Zapelloni, Gazzetta dello Sport: ‘La semifinale ai mondiali è il sogno per l’Italia’

Pubblicato il autore: Martina Carella Segui

Umberto Zapelloni
Roma – Nuovo appuntamento con le interviste ai più noti giornalisti sportivi italiani. Oggi abbiamo incontrato Umberto Zapelloni, in passato vice caposervizio presso Il Giornale e caporedattore dello sport e dei motori al Corriere della Sera, oggi Vicedirettore di Gazzetta dello Sport. L’inizio della sua avventura professionale, i mondiali di calcio e la crisi della Ferrari sono solo alcuni dei temi affrontati dal giornalista.

Buongiorno Umberto, ci racconta come è iniziata la sua avventura di giornalista sportivo?
E’ iniziata per caso, quando cominciai a scrivere di sport sul giornalino della scuola alle medie; non avrei mai pensato un giorno di diventare giornalista. Allora ipotizzavo un futuro da commercialista. Probabilmente più ricco, ma sicuramente meno divertente. Ho cominciato per arrotondare la paghetta, poi la passione ha preso il sopravvento.

Ha iniziato seguendo il basket: è proprio vero che il primo amore non si scorda mai?
A scuola scrivevo di calcio. Poi il mio allenatore di basket mi portò a Superbasket. Lì ho cominciato con Aldo Giordani, ma il vero virus l’ho contratto poi, quando ho cominciato a collaborare con le pagine milanesi del Giornale di Montanelli. Basket, calcio e poi i motori sono stati la mia passione e il mio lavoro.

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Tra l’altro lei ha ricoperto ruoli di responsabilità in diverse testate. Quale esperienza le è stata più utile nel disegno del suo percorso professionale?
E’ stato utile fare l’inviato per 15/16 anni. Vivere l’avvenimento dall’interno (Olimpiadi, ma soprattutto mondiale di F1 o finali di Champions) per sapere poi, una volta passato dall’altra parte, che cosa chiedere ai nostri inviati. Ho avuto la grande fortuna di lavorare con Montanelli, Feltri, De Bortoli, Mieli. I migliori su piazza. Qualcosa avrò pure imparato… E poi l’esperienza come responsabile dello Sport al Corsera è stata una vera palestra.

Oggi è vicedirettore della Gazzetta dello Sport: quel ragazzo che appena ventenne pubblicava il suo primo articolo ci avrebbe mai scommesso?
No, quando vidi la mia firma sulla carta per la prima volta non pensavo neppure di diventare giornalista.

Ci racconti la giornata tipo del vicedirettore della Gazzetta dello Sport.
Sveglia prima delle 8, Ipad sul comodino, veloce rassegna stampa digitale. Poi in redazione verso le 10.30, lettura dei giornali, agenzie, siti web per preparare la riunione del mattino dove nasce il giornale. Se riesco mi prendo un’oretta per pranzare con mia moglie, l’architetto che ha arredato la mia vita; poi si ricomincia tra riunioni varie fino a quella delle 18 in cui componiamo la prima. Se sono di chiusura resto in redazione fino a mezzanotte, altrimenti fin verso le 21. Ma ogni tanto di sera ci scappa una fuga a San Siro o al Forum per vedere ancora un pò di sport dal vivo. E prima di addormentarmi uno sguardo alla posta dove mi viene consegnata la prima pagina di Gazzetta appena trasmessa per la stampa.

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Tra le sue passioni ci sono i motori. Evidente la crisi della Ferrari in questa stagione. Come vede il futuro della scuderia italiana?
Sulla Ferrari ho appena concluso un libro che verrà pubblicato a settembre sulle prime pagine di Gazzetta dedicate alla Rossa. La stagione è persa, purtroppo. Spero che il 2015 possa essere migliore. Sarebbe ora. La Ferrari paga la mancanza di cultura motoristica ibrida.

Prandelli ha diramato la lista dei 23 convocati azzurri per il Brasile, suscitando non poche polemiche per le esclusioni di Rossi e Destro. Lei è d’accordo con le scelte tecniche del ct oppure avrebbe convocato altri giocatori?
Rossi l’avrei portato, ma io non ho a disposizione i dati dei test medici che ha potuto consultare il c.t.. Con Balotelli un pò affaticato avrei scelto Destro invece di Insigne. Ma fondamentalmente ho fiducia nel c.t..

Chi vincerà il Mondiale e dove arriverà la nostra nazionale?
Dico Brasile perché il paese non reggerebbe un altro maracanazo e rischieremmo anche le Olimpiadi… La semifinale è il sogno per l’Italia. Come diciamo qui in Gazzetta #iotifoazzurro.

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