Parma salvezza o serie D, l’ultima asta per il futuro dei gialloblu

Pubblicato il autore: Roberto Minichiello Segui

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Martedì 9 giugno si scopriranno le sorti del Parma salvezza o serie D. Tutto dipenderà dalle offerte d’asta che arriveranno nello studio del notaio Giulio Almansi entro le ore 12. Si profila un certo ottimismo da parte dei curatori Alberto Guiotto e Angelo Anedda, che nei giorni scorsi hanno comunicato il dato ufficiale del debito del Parma. Sono riusciti a ridurlo fino a 22 milioni e 200 mila euro, erano partiti da 70, ridotto grazie anche alla rinuncia degli stipendi di molti tesserati gialloblu. Nel caso in cui qualcuno dovrebbe partecipare all’asta, questo debito dovrà essere pagato entro un mese e garantirà la prossima iscrizione al campionato di serie B. A differenza delle altre volte qualcuno si è mosso per comprarsi i debiti e le sorti del Parma, tra i nomi è spuntato quello di Mike Piazza, ex stella del baseball proprio nelle file del Parma Baseball e insieme al suo nome c’è quello del manager della squadra di baseball di Parma, Gilberto Girali che hanno costituito una nuova società proprio per presentare un’offerta d’asta. Questa cordata sembra essere quella che ha più serie intenzioni per acquistare l’ex società di Ghirardi, ma anche altri si sono fatti avanti, come il presidente del Matera, Saverio Columella, una proposta di offerta potrebbe arrivare anche dall’amministratore delegato di The Space Cinema, Giuseppe Corrado. Se le buste fossero più di una, è già prevista un’asta al rialzo presso il tribunale di Parma per le 18 di mercoledì 10 giugno, con base fissata sull’offerta più alta pervenuta. Ma se la differenza tra le proposte superasse il 20 per cento, già domani l’assegnazione della società potrebbe andare all’offerente più generoso. Lo stesso avverrebbe nel caso al notaio pervenisse un’unica proposta. Nel caso in cui non dovesse pervenire nessuna offerta, allora per il Parma ci sarebbe lo spettro della Serie D, ma anche in questo caso è pronta un’alternativa. L’alternativa è l’azionariato popolare che in questi giorni sta prendendo forma tra i tifosi del Parma. Si chiama il “Parma siamo noi“, l’idea proposta già a marzo quando le sorti del Parma erano segnate, quindi per le prossime scelte societarie anche i tifosi potranno dire la loro. I tifosi si legheranno agli imprenditori locali che prenderanno il Parma in caso di serie D e promettendo di riportarlo nel calcio che conta nel giro di pochi anni. “Abbiamo i soldi per garantire che il Parma possa andare avanti e per riportarlo tra i professionisti entro qualche anno”, ha spiegato Paolo Piva, l’avvocato che cura gli interessi degli imprenditori locali.

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