In ricordo di Jake La Motta “Toro scatenato”, il campione del mondo di boxe dei pesi medi

Pubblicato il autore: Andrea Gravina Segui


In seguito a complicanze per una forte polmonite, è morto ieri 20 Settembre 2017 a 96 anni il campione del mondo di boxe dei pesi medi, l’italo-americano Jake La Motta, che per i più giovani avrà forse per sempre il volto di Robert De Niro, il quale lo rese celebre nell’indimenticabile interpretazione che valse l’Oscar all’attore hollywoodiano per il film “Toro scatenato”, diretto magistralmente da Martin Scozzese.
La sua carriera da professionista durò 14 anni, fatta di 106 combattimenti (83 vittorie delle quali 30 per ko, 4 pareggi e 19 sconfitte). Di lui si diceva che non fosse nè il più potente, nè il più tecnico, nè il più veloce, nè il più bello a vedersi. Ma sicuramente il più coraggioso!

Jake La Motta, la biografia

Nato a New York il 10 luglio 1921, era figlio di un emigrante siciliano originario di Messina, mentre la madre era ebrea (per questo il suo nome di battesimo era Jacob).
Fin da subito si dimostrò un ragazzo difficile, uno dei tanti ragazzi di strada della New York più violenta, quella del quartiere Bronx.
Aveva voglia di riscatto Jake, incarnava perfettamente lo spirito di rivalsa degli italo-americani dell’epoca, si fece strada nella vita a suon di scazzottate, eccessi e sregolatezze.
Si sposò 7 volte, finì anche in prigione per una denuncia di violenza ad una minorenne.
A 19 anni era già pugile professionista, pur non essendo dotato di una fisicità imponente, era basso e con braccia tozze e corte.
Ma sul ring si scatenava, era spietato e selvaggio, dotato di un’aggressività che non lasciava speranze agli avversari, non concedeva mai loro tregua, un guerriero inesauribile

Jake La Motta, la carriera:

La svolta per la sua carriera fu il doppio incontro con uno dei più grandi pugili professionisti di sempre, per 5 anni campione dei pesi welter e 5 volte campione dei pesi medi: il leggendario Sugar Ray Robinson.
Nel primo incontro avvenuto nell’Ottobre del 1942 a New York, fu sconfitto pesantemente, rifacendosi poi il 5 Febbraio dell’anno dopo a Detroit, spedendo Robinson, che non era mai stato battuto fino ad allora, k.o. all’ottava ripresa. Nella “bella” sempre a New York, Sugar Ray si rifece 21 giorni dopo battendo La Motta, e per altre due volte in seguito nel 1945. Affrontò sempre avversari di lusso con sfide ricche di pathos e crudeltá, come i 4 duelli con il croato Fritzie Zivic, tra il 1943 e il 1944, passati alla storia come i match più scorretti della boxe.
Memorabile fu il sesto confronto con il suo avversario di sempre Sugar Ray Robinson, il 15 Febbraio 1952, rinominato “Il massacro di San Valentino”, dove La Motta ebbe la sua più sonora sconfitta. Robinson dominò il combattimento, Jake fu riempito di botte, pugni a ripetizione, tanto da indurre l’arbitro a fermare l’incontro alla tredicesima ripresa, fino alla quale Toro scatenato aveva stoicamente resistito.
Da lì non fu più lo stesso e appese i guantoni al chiodo nel 1954 dopo una sconfitta ai punti per mano di Billy Kilgore.

 Sugar Ray Robinson e Jake La Motta 


Jake La Motta, lo spettro delle scommesse:

Nel 1947 ammise di aver perduto di proposito contro Billy Fox, scendendo a patti con la mafia che aveva puntato una somma ingente di denaro contro di lui in cambio di organizzare la sfida per il titolo mondiale, cacciando inoltre di tasca propria la bellezza di 20mila dollari per far ciò. Si lasciò picchiare di proposito e fu dichiarato colpevole attraverso un’inchiesta, gli venne perfino ritirata la licenza.
Quando tornò a combattere, scommettendo pure 10mila dollari su se stesso, La Motta vinse il titolo mondiale contro il francese Marcel Cerdan nel giugno del 1949 a Detroit.
Non ci fu mai rivincita da parte del campione francese, che aveva giurato di riprendersi la vittoria, poichè lo bloccò prima un infortunio e poi la tragica morte avvenuta per un incidente aereo.

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