Addio a Franco Cavicchi, grande campione europeo dei pesi massimi: il ricordo del Dall’Ara

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui

Foto da Pixabay

È scomparso oggi all’età di 90 anni il campione d’Europa dei pesi massimi Franco Cavicchi: impossibile non ricordare l’incontro di boxe che lo ha reso celebre in assoluto. Era il 26 giugno del 1955, era tutto pronto allo Stadio Comunale di Bologna, quello che più tardi sarebbe diventato il celeberrimo Dall’Ara: una folla accorsa a seguire la sfida più importante della carriera del giovane pugile.
Cavicchi vinse e conquistò il titolo europeo di pesi massimi nel periodo in cui sulla classifica iridata giganteggiava niente meno che Rocky Marciano, altro leggendario pugile: un successo che lo rese celebre in Italia e in Europa, garantendogli al contempo una fama davvero unica.

Le caratteristiche del pugile Cavicchi: un uomo d’altri tempi

Il compianto Cavicchi era un gigante d’altri tempi, un pugile alquanto prudente che praticava una boxe per lo più conservativa, piuttosto restia a lasciare adito alla reazione degli avversari. Una caratteristica che tuttavia macchiò un altro match clou della sua importante carriera: contro il collega svedese Ingemar Johansson il nostro Cavicchi incassò una cocente sconfitta, dopo aver resistito per ben dodici round, crolla al tredicesimo.
I sogni di gloria si spensero definitivamente in quella circostanza: per il pugile nativo di Pieve di Cento non ci fu altra gloria, chiudendo così la carriera dopo undici anni di onorato servizio collezionando 71 successi, 14 sconfitte e 4 pareggi.

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La prudenza di Cavicchi nella vita di ogni giorno

La carriera di Cavicchi si spense quasi dopo quell’insuccesso: Johansson divenne campione mondiale dei pesi massimi e con lui svanirono le speranze dei pugili nostrani di regnare nella categoria più importante del pugilato.
Cavicchi si è dovuto dunque accontentare delle briciole, dando inizio ad una nuova vita: con i guadagni che gli assicurarono gli incontri di boxe, cercò di migliorare le condizioni dei campi dove ritornò una volta aver appeso i guantoni al chiodo.
La sua prudenza lo accompagnerà per sempre: d’altronde Cavicchi era un gigante buono, che con il pugilato attirava folle immense, come in occasione del successo che lo incoronò campione europeo. Settantamila persone in quel futuro Dall’Ara a spingere il friulano alla conquista del titolo per una boxe d’altri tempi.

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