Roma malattia Castan. Parola al professor Fornari e all’ex calciatore Zanchi che ammette: “6 mesi per l’idoneità”.

Pubblicato il autore: Federico Prosperi Segui

operazione CastanDopo il comunicato dell’ A.S. Roma nel tardo pomeriggio di ieri oggi è intervenuto sulle pagine della Gazzetta dello Sport il professor Maurizio Fornari per spiegare in maniera più tecnica e dettagliata il cavernoma che ha colpito leandro Castan. L’équipe del professore si occupa in particolare di compressioni dei nervi spinali (ernia discali lombari e cervicali  stenosi congenite ed acquisite del canale spinale instabilità del rachide degenerativa e post-traumatica, tumori vertebro midollari e sindromi malformative sindromi da intrappolamento e tumori dei nervi periferici sindrome del tunnel carpale neurinomi ecc.) tumori cerebrali primitivi e secondari. Malattie cerebro-vascolari (ischemia ed emorragia cerebrale), malformazioni congenite del sistema nervoso centrale (sindrome di Chiari siringomielia ecc.), alterazioni del circolo liquorale (idrocefalo).  Il neurochirurgo dell’Istituto Humanitas di Milano spiega così:  «È una malformazione vascolare congenita, una piccola matassa di vasi che in questo caso hanno una bassa pressione arteriosa al loro interno e che possono dare origine a micro-emorragie o disturbi di tipo circolatorio». Sull’imminente operazione che dovrà subire aggiunge «Questa problematica non può avere altro trattamento dell’asportazione chirurgica perchè la radiochirurgia non è in grado di curarla. L’intervento è delicato anche in virtù della sede della malformazione. Ma dopo si può tranquillamente prospettare una completa guarigione ed un ritorno all’attività agonistica nel giro di qualche mese».
Anche l’ex calciatore Marco Zanchi, che nel 2003 ebbe lo stesso problema di Castan, è intervenuto in diretta ai microfoni dell’emittente radiofonica romana:“Sono passato per il problema che affligge Castan – ha dichiarato Zanchi – E’ un momento molto delicato per Leandro: ci siamo incontrati e abbiamo lo stesso medico il dottor Sisca (ora nello staff medico giallorosso, ndr). Abbiamo parlato del problema e posso dire che il brasiliano è assolutamente in buone mani. Leandro è un combattente in campo e fuori e ne uscirà vittorioso. Per lui come per me in questo momento conta più di ogni altra cosa il superamento della fase di “malattia”.
“So che verrà operato a inizio dicembre e l’angioma cavernoso è pericoloso soprattutto per la posizione – prosegue Zanchi, attualmente allenatore degli Allievi nazionali del Vicenza.  Ma una volta asportato il problema si risolve definitivamente.  I primi sintomi sono quelli della labirintite. Il problema poi torna quando c’è il sanguinamento. Dopo i trattamenti medici iniziali è opportuno soprattutto per un atleta intervenire chirurgicamente. Riscontrato il problema, viene meno l’idoneità. Se non sei un atleta l’intervento prevede un taglio che va da orecchio a orecchio e l’inserimento di una placca. Cosa impossibile se si fa attività agonistica quindi si interviene con la microchirurgia. C’è sempre un margine di rischio perché si interviene in un parte delicatissima del corpo. Ma una volta terminata l’operazione una volta asportato l’angioma stai subito bene. Inizialmente puoi accusare un po’ i cambi di stagione e di clima per questioni di pressione ma nel giro di sei mesi si può tornare ad avere l’idoneità e riprendere l’attività agonistica”. L’unico obiettivo per il brasiliano e per tutta la Roma sarà quello di rivedere il prima possibile in salute il brasiliano indipendentemente dalla sua futura attività agonistica.

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