favorito: basterà una prova all’altezza di quelle disputate in terra tedesca per aggiudicarsi il match, la cintura e ricominciare a pensare in grande.

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