Italia, Conte: “Vincere l’Europeo? Per i miracoli ci stiamo attrezzando”

Pubblicato il autore: Danilo Montefiori Segui

antonio Conte ct Italia

Mancano poco meno di due settimane agli impegni che gli azzurri affronteranno il 16 e 18 novembre per la qualificazione ai Campionati Europei del 2016, rispettivamente contro Croazia ed Albania. Il CT dell’Italia, Antonio Conte, ha concesso una intervista a Sky Sport raccontando i primi mesi sulla panchina azzurra: “Dobbiamo ricordarci che arriviamo da un fallimento e se c’erano problemi prima, non penso possano risolversi in due mesi. Siamo partiti bene, proponendo nomi nuovi, abbassando l’età media e centrando quattro vittorie in quattro partite. È una Nazionale che va aiutata e costruita nel tempo: l’obiettivo primario è qualificarci agli Europei, poi dobbiamo farla diventare un piccolo club in una competizione in cui ci si gioca tutto”.

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Riguardo all’Europeo 2016, primo vero grande torneo che affronterà l’Italia targata Antonio Conte: “Vincerlo? Per i miracoli ci stiamo attrezzando. Questo gruppo ha già un’identità, ma rispetto a noi ci sono Nazionali che in Europa sono più avanti. Non mi pongo limiti. Vogliamo conquistarci la qualificazione e vogliamo farlo nel modo giusto, ridando entusiasmo ai tifosi. La sfida con la Croazia il 16 novembre? Può darci risposte e far capire se stiamo crescendo nel modo giusto”. Come sempre onesto l’ex tecnico della Juventus non ha risparmiato critiche al “sistema calcio” italiano: “Su 23 giocatori effettivi 8/10 non sono titolari nei club. In Nazionale, un giocatore può guadagnarsi il posto nella propria squadra di club: è qualcosa che deve far riflettere. C’è poca disponibilità di scelta di giocatori. All’Italia restano storia e tradizione, siamo stati una nazione importante e ora siamo in un momento difficile. Il meccanismo si è inceppato, dobbiamo farlo funzionare di nuovo”.

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E proprio sulle scelte e sui singoli si è poi concentrato Conte, in primis Andrea Pirlo: “Da parte sua c’è stata grandissima disponibilità a tornare in qualsiasi ruolo. Mi ha espresso la sua volontà di voler far parte del progetto, sia da calciatore che come uomo spogliatoio. C’è stata da parte sua grandissima disponibilità e questo a me ha fatto molto piacere”. Sull’unicità di Gigi Buffon: “E’ difficile, anche se oggi abbiamo Perin che può fare qualcosa del genere. Gigi ha iniziato prestissimo e il fatto che abbia toccato quota 500 gare è davvero qualcosa di straordinario. Merito a lui e alla sua professionalità”. Sulle difficoltà di Balotelli: “Le convocazioni devono essere meritate. Non c’è preclusione nei confronti di nessuno, ma ogni convocazione deve essere giustificata. L’importante è che chi viene in Nazionale dimostri di volere questa maglia“. Infine, una chicca di mercato su Daniele De Rossi: “Se è vero che lo volevo alla Juve? Si, il primo anno alla Juventus mi sarebbe piaciuto averlo e ci ho provato. Lui, però, ha sempre pensato alla Roma e l’ha sempre vista come unica squadra italiana”.

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